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Plastica e import auto vecchie: il Kenya dice stop

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Dall’inizio del 2025 in Kenya non si potranno più importare auto usate immatricolate prima del 2018.

Ed una regola restrittiva del Governo promulgata all’inizio di novembre chiama in causa anche la produzione e l’uso della plastica.

La stretta sulle auto

Ma andiamo per ordine, cominciando dalle auto troppo datate. La regola definita dal KEBS (Kenya Bureau of Standards) vale per tutti gli importatori. Dopo il 31 dicembre 2024, in pratica, al porto doganale di Mombasa, così come negli accessi commerciali via terra, gli autoveicoli più vecchi di otto anni saranno respinti con spese a carico dell’importatore, a meno che l’ordine non risulti precedente alla regola dettata dal KEBS (ingresso fino al 31 dicembre con sanzioni).

I principali Paesi da cui vengono importate automobili in Kenya sono Giappone, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Thailandia, Singapore e Sudafrica. La vera novità è che la regola riguarda anche i veicoli dei residenti di ritorno dall’estero, il personale diplomatico e i turisti in generale e considera ammissibili nel Paese solo i veicoli con guida a destra.

La mossa del governo è da mettere in correlazione con le politiche che mirano ad incoraggiare le aziende di automotive a portare in Kenya gli impianti di produzione e assemblaggio delle auto. Ma anche con una sempre più marcata “difesa” e sensibilità green degli Stati africani.

Un freno alla plastica

Nel Paese sta per essere vietata in maniera ancora più estesa e senza eccezioni la produzione e l’uso dei sacchetti di plastica. La legge, firmata il 4 novembre e che dovrebbe entrare in vigore all’inizio di dicembre, vieta anche gli imballaggi, ma con esenzioni in casi speciali.

È prevista anche una graduale eliminazione delle scorte già in giacenza nelle aziende. Sono previste pene e multe severe per chi non ottempererà ai nuovi obblighi. Il provvedimento del Kenya è in sintonia con un atteggiamento complessivo dei leader e degli Stati africani, divenuti più sensibili al tema dell’inquinamento causato dai sacchetti di plastica ed è arrivato pochi giorni dopo la quinta e ultima riunione del Comitato Intergovernativo di Negoziazione (INC) delle Nazioni Unite, che mira a sviluppare un trattato globale sulla plastica.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

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