Kenya, 25 giugno: a mezzogiorno il Paese è sotto controllo, ma Nairobi è quasi blindata. A metà giornata, le manifestazioni sembrano muoversi lungo una linea sottile, con un equilibrio precario ma fin qui quasi pacifico. Le tensioni nascono da una oggettiva distanza delle posizioni di partenza. Da un lato l’idea dei manifestanti di trasformare la data in una commemorazione nazionale delle vittime delle proteste Gen Z del 2024. Dall’altro la voglia di mettere in campo una risposta preventiva dello Stato, molto visibile, pensata per evitare che la giornata degeneri come avvenuto negli anni precedenti.
Clima hot
Il dato più importante, per ora, guardando alle fonti giornalistiche principali, è che non emergono da quelle locali come da quelle internazionali notizie di morti confermati.
Il clima resta però surriscaldato e la giornata è ancora in corso. La polizia ha scelto una strategia di contenimento molto forte: blocchi stradali, controlli, barriere, pattuglie anti-sommossa e presenza massiccia attorno agli obiettivi sensibili, a partire dal Parlamento.

A Nairobi, il centro della capitale è rimasto in larga parte svuotato. Le principali vie di accesso al CBD sono state filtrate o bloccate: Thika Road, Mombasa Road, Waiyaki Way, Rongai, Ngong Road, Lang’ata Road e le strade verso Parliament. I matatu e i mezzi pubblici sono stati fermati in diversi punti, costringendo molti pendolari a percorrere lunghi tratti a piedi o a rinunciare al viaggio. Anche l’attività parlamentare ha subito conseguenze, con diverse commissioni costrette a rinviare le sedute.
A Nairobi non è in discussione il diritto di manifestare ma…
Il governo sostiene che non si tratti di un divieto di manifestare, ma di una misura per impedire infiltrazioni di gruppi violenti. Il vice ispettore generale Gilbert Masengeli ha respinto l’accusa di aver chiuso le strade, spiegando che gli agenti starebbero solo effettuando controlli per verificare la presenza di armi o soggetti pericolosi. Le organizzazioni per i diritti umani contestano però questa versione: secondo la Kenya Human Rights Commission, i blocchi limitano illegalmente la libertà di movimento e impediscono anche l’esercizio del diritto costituzionale a riunirsi pacificamente.

I momenti più tesi si sono registrati nell’area di Githurai, lungo il corridoio della Thika Road. Qui alcuni gruppi hanno acceso falò vicino alla rotonda, ostacolando la circolazione. La polizia è intervenuta con lacrimogeni per disperdere le persone radunate. È il segnale che, pur in assenza di una deriva generalizzata, esistono ancora punti locali di possibile escalation.
A Mombasa e nel resto del Paese
A Mombasa, invece, la giornata ha avuto finora un carattere più commemorativo. Giovani Gen Z e attivisti per i diritti umani si sono riuniti all’ACK Memorial Cathedral per una funzione in memoria delle vittime, prima di scendere in strada. Anche qui la presenza della polizia è forte, ma non si segnalano al momento gravi incidenti.
Il caso più interessante arriva forse da Kisumu, città spesso centrale nelle mobilitazioni politiche keniane. Qui molti residenti hanno evitato le proteste e, a Kondele, diversi giovani si sono messi in fila per registrarsi come elettori in vista del 2027. Una scelta che racconta un’altra forma di protesta: meno piazza, più partecipazione elettorale.

Nel resto del Paese il quadro è disomogeneo. A Eldoret, Nakuru, Kisii, Kakamega, Nyeri, Murang’a e Machakos molte attività sono rimaste chiuse o hanno aperto in ritardo, con presidi di sicurezza rafforzati. A Busia, invece, la vita sembra procedere quasi normalmente.
Arrestato Bob Njagi
Sul fronte degli arresti, le fonti segnalano diversi fermi, tra cui giovani a Kitengela. Alla vigilia era stato arrestato anche Bob Njagi, attivista legato a Linda Mwananchi, accusato di incitamento in relazione alle proteste.

Per ora, dunque, il bilancio è quello di una giornata controllata più attraverso la prevenzione che attraverso lo scontro aperto. Ma il 25 giugno resta una data politicamente sensibile: memoria delle vittime, rabbia giovanile, sfiducia verso la polizia e competizione politica verso il 2027 continuano a intrecciarsi.
Ma è ancora molto presto per fare il punto finale sull’esito delle manifestazioni del 25 giugno che si stanno tenendo in tutto il Kenya.
Al pomeriggio
Intorno alle 14.00 situazione tesa nel cuore di Nairobi. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni lungo University Way nel tentativo di disperdere i manifestanti che marciavano nel quartiere centrale degli affari di Nairobi.
Alle 15.00 un altro arresto eccellente, quello del comico Eric Omondi. Secondo le ricostruzioni Omondi è stato spinto con forza in un veicolo della polizia dopo una breve colluttazione, una volta isolato mentre partecipava alle proteste.









