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Il Kenya semplifica ancora i visti e vuole raddoppiare i turisti

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Senza visto, o quasi. Doveva costituire una semplificazione per i visitatori del Kenya la riforma della politica del governo di William Ruto sui documenti necessari per fare ingresso nel Paese. L’obiettivo dichiarato era quello di favorire ancora di più il turismo, ma qualche perplessità sulla efficacia del nuovo modello stava avanzando.

Obiettivi sfidanti

Nel 2023 il turismo in Kenya ha generato 2,7 miliardi di dollari di giro d’affari diventando una delle maggiori risorse economiche per il Paese. I visitatori sono stati più di due milioni nel 2023 e dovrebbero arrivare a 2,5 milioni alla fine di questo 2024.

Ebbene, il governo di Ruto conta di più che raddoppiare nei prossimi due anni il numero di turisti e toccare la soglia dei 5 milioni nel 2027, anno delle nuove elezioni presidenziali.

In questo contesto andava così letta la decisione di ridimensionare gli obblighi per i turisti. Dal 1° gennaio 2024, il Kenya ha abolito il requisito del visto per i viaggiatori stranieri, come annunciato dal presidente keniota a dicembre dell’anno scorso durante le celebrazioni dei 60 anni di indipendenza dall’Impero britannico.

Il nuovo eTA a inizio 2025, la promessa della ministra Miano

Dall’inizio del 2024 i visitatori devono munirsi di un Electronic Travel Authorization (eTA). L’eTA sostituisce il visto elettronico e ha un costo di 30 euro.

La richiesta può essere effettuata online, e l’eTA – in teoria – dovrebbe essere rilasciato entro tre giorni lavorativi. Questo nuovo sistema è stato varato per essere, oltre che più veloce, anche più economico rispetto al vecchio visto elettronico, che costava circa 50 euro.

L’eTA è necessario anche per i minori. Per i viaggiatori che intendono visitare il Kenya più volte, è consigliabile scaricare l’app “Kenya Travel Authorization” per evitare di dover inserire i dati ogni volta. L’eTA è valido per un solo viaggio e deve essere presentato ai controlli sia in partenza che alla frontiera in Kenya.

Risalire nell’index

Date queste premesse, a quasi un anno dall’avvio del nuovo regime dei visti, si è verificato un inatteso passo indietro in termini di facilità delle pratiche.

E nel Visa Openness Index della Banca Africana per lo Sviluppo, il Kenya è calato di 17 posizioni finendo al 46° posto sui 54 paesi dell’indice.

Per l’inizio del 2025 è così attesa una rivisitazione dell’ETA. Semafor Africa, in particolare, riprende sul tema un tweet su X della ministra del del Turismo Rebecca Miano che rispondendo ad una sollecitazione del corrispondente di CNN Larry Madowo ha annunciato che la revisione era programmata per il 7 gennaio. 

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

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