inondazioni in Africa

Piove troppo o troppo poco: siccità e inondazioni in Africa

Di estrema siccità in Africa e di desertificazione abbiamo già parlato molto spesso. È una tematica di cui si parla spesso anche quando ci si riferisce al continente africano e i danni che questa comporta sono spesso noti. Milioni di persone sono infatti costrette a lasciare il luogo in cui vivono. Ciò di cui non si parla abbastanza è il problema inverso, quello delle inondazioni che spesso colpiscono molte zone del continente.

Le inondazioni in Africa sono spesso frutto di agenti atmosferici

In molte regioni dell’Africa, le inondazioni sono una minaccia costante per le comunità locali, soprattutto durante la stagione delle piogge.

Le inondazioni in Africa possono essere causate da diversi fattori, tra cui forti piogge, cicloni tropicali, mareggiate e maree di tempesta, la costruzione di dighe o la deforestazione. Le inondazioni possono avere conseguenze disastrose per la vita umana, la proprietà e l’economia. Le comunità rurali e i villaggi spesso subiscono le conseguenze più severe delle inondazioni, poiché le loro case e le colture sono spesso situate nelle zone vulnerabili alle inondazioni.

Possono causare danni irreparabili all’agricoltura, alla proprietà e alle infrastrutture, rendendo difficile per le persone ricostruire le proprie vite. Inoltre, le inondazioni possono causare malattie trasmesse dall’acqua, come la malaria e la febbre del Nilo occidentale, oltre a rappresentare una minaccia per la sicurezza alimentare.

Di recente, l’uragano Freddy ha colpito varie zone del continente africano, causando parecchie vittime in Madagascar e in Mozambico. Quasi 7000 case sono state danneggiate, moltissimi tetti sono stati scoperchiati dalla furia del vento, danni incalcolabili inoltre ad alberi da frutto e campi di riso, 16000 persone sono state evacuate da Mananjary, una delle località sulla costa orientale del Madagascar più direttamente coinvolte da Freddy. 

Se il ciclone non avesse perso parte della sua forza lungo il tragitto e se gli abitanti dell’isola non avessero adottato determinate misure di sicurezza per proteggere le loro vite e le loro abitazioni, i danni sarebbero stati ancora più gravi. Al momento si contano 4.500 tra abitazioni allagate o che hanno subito danni di altro genere; il ciclone ha colpito più di 16mila persone che risiedono sull’isola.

L’arrivo del ciclone tropicale Freddy ha portato forti piogge in Mozambico. A causa delle inondazioni, la città di Mabote, situata nella provincia meridionale di Inhambane, è rimasta isolata dopo che la strada Mapinhane-Mabote, unico collegamento via terra con il resto della provincia, è stata interrotta.

Secondo le informazioni disponibili, le piogge hanno distrutto quasi 700 chilometri di strade in tutta la provincia, interrompendo il traffico. Nella città di Beira, nella provincia centrale di Sofala, continua nel frattempo ad aumentare il numero di famiglie in cerca di centri di accoglienza perché le loro case sono allagate.

Per mitigare gli effetti delle inondazioni, le autorità locali e gli organizzazioni internazionali lavorano per sviluppare sistemi di allerta precoce, migliorare le infrastrutture di gestione delle acque, costruire dighe e canali di drenaggio, promuovere pratiche agricole sostenibili e fornire supporto alle comunità colpite dalle inondazioni

Tuttavia, molte comunità in Africa non hanno ancora accesso alle risorse e alle infrastrutture necessarie per prevenire e gestire le inondazioni. La lotta contro le inondazioni in Africa richiede la cooperazione e l’impegno di tutti i settori della società, dalle autorità governative ai singoli cittadini.

Gli effetti del cambiamento climatico e dell’inasprirsi degli eventi metereologici vanno quindi ad unirsi ad un sistema di welfare inefficiente, ad una gestione del patrimonio e del tessuto idrogeologico non sufficiente, all’incapacità diffusa dei governi di affrontare al meglio le emergenze per minimizzare persone colpite e danni economici.

Condividi:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn

Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi il nostro Alice Magazine