diritto alla scienza

In difesa del diritto alla scienza dei bambini dello slum

Il diritto alla scienza non è il primo dei diritti umani che viene in mente quando parliamo della condizione di grave povertà in cui vivono milioni di africani. Eppure anch’esso è un diritto umano fondamentale la cui violazione ha gravi ripercussioni sulla vita della comunità.

L’articolo 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani afferma che “ogni individuo ha il diritto di partecipare liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici”.

Significa che quando si parla di sviluppo scientifico e di fruizione dei risultati di tale sviluppo, tutta la comunità ha diritto ad essere partecipe, potendo partecipare allo sviluppo della vita culturale e scientifica del paese in cui vive, e potendo godere di questo sviluppo.

Questo è il diritto alla scienza, e per milioni di africani questo diritto non esiste.

Il diritto alla scienza nelle baraccopoli africane

I milioni di abitanti delle baraccopoli africane e in particolar modo delle baraccopoli di Nairobi sono completamente ragliati fuori dallo sviluppo culturale e scientifico del paese e internazionale.

I bambini delle baraccopoli non possono andare a scuola e non ricevono cure mediche dato che la sanità keniana è privata.
Una situazione che si vede ancor meglio quando si parla di vaccinazioni anti Covid.
Benché i vaccini siano stati sviluppati ormai più di un anno fa e siamo disponibili, questi non riescono a raggiungere le zone più povere dell’Africa e quindi anche le baraccopoli di Nairobi.

Un frutto di un progresso scientifico mondiale che noi diamo per scontato e che noi consideriamo giustamente un diritto, per milioni di persone sono irraggiungibili. Violare il diritto alla scienza significa in primis questo, rendere impossibile per milioni di persone accedere ad un medicinale o ad un prodotto sanitario fondamentale e gratuito.

L’educazione scientifica è un diritto umano

Diritto alla scienza significa anche entrare in contatto con l’informazione scientifica e con le conoscenze che abbiamo nel XXI per analizzare e capire il mondo.

Vuol dire non solo poter accedere ad un’istruzione di base, ma ad una che abbia l’educazione scientifica come uno dei fondamenti principali.

Conoscere ad esempio la biologia del proprio corpo, avere le corrette informazioni sul suo funzionamento e su come proteggere la propria salute.
Conoscere il mondo che ci circonda anche da un punto di vista scientifico, per capire quali rischi corriamo come comunità.

Approcciare il mondo con un’istruzione e una conoscenza adatta al tempo in cui viviamo, e non con un’istruzione oscurantista o parziale.

Sono tutti aspetti fondamentali del diritto alla scienza. Perché non è possibile partecipare e godere dello sviluppo scientifico e culturale della propria comunità senza avere una formazione di base che ti permetta di comprenderlo.

Si resta emarginati, in un contesto di povertà e violazioni di diritti umani.

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