abbandono scolastico femminile

L’abbandono scolastico femminile in Kenya

L’abbandono scolastico femminile in Kenya resta un problema molto grave. All’interno dei Sustainable Development Goals troviamo anche un’educazione di qualità equa, accessibile e che dia opportunità a tutti in modo uguale.

Eppure, il tasso di abbandono scolastico femminile nei paesi in via di sviluppo resta un tema molto importante. Il Kenya ha adottato delle misure per provvedere ad un’istruzione equa e di qualità sia per le ragazze che per i ragazzi. Eppure i dati dimostrano che il tasso di abbandono scolastico femminile in Kenya resta molto più alto nelle scuole secondarie per le ragazze che per i ragazzi. Tra le cause principali, sicuramente lo status economico, ma anche i matrimoni precoci e l’ambiente scolastico, spesso respingente nei confronti della partecipazione femminile.

l’Abbandono scolastico femminile in Kenya

Il Kenya, come tutti i paesi dell’Africa Sub-sahariana, vede un grave problema di abbandono scolastico, sia maschile sia femminile. In tutti i paesi però, l’abbandono scolastico femminile è maggiore di quello maschile. A inizio secolo, più del 40% delle ragazze tra 15 e 18 anni abbandonava la scuola. Dato che, come abbiamo appurato, la condizione socioeconomica della famiglia rappresenta uno dei fattori principali, è evidente che questo dato va ad aumentare sensibilmente nelle zone rurali e più povere del paese, come le baraccopoli di Nairobi in cui operiamo.

In Kenya l’istruzione non è gratuita e rappresenta per le famiglie una spesa importante. Per questo motivo è considerata un investimento per l’intero nucleo familiare e non soltanto per il figlio o la figlia che andrà a frequentare le aule scolastiche.
Non è quindi difficile immaginare come la povertà sia il primo ostacolo all’istruzione, primaria e secondaria. Milioni di persone non possono semplicemente permettersi di mandare un figlio a scuola o magari soltanto di fargli proseguire il percorso scolastico anche alle scuole secondarie.

In questo contesto, le bambine e le ragazze sono nuovamente discriminate. Davanti alla scelta su quale dei numerosi figli mandare a scuola, una famiglia media keniana sceglierà sempre l’istruzione del figlio o dei figli maschi. Questo anche perché il futuro che si immagina per le figlie è spesso quello di madri e mogli, soprattuto nelle zone rurali del paese.

In questo scenario, la povertà va ad acuire la discriminazione di genere di cui le bambine e le ragazze sono vittime. Senza un forte investimento a favore di un’istruzione gratuita, se non addirittura a favore di un sostegno economico per ragazzi e soprattutto ragazze che frequentano la scuola secondaria, questa realtà è destinata a permanere.

Un altro fattore determinante è quello dei matrimoni precoci, una bambina o una ragazza che si trova a doversi sposare in età scolare è molto più “portata” ad abbandonare il proprio percorso scolastico.
In Kenya, più del 10% delle ragazze tra i 15 e i 19 sono sposate, percentuale che aumenta sensibilmente nelle aree rurali, dove le tradizioni tribali sono ancora fortemente rispettate.

Nelle baraccopoli di Nairobi, circa il 15% delle ragazze ha abbandonato la scuola per via del matrimonio.

Il nostro impegno per l’istruzione femminile

Lavorando dal 2006 nelle baraccopoli di Nairobi, conosciamo bene il fenomeno dell’abbandono scolastico femminile, la sua portata e quanto influenzi la vita di migliaia di bambine e ragazze.

Per questo motivo lavoriamo ogni giorno per portare quanti più bambini e bambine a scuola, tramite il nostro programma di sostegno a distanza. Ma lavoriamo anche per sensibilizzare la comunità sull’importanza della parità di genere, e ci impegniamo per sostenere i nostri ragazzi nel loro percorso scolastico secondario, permettendo a ragazzi e ragazze di arrivare al diploma e di costruirsi un futuro lontano dalla povertà dello slum.

Cambiare la vita di un bambino, e soprattutto di una bambina, non significa soltanto portarlo a scuola. Significa far sì che possa restarvi per tutto il tempo necessario, che possa concludere con successo il suo percorso e che la scuola rappresenti per lui, o lei, una via d’uscita definitiva dalla povertà estrema delle baraccopoli.

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