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Il Kenya e la crisi del grano ucraino

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Come ormai è risaputo in parallelo con la guerra delle armi, attorno all’Ucraina infuria anche la guerra del grano. L’Ucraina rappresenta infatti uno dei principali produttori di grani e cereali e il blocco navale imposto dai russi ai porti del paese ne impedisce l’esportazione. Questo naturalmente colpisce l’economia ucraina già devastata dal conflitto.

Ma colpisce anche i Paesi che dipendono dal grano ucraino per la loro alimentazione, in primo luogo in Africa, e le Nazioni Unite hanno lanciato un allarme per il rischio di fame e carestia. 

Secondo cifre delle Nazioni Unite stesse, 50 Paesi emergenti dipendono mediamente dall’Ucraina, e anche dalla Russia, per il 30 per cento del loro fabbisogno di grano. Di questi la metà dipende da Kiev e Mosca per il 50 per cento del fabbisogno.

Tra i paesi più colpiti ci sono la Tunisia, dove l’importazione di grano è calata del 15%; l’Egitto, dove è calato del 17% ma anche il Sudafrica, che ha visto un calo del 7%.

Questo potrà portare a una grave crisi alimentare in gran parte del continente nero, con un conseguente aumento della povertà e delle carestie, e probabilmente impatterà anche le migrazioni interne al continente e verso l’Europa.

Il grano ucraino e la situazione in Kenya

In Kenya, paese in cui Alice for Children opera da più di 15 anni, la situazione è ulteriormente peggiorata da una grave siccità che sta colpendo la regione del Corno d’Africa e dell’Africa Orientale.

Attualmente, più di 17 milioni di persone si trovano in un nuovo e grave stato di denutrizione.
Con il proseguio della guerra e delle sanzioni economiche, la situazione nel paese rischia di peggiorare sempre più.

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Che però semplice non è.

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