Abdulrazak Grurnah

Chi è Abdulrazak Gurnah, premio Nobel per la letteratura?

Il premio Nobel per la letteratura è stato assegnato a un autore tanzaniano Abdulrazak Gurnah, a riprova che la letteratura africana contemporanea ha tanto da dire, nonostante la si conosca molto poco nel mondo occidentale.

Forse d’ora in poi qualcosa cambierà: le case editrici italiane faranno a gara per aggiudicarsi i diritti di pubblicazione delle opere di Abdulrazak Gurnah e probabilmente inizieranno a esplorare con maggiore attenzione il panorama della letteratura africana contemporanea. A oggi, Abdulrazak Gurnah è il quinto autore africano a vincere il Premio Nobel per la Letteratura, dopo Wole Soyinka (Nigeria, 1986), Naguib Mahfouz (Egitto, 1988), Nadine Gordimer (Sudafrica, 1991) e John Maxwell Coetzee (Sudafrica, 2003). Detto questo, chi è lo scrittore premio Nobel per la letteratura 2021?

Chi è Abdulrazak Gurnah?

Abdulrazak Gurnah nasce a Zanzibar, in Tanzania, nel 1948, ma si trasferisce nel Regno Unito negli anni Sessanta, in fuga dalle persecuzioni ai danni della popolazione araba a seguito della rivoluzione del 1964. Dal 1980 al 1982 Abdulrazak Gurnah ha poi insegnato alla Bayero University Kano, in Nigeria.  Gurnah è dunque un rifugiato politico prima ancora di diventare un professore universitario dalle riconosciute qualità letterarie, e questo si rifletterà nella sua opera e condizionerà le sue scelte letterarie.

È attualmente professore all’Università del Kent, dove ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1982, ed è stato uno dei fondatori della branca di studi cosiddetti «postcoloniali», lavorando specialmente su autori che come lui si sono ritrovati a dover scegliere tra lingue e destini apparentemente contrastanti, da Joseph Conrad a Salman Rushdie.

L’Accademia svedese ha deciso di premiarlo riconoscendo nella sua opera letteraria la novità dei suoi studi transnazionali, capaci di parlare del colonialismo e dei suoi effetti in diverse aree del mondo, non solo in Africa; per usare le parole della giuria, è stato insignito del più alto riconoscimento letterario in virtù della sua abilità a condurre una “intransigente e compassionevole penetrazione degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nel divario tra culture e continenti”. Abdulrazak Gurnah entra così, meritamente, tra i grandi nomi della letteratura africana contemporanea.

I temi affrontati da Abdulrazak Gurnah

Abdulrazak Grurnah, che scrive in lingua inglese, ha scritto dieci romanzi, oltre a racconti e a saggi. In Italia  è stato pubblicato solo un suo libro, “Il disertore( “Disertion”), edito nel 2006 da Garzanti, ma  quasi introvabile nelle librerie. A detta dei critici letterari, le sue opere consentono di «rifuggire dalle descrizioni stereotipate» e di «aprire il nostro sguardo su un’Africa orientale culturalmente diversificata, sconosciuta a molti in altre parti del mondo».

La letteratura dell’autore tanzaniano indaga la vita degli individui che si trovano a vivere a cavallo fra due o più mondi culturali figli della conquista coloniale, in contesti liberati dal giogo politico ma non fino in fondo, perché esitanti a prendere le distanze da quel passato. Secondo i critici, nei suoi libri i personaggi «si trovano in uno iato tra culture e continenti, tra una vita che era e una vita emergente», in una condizione di insicurezza e di disequilibrio, e non vi è una pura e semplice nostalgia per un inesistente paradiso perduto, ma la ricerca attraverso la narrazione di quella che dovrà essere «un’altra Africa».

Alcune sue opere…

A proposito di paradiso, proprio “Paradise” (1994) è il titolo di una delle sue opere più note. Il romanzo segue la storia di Yusuf, un ragazzo nato nella città immaginaria di Kawa in Tanzania all’inizio del XX secolo. L’opera  catapulta il lettore in un Africa precoloniale, quel paradiso perduto a cui allude l’autore, dove un padre accetta di vender il figlio, il protagonista del romanzo, per estinguere i suoi debiti con un mercante.

Il giovane Yusuf si unisce alla carovana del mercante Aziz e viaggia nell’entroterra dell’Africa centrale e del bacino del Congo, imbattendosi  nell’ostilità delle tribù locali, degli animali selvatici e di un ambiente difficile. Mentre la carovana ritorna in Africa orientale, inizia la prima guerra mondiale e Aziz incontra l’esercito tedesco in Tanzania impegnato ad arruolare i cittadini africani come soldati. Il titolo stona evidentemente con il contenuto del romanzo, in cui viene rappresentato un mondo africano ormai antico e colmo di problemi e pericoli, dove lo scoppio della guerra sul finale rappresenta la conclusione di un quadro tutt’altro che paradisiaco, ma selatico e spietato.

Il “Disertore” è una storia d’amore, in cui i sentimenti dei personaggi  in qualche modo offuscano e superano i divari e i privilegi coloniali, ma è il  pretesto per evidenziare i clash culturali e le separazioni incolmabili. Gli stessi temi, accompagnati da memorie, identità e nomi che cambiano in continuazione e sfumano sfuggendo a categorizzazioni univoche, si trovano nella sua ultima opera, il romanzo Afterlives, pubblicato nel 2020 (ma iniziato quando lo scrittore aveva 21 anni), in cui le vicende di diversi giovani s’intrecciano ancora una volta sullo sfondo della colonizzazione europea dei primi del Novecento.

In altri suoi romanzi la lente dell’autore si focalizza sull’individuo più che sul confronto fra il contesto postcoloniale e precoloniale. In “Admiring Silence” (1996) e “By the Sea” (Sulla riva del mare, 2001), entrambi raccontati in prima persona, l’autore mette in scena se stesso e la propria storia di rifugiato, lontano dalla propria terra e sintesi vivente di culture diverse. Un aspetto fondamentale della sua poetica è proprio la sua narrativa ibrida, riflesso delle sue variegate esperienze di vita,  che anche nello stile letterario fonde tecniche, registri e lingue (il suo inglese reca spesso inserti di Swahili, arabo, tedesco).

Un’occasione per la letteratura africana contemporanea

Con la vittoria di Abdulrazak Gurnah, l’attenzione si sposta sul continente africano e sulla scena della letteratura contemporanea africana. Almeno per adesso. Speriamo che questa notizia sia una buona occasione e una spinta affinché si diffonda sempre più l’interesse per il mondo africano anche qui, in Italia, dove si tende ancora a sottostimare il valore culturale del continente, tradendo qualche pregiudizio e stereotipo su quella realtà complessa, diversificata e in costante movimento.

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