Quella del 25 giugno 2024 è diventata una data memorabile per il Kenya, una giornata molto critica della storia recente del Paese e della sua ancora fragile democrazia. In tutte le contee sono previste marce e celebrazioni di un anniversario scomodo. I giovani e i social sono stati protagonisti di una capillare mobilitazione.

25 giugno allarmante
L’anno scorso la protesta dei kenioti, con in primo piano l’azione dei giovani della GenZ, era arrivata ad assaltare il Parlamento a Nairobi, nelle ore in cui il governo cercava di fare votare all’assemblea una pesantissima legge fiscale. Alla fine il governo del presidente William Ruto – colpito dalla forza e dalla reazione dei manifestanti – aveva rinunciato al provvedimento.
Ma questo senza che si potesse evitare di pagare un prezzo elevato e restassero sul campo, lato manifestanti, tanti morti e feriti, non solo a Nairobi. Incidenti e clima di intimidazione poliziesca, hanno poi finito per caratterizzare la vita sociale del Paese fino a pochi giorni prima dell’anniversario.

Evitare il Central Business District
Evitare il Central Business District, tenere finestrini e portiere delle auto chiuse. Il giornale Nation racconta stamane che nelle ambasciate occidentali c’è molta preoccupazione per quello che potrà succedere nella giornata del ‘ricordo’. E nelle sedi diplomatiche si è più o meno informalmente suggerito ai propri impiegati e alla propria comunità di evitare quello che con ogni probabilità sarà il centro nevralgico di potenziali disordini ma anche, per certi versi ancora più pericolosa, l’azione della polizia speciale con i volti mascherati che potrebbe entrare in gioco per contrastare i manifestanti. I media governativi sottolineano il sacrificio e lo spirito di servizio delle forze dell’ordine del Paese. Ma il clima è avvelenato e carico di tensione.

Una grande scommessa per la democrazia
In Kenya alcuni poliziotti sono attualmente agli arresti o sotto indagine sia per avvenimenti dei mesi scorsi, ma anche per due casi molto recenti. Il caso di Boniface Kariuki colpito alla testa a sangue freddo da un poliziotto mentre era sceso in piazza a protestare per la morte di un blogger e insegnante, Albert Ojwang, deceduto dentro la stazione di polizia centrale di Nairobi dopo che forze di polizia l’avevano sottratto ai suoi familiari in una cittadina molto lontana dalla Capitale. Nation esprime preoccupazione per le possibili infiltrazioni di violenti nelle manifestazioni, e la presenza ambigua di agenti in borghese. Che le manifestazioni si svolgano pacificamente è una grande scommessa per la democrazia del Kenya.









