period poverty

1200 kit per l’igiene mestruale per le bambine dello slum

Il 28 maggio è stata la Giornata Internazionale dell’igiene mestruale. L’occasione perfetta per porre l’attenzione sul triste fenomeno della Period Poverty.

Ed è proprio questo l’obiettivo che la giornata si pone, ovvero evidenziare e portare all’attenzione dell’opinione pubblica tutte le sfide che il ciclo mestruale presenta per tutte le donne.
E su quanto essere donna comporti discriminazioni, difficoltà e stigmi culturali ancora difficili da superare.

La Period Poverty, ovvero l’impossibilità economica di potersi garantire un’igiene adeguata durante il ciclo, colpisce milioni di donne in tutto il mondo. Anche nei paesi occidentali milioni di donne sono vittima della Period Poverty, e non possono permettersi assorbenti igienici o altri prodotti sanitari. Nello slum di Nairobi, in cui operiamo da 15 anni, la condizione delle donne è ancora più difficile. Nello slum di Nairobi, la stragrande maggioranza delle donne non può permettersi gli assorbenti.

Le prime vittime di questa situazione sono le ragazze e le bambine che iniziano ad avere il ciclo mestruale. Non potendo permettersi assorbenti igienici sono infatti costrette a restare nella loro baracca ogni volta che hanno le mestruazioni, e questo vuol dire perdere il 20% dei giorni di scuola ogni anno. La Period Poverty non solo rappresenta un ostacolo alla parità di genere ed una vera e propria discriminazione nei confronti delle donne, ma rende impossibile per una bambina ricevere un’istruzione adeguata e completa. E ne pregiudica il futuro.

Il solo fatto di essere donna acuisce ancor di più le condizioni di povertà in cui vive, fa sì che venga emarginata e discriminata. Inoltre, la mancanza di educazione sessuale e di consapevolezza dei cambiamenti a cui va incontro il suo corpo la porta a sentirsi in colpa e a vergognarsi.

Per questo motivo abbiamo dato vita alla nostra campagna “Maggio, un mese per le bambine di Nairobi”; una vera e propria maratona di crowdfunding che ci ha permesso di raccogliere quasi 3000 euro di donazioni in meno di un mese, con decine di nuovi donatori che sono entrati in contatto con Alice for Children ed hanno deciso di aderire alla nostra campagna.

Campagna che abbiamo portato avanti grazie all’aiuto dei nostri sponsor, Radio Italia, HarperCollins Italia e Fondazione Mediolanum soprattutto BeOnMe, che ha raddoppiato le nostre donazioni portandoci ad un totale di 6.000 euro!
Nel corso del mese maggio abbiamo anche potuto parlare di Period Poverty e della realtà dello slum insieme alla nostra amica ed influencer Benedetta Lo Zito, e con le creatrici del podcast Senza Rossetto!

Abbiamo portato a conoscenza della realtà dello slum di Nairobi migliaia di persone, sensibilizzandole sulla tematica della Period Poverty in un paese povero come il Kenya.

Ma non ci siamo fermati qui! Nelle ultime settimane abbiamo coinvolto le nostre scuole dello slum, in particolare di Dandora, nell’organizzazione di un grande evento proprio nella giornata internazionale per l’igiene mestruale.

Il 28 maggio, una marcia di bambine ha invaso le strade di Dandora, con canti, striscioni e cartelloni, per far capire alla comunità intera che le donne hanno gli stessi diritti di un uomo, che il ciclo mestruale non può essere motivo di discriminazione, e che gli assorbenti igienici sono un diritto!

Non solo, durante la giornata, nella nostra scuola abbiamo organizzato canti, spettacoli, rappresentazioni teatrali e dimostrazioni pratiche, coinvolgendo i nostri bambini e le loro famiglie.
Grazie a queste iniziative, decine di donne hanno potuto assistere ad una dimostrazione pratica sull’uso dei prodotti per l’igiene mestruale, e decine di uomini sono venuti a conoscenza delle sfide che il ciclo porta con sé, e dei diritti delle donne che troppo spesso, nelle baraccopoli, vengono violati.

Abbiamo raccontato la nostra marcia in diretta su Fb insieme a Davide Celio, il nostro responsabile delle attività a Nairobi. Se ti sei perso la diretta, non disperare, puoi recuperarla qui!

Insieme, abbiamo liberato centinaia di bambine dalla Period Poverty ed acceso un riflettore su un problema troppo spesso dimenticato; anche e soprattutto in un contesto difficile come quello dello slum.

 

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