Una bellissima – agonisticamente e paesaggisticamente parlando – edizione del Rally Safari del Kenya si è chiusa tra molte polemiche questo week end. A vincere la gara che si svolge in uno scenario unico e speciale, ma certamente anche ecologicamente delicato, è stato Elfyn Evans, pilota gallese della Toyota, che ha battuto le Hyundai di Ott Tänak e Thierry Neuville.

Il Safari Rally del Kenya è da sempre molto più di una semplice competizione automobilistica. Ed è un evento di grande significato culturale, economico e sportivo per il Kenya. Rappresenta un’occasione per mostrare al mondo la bellezza unica della Great Rift Valley e della fauna selvatica che caratterizza il Paese, che in questo momento sta spingendo molto per la crescita dei flussi turistici. Tra i protagonisti della competizione ci sono anche equipaggi e piloti kenioti.

Nel 2025, piloti come Karan Patel, Carl Tundo e Jeremiah Wahome hanno gareggiato nella categoria WRC2, portando avanti la tradizione locale e cercando di impressionare il pubblico di casa. Inoltre, ci sono stati altri piloti kenioti che hanno partecipato nelle categorie nazionali e ARC (African Rally Championship), dimostrando la loro abilità.

Rally Safari Kenya, l’impatto economico e quello ambientale
La gara ha indubbiamente un impatto economico significativo nell’economia locale, specialmente nelle aree rurali dove si svolge la gara. L’organizzazione del rally richiede personale per logistica, sicurezza, ospitalità e molto altro. Spesso, le organizzazioni legate al rally si impegnano in iniziative per le comunità, come miglioramenti delle infrastrutture o programmi educativi. E paradossalmente, nonostante l’impatto ‘duro’ di un evento come questo, alcune iniziative sono focalizzate sulla tutela della fauna e flora locali. Da molte edizioni però si elevano le proteste delle associazioni ambientaliste locali.

Il rally attraversa aree naturali sensibili, e il rumore dei motori e il movimento dei veicoli possono disturbare gli animali selvatici, alterando i loro comportamenti naturali. Le strade sterrate e i percorsi del rally possono causare erosione del suolo e danneggiare la vegetazione, compromettendo gli ecosistemi locali.

L’evento genera rifiuti, come plastica e altri materiali, che possono accumularsi nelle aree naturali. Inoltre, le emissioni dei veicoli contribuiscono all’inquinamento atmosferico. L’aumento del traffico umano nelle aree naturali può portare a interazioni indesiderate tra persone e animali, aumentando il rischio di incidenti.
Rimedi parziali
Gli organizzatori del rally rispondono a queste preoccupazioni con la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti, la mappatura dei corridoi faunistici, la piantumazione di alberi per compensare l’impatto ambientale. E il Kenya Wildlife Service ha smentito i timori secondo cui il campionato mondiale di rally lascia effetti ambientali negativi sul parco nazionale Hellsgate a Naivasha.
L’agenzia per la fauna selvatica ha affermato che sono state messe in atto misure di mitigazione per proteggere gli animali selvatici, tra cui alcune specie di avvoltoi in via di estinzione, durante l’evento del fine settimana.

Polemiche e silenzi
Il Safari Rally Kenya si è concluso, ma a tenere banco non sono state solo le prestazioni in gara, ma anche la protesta dei piloti, che hanno mantenuto fede alla loro decisione di limitare le interviste durante l’evento. Il motivo?

I piloti del World Rally Championship (WRC) hanno protestato contro la FIA a causa delle nuove regole che penalizzano l’uso di linguaggio considerato inappropriato durante le interviste. La protesta è nata dopo che Adrien Fourmaux è stato multato di 10.000 euro per aver usato un’espressione volgare durante un’intervista al Rally di Svezia.
Grandi eventi sportivi in Kenya
Il Rally Safari non è l’unico grand evento sportivo internazionale che si svolge in Kenya. Tra gli appuntamenti memorabili ci sono il Discovery Kenya Cross Country, che si tiene ogni anno a Eldoret, è una delle competizioni di cross country più prestigiose al mondo.
L’International Camel Derby si svolge ogni anno ad agosto a Maralal, nel Kenya settentrionale. È una gara di cammelli che attraversa regioni semi-desertiche, aperta sia a dilettanti che a professionisti. L’evento include anche corse di biciclette e asini, oltre a intrattenimenti per famiglie. Infine, da registrare, anche la Maratona di Nairobi, una delle più importanti dell’Africa, che attira corridori da tutto il mondo.









