baraccopoli nel mondo

Le più grandi baraccopoli nel mondo

Stando ai dati elaborati dalla Banca Mondiale, sono un miliardo le persone che abitano in baraccopoli nel mondo. Le baraccopoli, o slum, sono ammassi di case e strutture sovraffollate, costruite con materiali semplici e di facile reperimento, come mattoni, paglia o lamiera; sono insediamenti informali e non riconosciuti dalle autorità governative e dalle amministrazioni locali, spesso non figuranti nelle cartine geografiche, tanto meno nei catasti.

La contraddizione è che gli slum non sono riconosciuti dallo Stato pur ricoprendo superfici spesso molto estese, pari a quelle di interi paesi e villaggi; son città e quartieri visibili abitati da invisibili, che, proprio per la ragione di non esistere formalmente, spesso non dispongono dei servizi minimi indispensabili, quali l’acqua e i servizi igienici, e neanche di adeguate misure di sicurezza: sono luoghi di violenza e soprusi per i soggetti più deboli, donne e bambini. Le baraccopoli non vengono riconosciute dalle autorità e quindi non vi mettono piede; qui lo Stato non esiste.

Come si formano le baraccopoli nel mondo?

Questi agglomerati di baracche in lamiera sono l’esito della migrazione massiccia dalle zone rurali verso la città; un fenomeno tipico dei paesi in via di sviluppo.

La crescita è dunque sintomo di economie che cambiano, certi direbbero della modernizzazione, che in molte realtà è sinonimo di aumento delle disuguaglianze economico-sociali a favore di pochi. In alcuni casi le baraccopoli sono figlie della gentrificazione, quel fenomeno di riqualificazione urbana in cui un’amministrazione locale e privati investono quantità imponenti di denaro nella ricostruzione di un quartiere per trasformarlo in un polo attrattivo per persone facoltose; un processo che equivale a costringere le persone con scarse capacità economiche che abitavano quei posti a lascarli, non potendone sostenere i costi, e spesso ad affollare le periferie.

L’inurbamento è altresì motivato da un altro fenomeno, globale, degno d’attenzione: il cambiamento climatico. La siccità ha portato migliaia di persone a decidere fra morire di fame o spostarsi in città. 

Le più grandi baraccopoli nel mondo

Le baraccopoli  sono diffuse in molte regioni del mondo: le possiamo trovare in Africa, in Sudamerica, come in Asia. La maggior parte delle baraccopoli si trova in Africa subsahariana, ma non si trova qui lo slum più popoloso al mondo; infatti è situato in Messico e si chiama Neza-Chalco-Itza: uno slum di 4 milioni di persone che sorge nella periferia nord di Città del Messico.

Fra le più note baraccopoli nel mondo, ricordiamo Orangi Town in Pakistan, un quartiere di Karachi costruito originariamente per dare un tetto ai milioni di profughi musulmani che nel 1947 avevano lasciato l’India e che oggi  accoglie i migranti provenienti dal Bangladesh e dall’Afghanistan; 

Manshiet, che si trova alla periferia del Cairo ed è una baraccopoli abitata da 1,5 milioni di persone; Dharavi, una baraccopoli situata in India, a Mumbai, considerata uno dei più grandi slum al mondo, con un area di 1,7 km² e un milione di abitanti; e Petare, slum di 370 000 persone  a est di Caracas, conosciuto per essere una delle zone più violente e corrotte dell’intera città: è dominato dal crimine organizzato e dalle numerose bande in lotta tra di loro.

Le baraccopoli nel mondo: Il Kenya

Nairobi è una metropoli di 5 milioni di abitanti, ed il 60% della popolazione vive nelle 110 baraccopoli che circondano il centro della città La seconda baraccopoli al mondo per dimensioni e popolazione è l quella di Kibera, con 2 milioni e mezzo di abitanti. È composta da 12 villaggi e versa in uno stato di estrema povertà, dove le condizioni igieniche sono critiche e si registra un’elevata percentuale di malati di HIV. Nelle baraccopoli di Nairobi, infatti, l’AIDS colpisce donne e bambini, portando il tasso dei malati al 60%.

Lo sfruttamento minorile qui è una piaga: Il 26% dei bambini tra i 5 e i 14 anni lavora in condizioni disumane, per 12 ore al giorno a meno di 2 dollari. I bambini delle baraccopoli ammontano a circa 300.000, di cui 60.000 vivono per strada e circa 6.000 di loro lavora nella discarica di Dandora, la più grande a cielo aperto d’Africa e la più inquinata del mondo. La pandemia di Coronavirus, poi, ha messo in luce i rischi che le persone corrono abitando un luogo insalubre e sprovvisto di servizi come le baraccopoli.

L’assenza dello Stato, in queste aree degradate, è rappresentata dall’impossibilità di controllare la diffusione della pandemia attraverso il basilare rispetto delle misure di prevenzione e sicurezza, che conosciamo e applichiamo da quasi due anni: sanificare le mani, indossare mascherine e mantenere il distanziamento sociale. A Dandora e Korogocho le famiglie delle baraccopoli vivono anche in una sola stanza, rendendo impossibile mantenere una distanza fisica di 2 metri (6 piedi) l’una dall’altra per ridurre la possibilità di infezione.

Alice for Children lavora da 15 anni proprio nelle baraccopoli di Nairobi. Ogni giorno diamo la possibilità a più di 3000 bambini di frequentare la scuola, e assistiamo le famiglie della comunità con un sostegno alimentare.
Grazie ai nostri sponsor di difendere i diritti delle comunità delle baraccopoli.


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