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Alice Digital School: il 1° passo verso l’ultimo miglio

Francesco racconta: 9 mesi in Kenya per Alice for Children

Nel corso del 2023, da gennaio a novembre, ho avuto il privilegio di dedicare il mio impegno a Alice for Children, operando direttamente a Nairobi, in Kenya. La mia residenza è stata ad Alice Village, il complesso che ospita la nostra “children’s home”, un orfanotrofio che accoglie con amore 70 bambini e bambine dai 3 ai 19 anni.

Il mio ruolo è stato duplice: in primo luogo, ho assunto la responsabilità della supervisione e del controllo dei molteplici progetti che abbiamo realizzato e stiamo attualmente implementando a Nairobi e nella zona rurale di Rombo, situata vicino al confine con la Tanzania, ai piedi del Kilimanjaro. Inoltre, ho avuto l’onore di coordinare i volontari locali. Da maggio a settembre, Alice Village si arricchisce della presenza di volontari e volontarie provenienti dall’Italia, pronti a condividere il loro tempo e le loro energie con il nostro staff, vivendo un’esperienza significativa con i bambini.

Il mio compito è stato quello di guidare i volontari nello sviluppo di un programma settimanale appositamente concepito per loro, assicurando che ognuno potesse vivere un’esperienza appagante, integrandosi al meglio nel contesto operativo e rispettando scrupolosamente le misure di sicurezza necessarie.

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Francesco con i nostri bambini dell’Alice Baby Care

Il passaggio di consegne e la chiusura di un capitolo

Da agosto, ho avuto il piacere di collaborare con Sara, la collega che ha preso il mio posto e attualmente si trova sul campo a Nairobi, svolgendo le stesse importanti mansioni che mi sono state affidate. Nel frattempo, sono tornato in Italia e ho assunto il ruolo di coordinatore presso l’ufficio di Milano di Alice for Children.

Ora che questo capitolo si è concluso, cercare di tirare le fila dei miei pensieri e descrivere a parole cosa sia stata per me questa esperienza non è certo facile.
Anzi, temo che sia quasi impossibile riuscire a trasmettere la profondità con cui mi ha colpito e cambiato

Trascorrere un periodo così lungo in un contesto così straordinario (nel senso letterale del termine: tutto ciò che ho visto e vissuto esce completamente dalla definizione di “ordinario”) ha cambiato il mio modo di vedere, percepire e interpretare il mondo.

Intendiamoci: non che prima non fossi consapevole di ciò che accade nel mondo, ma toccare con mano una realtà così spietata e brutale rende estremamente chiaro come milioni e milioni di persone – che senza dubbio rappresentano la maggioranza della popolazione che abita il pianeta Terra – vivano (forse sarebbe più corretto dire sopravvivano) in condizioni oggettivamente insostenibili e inaccettabili.

Mi sono trovato di fronte – o meglio, in mezzo – a strade sterrate, costellate di baracche di lamiera e fango, popolate da una moltitudine di bambini che corrono scalzi, da famiglie che abitano in un’unica stanza che funge da cucina, camera da letto, bagno, spesso senza l’acqua potabile o la corrente elettrica, in un contesto sociale, economico e sanitario disastroso.

Se devo identificare le sensazioni più forti che tutto questo ha suscitato in me, sono due: la prima è il senso di totale impotenza e disperazione davanti a queste immense ingiustizie.

La seconda, paradossalmente opposta, è un impulso ad impegnarmi per fare la mia piccola parte, consapevole dell’enormità delle problematiche e della lentezza dei processi di trasformazione, ma anche del fatto che non c’è alternativa a rimboccarsi le maniche ed essere parte attiva del cambiamento.

Il ritorno a Milano e un nuovo inizio con Alice Digital School

La mia attuale responsabilità è focalizzata sul coordinamento del nuovo progetto, Alice Digital School, un’innovativa scuola dedicata alle competenze informatiche e digitali degli studenti della scuola secondaria. Oltre a questo, mi occupo anche di supportare la gestione del contatto e della comunicazione tra gli studenti stessi e i loro sostenitori a distanza.

Sono particolarmente orgoglioso di annunciare un grande e nuovo traguardo raggiunto: abbiamo avviato con successo la formazione di diverse decine di studenti, oltre settanta, che il prossimo gennaio inizieranno a frequentare la scuola secondaria. Questo risultato testimonia il nostro impegno continuo nel fornire opportunità di apprendimento significative e concreti passi avanti verso il futuro di questi giovani. Continueremo con determinazione a promuovere l’istruzione e a sostenere i bambini di Alice for Children.

Cosa significa per noi la Digital School e perché è così importante?  

Perché è proprio l’istruzione specializzata l’unica forza in grado di sbloccare la loro situazione altrimenti, come dicevamo, senza speranza e portarli lontano dalle baraccopoli, dalla discarica, a vivere una vita dignitosa, con un lavoro retribuito, una casa, pasti regolari. Tutte cose che nelle nostre vite siamo abituati a dare per scontate. 

Per molti studenti e studentesse sostenuti a distanza, il 2023 ha rappresentato un anno cruciale. Coloro che hanno terminato l’ottava classe (equivalente alla terza media in Italia), infatti, hanno superato un esame di Stato e sono pronti ad iniziare il nuovo percorso di scuola secondaria. Tutto ciò sarà possibile grazie alla generosità e l’impegno dei loro sostenitori a distanza, che si sono resi disponibili a prolungare il sostegno con un incremento della donazione mensile, permettendo a questi ragazzi di continuare il proprio percorso educativo e formativo.

Questo è fondamentale perché consente agli studenti di completare un ulteriore ciclo di studi, specializzarsi e prepararsi nel miglior modo possibile al mondo del lavoro, con una specializzazione o culinaria con Alice Italian School Academy, oppure digitale con l’Alice Digital School.
Siamo davvero emozionati per il traguardo raggiunto: dal 2024, oltre 70 ragazzi potranno partire per il nuovo percorso, l’ultimo miglio, e tutto questo grazie ai loro genitori a distanza.

Perché abbiamo deciso di aggiungere questo tassello?

Tra le varie storie che, in questi anni, ci hanno colpito e fatto riflettere c’è quella di Steve.
Steve è un ragazzo che fino alla fine della scuola media è stato sostenuto da un’adozione a distanza. Poi ne era uscito, come tutti fino ad allora, per intraprendere un percorso autonomo. Dopo alcuni anni però lo abbiamo incontrato casualmente

Purtroppo, non è stato un incontro felice, né incoraggiante: abbiamo scoperto  infatti, che terminate le medie Steve non era riuscito a trovare un impiego qualificato e per sopravvivere era così dovuto tornare alla vita nelle baraccopoli e al lavoro nella discarica, un ambiente estremamente pericoloso, in cui migliaia di persone lavorano per decine di ore al giorno in cambio di pochi spiccioli, assoggettate ai capi della malavita locale, con il continuo rischio di contrarre malattie incurabili e respirando esalazioni altamente tossiche.

Questa vicenda ci ha fatto capire che sostenere i ragazzi fino al compimento dell’ educazione primaria è importante e utile, ma non basta. È per questo motivo che abbiamo deciso di prolungare, quando possibile, il sostegno dato agli studenti e alle studentesse.

Steve ora è di nuovo un nostro studente, ed è stato inserito nel programma di Scuola Secondaria con Alice Secondary School e si specializzerà nel digitale con il programma Digital School.

La nostra speranza è che questa nuova opportunità permetta a lui e agli altri come lui di costruirsi un futuro, percorrendo la strada  che – come recita il nostro motto – porta From slum to job. 

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