Il Kenya è pronto a ritirare le forze militari presenti in Somalia

Le Forze di difesa del Kenya (Kdf) inizieranno a ritirarsi dalla Somalia nel 2024. Lo ha annunciato il presidente keniano William Ruto, secondo il quale la decisione consentirà al Paese del Corno d’Africa di stabilizzarsi dopo anni di conflitti fra i clan e la minaccia di Al Shabaab.

Parlando durante il lancio del rapporto sullo stato dell’immigrazione in Oriente e nel Corno d’Africa a Nairobi, Ruto ha affermato che il numero di militari attualmente in servizio nella missione di transizione dell’Unione africana in Somalia (Atmis) sarà presto ridimensionato. I soldati keniani attualmente in territorio somali sono quasi 3.500.

“Stiamo lavorando con i nostri fratelli e sorelle in Somalia. Anche se il ritiro delle truppe è previsto per il prossimo anno, abbiamo un piano concreto su come la Somalia andrà avanti come Stato”, ha detto Ruto.

I soldati delle Kdf sono schierati in Somalia dal 16 ottobre 2011 per combattere il gruppo jihadista Al Shabaab. I soldati keniani erano stati dispiegati in Somalia durante il governo del presidente Kibaki. Dopo circa un mese da quell’evento, il governo keniano aveva acconsentito a lavorare sotto la missione dell’Unione Africana.

Al momento, 409 keniani sono già stati evacuati dal paese.

Le dichiarazioni di Ruto arrivano una settimana dopo che i Paesi che contribuiscono ad Atmis si sono incontrati a Kampala, in Uganda, per discutere del futuro della missione che versa in difficoltà finanziarie. Al termine del vertice è stato concordato che a partire dal giugno 2023 l’Unione africana avvii il ritiro strategico di un primo contingente di 2 mila soldati.

L’accordo arriva pochi mesi dopo che Kenya, Etiopia e Gibuti sono stati autorizzati a inviare truppe non Atmis in Somalia per aiutare l’Esercito nazionale somalo (Sna) nella seconda fase delle operazioni contro Al Shabaab che deve ancora iniziare.

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