William Ruto come George W. Bush, e come tanti altri potenti della Terra. Il presidente del Kenya, qualche giorno fa durante un comizio, è stato fatto oggetto del lancio di una scarpa. In parte schivato. I video sulla vicenda – con tante prospettive e angolazioni- dicono che è stato sfiorato sulla mano, senza danni.
Le immagini sono diventate virali sulla Rete. Il gesto del manifestante, avvenuto a Migori, è stato condannato da più parti e, ovviamente dal governo keniota.
Tra i precedenti anche Bush e Ahmadinejad
Il lancio di scarpe contro politici è stato un gesto di protesta registrato in diverse occasioni. Uno degli episodi più famosi è quello del giornalista iracheno Muntadhar al-Zaidi, che nel 2008 lanciò le sue scarpe contro l’allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush durante una conferenza stampa a Baghdad.
Ci sono stati altri casi simili in vari paesi, tra cui Australia, India, Irlanda, Taiwan, Hong Kong, Pakistan, Regno Unito e Stati Uniti. Anche il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad fu bersaglio di un lancio di scarpe durante un evento pubblico.
L’incidente di Migori è arrivato in un momento di fortissima tensione politica nel paese, accentuato dall’assassinio di un parlamentare dell’opposizione pochi giorni prima e da altre vicende che mettono alla prova – oltre che la governance attuale – anche l’intera impalcatura democratica del Paese.

Un contesto di crescente violenza
Ruto stava quindi affrontando temi politici e sociali quando un manifestante ha lanciato una scarpa. Il portavoce del governo, Isaac Mwaura, ha richiesto l’arresto dei responsabili, evidenziando che tali atti minano i valori fondamentali della società. Ha anche sollevato interrogativi su cosa accadrebbe se il lancio di oggetti diventasse una prassi comune durante le manifestazioni.
Questo episodio si inserisce in un clima di crescente violenza politica in Kenya, accentuato dall’assassinio di Charles Ong’ondo Were, un membro del parlamento dell’opposizione, avvenuto solo pochi giorni prima. La polizia ha descritto l’omicidio come “mirato e premeditato”, sollevando ulteriori preoccupazioni sulla sicurezza dei leader politici e sulla stabilità del governo.
Il caso del servizio della BBC
Il tema di quanto sia fragile la democrazia keniota lo ha sollevato – nei giorni precedenti al lancio della scarpa – anche il caso del servizio della BBC che riscriveva la storia dell’attacco al parlamento di Nairobi del 25 giugno 2024. Un’inchiesta del servizio mondiale di news della tv pubblica britannica, a quasi un anno di distanza dai fatti, ha accusato l’esercito e la polizia keniota di avere deliberatamente sparato contro i manifestanti, ‘cercando il morto’.

La BBC ha ricostruito grazie a tecnologie sofisticate – attraverso immagini e video inediti, acquisiti ai tempi dai propri giornalisti coinvolti nella vicenda, ma forniti anche da molti altri reporter e persone presenti – la maniera in cui andarono veramente le cose negli incidenti tra le forze di sicurezza del Kenya ed i manifestanti che protestavano contro la legge fiscale.
Emerge che ad un certo punto, da Polizia ed esercito, ci fu l’intenzione programmatica di uccidere alcuni dei giovani in rivolta. Il servizio, in realtà, arriva ancora più a fondo e attraverso l’intervento degli esperti su immagini, traiettorie dei colpi, morti e feriti sul campo, riesce ad indicare e dare un nome anche ad alcuni dei colpevoli.

La maturazione democratica
Secondo alcuni degli osservatori – pro Ruto ma non solo – l’inchiesta della BBC sembrava un attacco ad orologeria al capo del Paese. E aveva una ratio ed un effetto soprattutto destabilizzante sulla democrazia keniota. Che si reggerebbe proprio su unna certa accondiscendenza della politica e del parlamento di Nairobi rispetto alle azioni dell’esercito, dei servizi e della polizia. Un’autonomia che – secondo queste tesi – sarebbe una sorta di male minore. Scongiurando i colpi di stato e i blitz militari che caratterizzano altri Paesi africani. Ma la maggior parte degli osservatori non è d’accordo. Secondo questi è venuto il momento, per la democrazia del Kenya di fare un salto di qualità.









