Cerca
Alice for Children / MyAlice news / Francia-Spagna, semifinale mondiale europea con il cuore dell’Africa

Francia-Spagna, semifinale mondiale europea con il cuore dell’Africa

Indice

Stasera si gioca Francia-Spagna, semifinale dei Mondiali di calcio. Un’edizione quella del 2026 della manifestazione, più universale del solito. Con grande combattività di tutte le rappresentative dei vari continenti, anche degli outsider.

Tutte le nazionali africane sono state eliminate prima del penultimo atto: l’Egitto si è fermato agli ottavi, dopo avere sfiorato l’impresa contro l’Argentina (con tante polemiche legate alla direzione arbitrale, che ha sfavorito i ‘faraoni’), mentre il Marocco, ultimo rappresentante del continente, è caduto nei quarti proprio contro la Francia, ma dopo avere dimostrato per intero il proprio valore.

L’Africa ha però fatto complessivamente un’ottima figura, risultando nelle statistiche inferiore soltanto all’Europa per rendimento generale e capacità di avanzare nel torneo. Nove delle dieci nazionali africane presenti hanno superato la fase a gironi: una percentuale del 90 per cento, superiore anche a quella delle rappresentanti europee e sudamericane.

Non è arrivata una nuova semifinale, dopo quella storica conquistata dal Marocco nel 2022, mentre l’Europa vi è rappresentata con tre squadre e l’America con una; ma il continente ha mostrato una profondità probabilmente mai vista. Capo Verde ha sorpreso, l’Egitto ha ottenuto la prima vittoria mondiale della sua storia, mentre Algeria, Ghana, Sudafrica, Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo e Senegal hanno dimostrato di potersela giocare anche contro avversarie più quotate. Diverse eliminazioni sono maturate soltanto negli ultimi minuti, segno di una distanza che continua a ridursi.

L’Africa, dunque, non sarà rappresentata direttamente tra le prime quattro. Ma sarà comunque molto presente nella prima semifinale. Francia e Spagna sono due nazionali europee, eppure le loro formazioni raccontano anche decenni di migrazioni, integrazione e legami familiari con il continente africano.

Francia africana

La Francia ne è l’esempio più evidente. Kylian Mbappé, capitano e principale riferimento offensivo dei Bleus, è figlio di un padre camerunese e di una madre di origine algerina. Ousmane Dembélé ha radici maliane, mauritane e senegalesi, mentre Michael Olise, nato a Londra, ha un padre nigeriano e una madre franco-algerina.

Désiré Doué proviene da una famiglia originaria della Costa d’Avorio. Il legame è particolarmente significativo perché suo fratello Guéla ha scelto di rappresentare proprio la nazionale ivoriana. È uno dei tanti casi nei quali due fratelli, pur cresciuti nella stessa famiglia, finiscono per indossare maglie nazionali differenti.

Anche la difesa francese parla africano. Dayot Upamecano ha origini della Guinea-Bissau, Jules Koundé del Benin, William Saliba del Camerun e Ibrahima Konaté del Mali. A centrocampo Aurélien Tchouaméni è legato al Camerun, Manu Koné alla Costa d’Avorio e N’Golo Kanté al Mali.

Dalla panchina possono inoltre arrivare Maghnes Akliouche e Rayan Cherki, entrambi di famiglia algerina, Bradley Barcola, con radici togolesi, e Jean-Philippe Mateta, di origine congolese. La Francia potrebbe così schierare contemporaneamente sette o più calciatori con legami familiari africani.

Spagna con Yamal e Nico Williams

La presenza africana nella Spagna è meno numerosa, ma non meno importante. Lamine Yamal, simbolo della nuova Roja, è figlio di un padre marocchino e di una madre originaria della Guinea Equatoriale. Nato e cresciuto in Catalogna, porta spesso sulle scarpe le bandiere dei due Paesi della sua famiglia.

Nico Williams, possibile protagonista sulla fascia, è invece nato nei Paesi Baschi da genitori ghanesi. Anche nella sua famiglia le scelte internazionali si sono divise: Nico rappresenta la Spagna, mentre il fratello maggiore Iñaki ha scelto il Ghana.

Francia-Spagna sarà quindi una semifinale europea soltanto dal punto di vista delle federazioni e della geografia. Sul campo ci sarà anche l’Africa delle diaspore, delle periferie urbane e delle identità multiple. Un continente che non è riuscito a portare una propria nazionale tra le prime quattro, ma che continua a essere una componente fondamentale del calcio mondiale.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

Per chi fa la dichiarazione dei redditi in queste settimane, il 5×1000 rischia di passare inosservato

CF ALICE FOR CHILDREN
97452480151

Richiedi la tua guida sui lasciti

Leggi l'informativa Privacy