schiavitù in Kenya

I numeri, ancora troppo alti, della schiavitù in Kenya

“La schiavitù è lo stato o la condizione di un individuo sul quale si esercitano gli attributi del diritto di proprietà”. Questa è la definizione tecnica dello stato di schiavitù che ancora troppe persone sperimentano ogni giorni nel mondo.

Se infatti da un punto di vista formale praticamente tutti gli stati ha reso illegale la schiavitù, nel concreto milioni di persone sono ancora sfruttate, sono sostanzialmente di proprietà di un altro essere umano, vivono e lavorano in condizione degradanti senza i mezzi per potersi affrancare da questa situazione. Qual è lo stato attuale della schiavitù in Kenya?

La schiavitù in Kenya

Secondo il Global Modern Slavery Index stima che circa 328 mila persone sono ancora in schiavitù in Kenya. Come è facilmente prevedibile, lo sfruttamento del lavoro minorile rappresenta una percentuale enorme della schiavitù in Kenya: Circa il 39% di tutto il traffico di esseri umani. I bambini sono soprattutto occupati in agricoltura, nel lavoro domestico, nella pesca, nella vendita e nell’accattonaggio nelle strade.

Il fenomeno del lavoro minorile in Kenya

Per quanto riguarda il lavoro minorile in Kenya, i dati del Kenya National Bureau of Statistics mostrano che l’8,5 per cento dei bambini, ovvero 1,3 milioni, sono coinvolti nel lavoro minorile. I più alti tassi di lavoro minorile, oltre il 30%, sono nelle contee delle terre aride e semi-aride. 

Qui, molti ragazzi vengono mandati a radunare il bestiame o a raccogliere sabbia, mentre le ragazze si sposano presto o sono impegnate nei lavori domestici. Anche la pandemia di COVID-19 sta avendo un impatto: nell’aprile 2020 circa 1,72 milioni di persone in Kenya hanno perso il lavoro dall’inizio della pandemia. Con questa significativa perdita di reddito, un numero crescente di famiglie può ricorrere a mandare i propri figli a lavorare. Molti vanno a lavorare nelle discariche. 

Appartengono al quotidiano le scene di bambini che rovistano fra i rifiuti delle montagne di spazzatura che ricoprono superfici sterminate di chilometri e chilometri, in cerca di materiali e oggetti da rivendere per guadagnarsi da mangiare. È questo lo spettacolo a cui si assiste a Dandora e Korogocho, le baraccopoli nelle quali Alice for Children opera da quindici anni. 

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