Conoscere di persona il proprio bambino: il sogno di qualunque genitore a distanza

Nel corso degli ultimi giorni, in cui donatori e genitori a distanza hanno visitato i nostri progetti nelle baraccopoli di Nairobi, numerosi genitori a distanza hanno potuto conoscere finalmente di persona i bambini e le bambine che ogni giorno sostengono.

Conoscere il bambino che si sostiene a distanza, potergli parlare, capire le sue necessità e i suoi sogni è una garanzia importante per tutti i genitori a distanza. È un modo per assistere passo passo al cambiamento nella vita del bambino, toccare con mano l’impatto della propria donazione, sapere sempre lo stato di salute psicofisica del bambino e cosa fa il nostro staff per proteggerlo e farlo crescere sano e felice.

Questa possibilità è da sempre offerta ai nostri genitori a distanza grazie alla nostra App MyAlice e alle chiamate Skype che periodicamente è possibile fare con i bambini. Ora, per la prima volta dall’inizio della pandemia, dei genitori a distanza hanno potuto fare un piccolo grande step in più: conoscere di persona i bambini.

Giunti a Nairobi, gli 8 hanno potuto abbracciare i bambini che negli ultimi anni hanno visto crescere, hanno parlato con loro non tramite uno schermo ma faccia a faccia. Hanno portato loro regali (per lo più vestiti e oggetti per la scuola) ed hanno conosciuto i genitori e le famiglie dei bambini che sostengono.

Non solo, hanno fatto visita alla casa, o baracca, in cui il bambino che sostengono vive, capendo ancor meglio le condizioni di vita degli abitanti delle baraccopoli e soprattutto quanto sia importante il loro sostegno non soltanto per il bambino ma per tutto il nucleo familiare.

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