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Giornata mondiale del volontariato 2024: senza coraggio non c’è sviluppo

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Guerre, cambiamento climatico, ingiustizia sociale. Senza l’impegno e il coraggio dei volontari non si può arrivare ad alcuna soluzione di questi grandi problemi. E’ questo il focus dell’edizione 2024 della giornata mondiale dedicata alle forze del bene, designata dall’assemblea delle Nazioni Unite a dicembre del 1985. Il volontariato rende le persone parte delle soluzioni: è questo il concetto chiave della ‘festa’ che si celebra tradizionalmente il 5 di dicembre.

Lo Science Lab di Dandora di Alice for Children

Il documento dei Volontari delle Nazioni Unite ricorda come non sia possibile raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, risolvere conflitti, lottare con qualche concreta speranza per risolvere tutte le criticità del pianeta senza includere le persone in tutte le fasi, a tutti i livelli e in ogni momento. Il volontariato consente alle persone e alle comunità di partecipare al loro sviluppo. 

“Le sfide che affrontiamo – dice il testo dell’UNV -, il cambiamento climatico, i conflitti e le ingiustizie sociali, possono sembrare schiaccianti. Eppure, in questi momenti difficili, lo spirito del volontariato splende più che mai. In ogni angolo del mondo, i volontari sono solitamente i primi a rispondere. Si alzano per affrontare le sfide con coraggio, dedizione e altruismo”.

I volontari creano una cultura di servizio più ricca all’interno delle loro comunità. Aiutano a colmare il divario tra le generazioni e supportano lo sviluppo sostenibile. Così la giornata è tesa a valorizzare il contributo di chi, individualmente o attraverso comunità, organizzazioni e associazioni, affronta con dedizione le sfide globali per il bene comune.

Il volontariato trasforma anche chi lo fa

Una ricerca recente promossa da Forum Terzo Settore e Caritas Italiana intitolata “NOI+. Valorizza te stesso, valorizzi il volontariato”, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre e che coinvolge circa 10.000 volontari italiani, disegna questo quadro.

Il 54% dei volontari italiani ritiene che il proprio impegno contribuisca a migliorare la cultura, gli stili relazionali e i modelli sociali.

Il 76% degli intervistati ha dichiarato che l’esperienza di volontariato ha modificato il proprio modo di pensare.

Le principali motivazioni per fare volontariato includono il desiderio di contribuire al benessere della propria comunità (63,7%), rispondere ai bisogni sociali (8,4%) e aderire a cause sostenute dai gruppi di appartenenza (7,3%).

Tra i giovani, il volontariato è visto come un’opportunità per esplorare i propri punti di forza (18,2%) e arricchimento professionale (17,4%).

Questa ricerca evidenzia come il volontariato non solo trasformi la società, ma anche chi lo pratica, promuovendo una cultura della solidarietà e della crescita personale.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

Per chi fa la dichiarazione dei redditi in queste settimane, il 5×1000 rischia di passare inosservato

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