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Il fiasco totale delle elezioni in Tunisia

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Sabato 18 dicembre si sono tenute le elezioni legislative in Tunisia, le prime con il nuovo sistema elettorale imposto dal presidente Saied, una figura molto discussa in Tunisia, l’unico dei paesi del Maghreb in cui le primavere arabe sembravano aver avuto successo.

Il dato dell’affluenza è assolutamente inedito. Ha votato solo l’8,8% degli aventi diritto. Un risultato in parte atteso dato che la maggior parte dei partiti d’opposizione ha boicottato l’appuntamento elettorale, proprio in protesta contro il nuovo sistema elettorale. Sistema che riduceva di molto il ruolo dei partiti, restringendo la partecipazione elettorale ai soli candidati indipendenti.

Sistema elettorale che rende poco chiaro il ruolo e i poteri del nuovo parlamento. I risultati elettorali inizieranno ad arrivare nella giornata di lunedì, mentre il nuovo parlamento eletto entrerà in funzione da marzo.

Il bassissimo tasso di partecipazione al voto è un chiaro segnale della perdita di consenso del presidente, causata anche dalla pressante crisi economica. Il Fronte di Salvezza Nazionale, a cui hanno aderito molti dei partiti di opposizione, ha chiesto le dimissioni del presidente dopo il fallimento delle elezioni.

Una situazione, quella tunisina, che diventa via via più complessa. Il presidente Saied ha infatti introdotto una nuova costituzione, ratificata con un referendum anch’esso con un’affluenza bassissima.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

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