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Il dramma dei diritti LGBT in Africa

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Il tema del rispetto dei diritti della comunità LGBT (l’acronimo che si riferisce alle comunità di Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) è un tema caldo a tutte le latitudini del globo, e a maggior ragione lo è il tema dei diritti LGBT in Africa. Sono circa sessantanove i paesi al mondo che criminalizzano l’omosessualità, di cui la metà sono situati in Africa. Proviamo a raccontare il quadro della situazione in alcuni paesi del continente africano.

Diritti LGBT in Africa oggi: il caso del Ghana

In Ghana i diritti LGBT non sono rispettati. L’omosessualità è punibile con il carcere e un disegno di legge, in discussione al parlamento da luglio, mira a criminalizzare la promozione e il finanziamento delle attività LGBT, così come le manifestazioni pubbliche di affetto e il cross-dressing. Gli esperti di diritti umani delle Nazioni Unite hanno esortato i legislatori a non approvarla, dicendo che avrebbe stabilito un sistema di discriminazione e violenza sponsorizzata dallo stato contro le minoranze sessuali.

I gruppi di attivisti a favore dei diritti LGBT in Ghana sostengono di aver assistito a un picco di attacchi omofobi da quando il progetto di legge è stato introdotto ad agosto. “Arresti arbitrari, ricatti e sfratti sono più che raddoppiati da allora, con persone prese di mira se sospettate di essere gay”, ha detto Danny Bediako, direttore dell’organizzazione per i diritti umani Rightify Ghana. Attualmente non c’è una legge vigente che definisce illegalità dell’omosessualità, ma si rischia fino a tre anni di galera.

Il Ghana è un paese a maggioranza cristiana, costituendo il 70% della popolazione. Proprio dal pulpito di due importanti cariche della chiesa anglicana sono arrivate reazioni contrastanti rispetto alla legge: L’Arcivescovo del Ghana ha dato il proprio supporto, mentre l’Arcivescovo di Canterbury si è detto molto preoccupato e contrario a una legge così discriminatoria.

Il triste quadro dei diritti LGBT in Africa

In Nigeria, alle persone omossessuali può essere irrogata la pena della reclusione fino a un massimo di 14 anni, mentre nella parte settentrionale del Paese è addirittura prevista la pena di morte. Ogni gruppo o associazione di favorevoli a matrimoni LGBT possono infatti andare incontro all’imprigionamento per almeno 4 anni fino a un massimo di 14. La condanna a morte viene eseguita mediante la lapidazione.

Anche in Somalia meridionale e Mauritania chi appartiene alla comunità LGBT rischia la vita. In Sudan, invece, la pena di morte è stata abolita solo nel 2020. Nel Paese non esistono oggi leggi specifiche contro l’omosessualità, cui però viene applicata la legge della Sharia. In Uganda, per il “reato” di omosessualità è previsto l’ergastolo; la sezione 140 del Codice Penale criminalizza «il congiungimento carnale contro l’ordine naturale e impone la reclusione a vita».

L’Uganda detiene è la prima nazione al mondo ad aver proibito costituzionalmente il matrimonio omosessuale nel 2004 e nel dicembre 2013 il parlamento ha approvato il famoso disegno di legge anti-omosessualità che ha esteso le pene a coloro che “promuovono” l’omosessualità. Così anche la libertà di espressione è ristretta e sanzionata: film, spettacoli e contenuti pensati per il largo consumo possono essere soggetti a censura in quanto «contrari alla morale pubblica».

L’ergastolo è previsto anche in Sierra Leone dove gli articoli 61 e 62 del Codice Penale (1861) criminalizzano la “sodomia” e la “bestialità” con l’imprigionamento a vita: «Chiunque sia colpevole dell’abominevole crimine di sodomia, commesso sia con esseri umani che animali, dovrà essere condannato al servizio penale a vita», dice l’articolo 61. “Curioso” il caso delle Mauritius dove è prevista una punizione, che consiste in lavori forzati, solo per l’omosessualità maschile. De facto la legge non è mai applicata e, anzi, da alcuni anni si svolge liberamente e con cadenza annuale il gay pride nazionale.

Mentre in Malawi si prevedono punizioni corporali e fino a 14 anni di prigione. Il Mozambico ha recentemente rimosso le leggi portoghesi dell’era coloniale che criminalizzavano il comportamento omosessuale, eliminando nel 2015 una clausola che vietava i “vizi contro la natura“. In Angola e Botswana la depenalizzazione è avvenuta invece nel 2019.

Il caso del Kenya

Anche in Kenya l’omosessualità è fortemente osteggiata. L’Equality Index di Equaldex del Kenya, che  calcola su una scala in centesimi il grado di rispetto  dei diritti della comunità LGBT in una determinata nazione, ammonta a 23. Infatti, sebbene non viga un sistema di censura vero e proprio ai danni delle tematiche LGBT, L’omosessualità è un reato perseguibile e il matrimonio fra persone dello stesso sesso è illegale. Non esiste alcuna forma di protezione legale per le vittime di discriminazione legata alla sessualità e non è permesso loro adottare. 

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