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Discorso di Capodanno, Ruto ammette i rapimenti ma…

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Parla il presidente William Ruto alla nazione. E in primo piano in Kenya ci sono sempre i ‘rapimenti’ degli oppositori. E le proteste in strada della gente e dei parlamentari rimasti fuori dal governo sempre più allargato di Ruto. Il quotidiano keniota Nation il 3 di gennaio pubblica le foto delle sei persone – molto probabilmente fermate dalla polizia – di cui non si è ancora appurato che fine abbiano fatto.

Governo Ruto

Secondo la Commissione nazionale per i diritti umani del Kenya, dei sette casi di rapimenti segnalati questo mese solo uno è stato risolto; e che in totale 29 delle 82 persone scomparse da giugno risultano ancora disperse. Il governo – che già aveva acceso i riflettori su queste vicende, promettendo di fermare i ‘rapimenti’ – si è ora impegnato ancora più direttamente per risolverlo.

Ruto parla di tutto

Il presidente keniano William Ruto nel corso del discorso di Capodanno ai kenioti, che ha ricordato i successi del governo in economia ma  ha affrontato anche tutti gli altri temi caldi (https://www.malindikenya.net/it/articoli/notizie/istituzioni-4.html) ha ammesso che gli abusi delle forze di sicurezza e di polizia ci sono stati. Fino al 30 di dicembre, del resto, si sono susseguite manifestazioni contro le ‘abduction’ e la polizia ha risposto con arresti di manifestanti e gas lacrimogeno sparato senza troppe attenzioni per sciogliere di assembramenti.

 Ruto ha così commentato quanto sta accadendo: “Non si può negare che ci siano stati eccessi da parte di membri dei servizi di sicurezza, ma è fondamentale ricordare che ogni libertà ha i suoi limiti e che la sicurezza e l’ordine pubblico devono sempre prevalere su un generico desiderio di libertà senza limiti”. Ruto, in margine al discorso, ha chiesto pure l’intervento divino per aiutare i genitori e i tutori a crescere figli rispettosi della legge. Ha anche ribadito l’impegno del governo a porre fine ai rapimenti, sottolineando l’importanza di vivere in armonia e integrità.

Un estratto del discorso di Capodanno di William Ruto dedicato alla sicurezza e alla democrazia

“Nell’era digitale caratterizzata da innovazioni trasformative, tra cui l’intelligenza artificiale, non è mai stato così facile informare, educare e intrattenere i cittadini. Allo stesso tempo, non è mai stato così facile disinformare, fuorviare, disinformare, incitare e allarmare il pubblico. I criminali e gli elementi sovversivi che si infiltrano e dirottano le proteste pacifiche sono una minaccia sia per i manifestanti legittimi che per il pubblico. Gli episodi di criminalità violenta in nome della protesta minacciano la sicurezza di persone innocenti, i beni pubblici, la proprietà privata e l’ordine sociale.
La tensione è forte: abbiamo una democrazia di cui siamo orgogliosi, che dobbiamo difendere e che dobbiamo approfondire con ogni mezzo. Allo stesso tempo, abbiamo cittadini di cui dobbiamo proteggere la vita e i diritti e una nazione di cui dobbiamo salvaguardare la sicurezza, la stabilità e la prosperità.
Il compito è complicato se i cittadini e le agenzie statali diluiscono la distinzione tra lecito e criminale, tra giusto e ingiusto, rendendo così difficile distinguere i manifestanti e gli agenti di sicurezza da banditi, gangster e criminali.
Solo seguendo la legge potremo raggiungere i nostri obiettivi e attribuire le responsabilità in modo corretto. Non dovrebbe essere possibile per rapinatori e saccheggiatori sfuggire alle responsabilità sostenendo che stavano partecipando alle proteste. Allo stesso modo, non dovrebbe essere possibile per gli agenti di sicurezza ferire, mutilare o addirittura uccidere persone innocenti sostenendo che stavano affrontando criminali violenti. Abbiamo tutti il dovere di fare le dovute distinzioni e di farlo con chiarezza per proteggere l’espressione democratica e garantire la sicurezza pubblica.
Devo ora affrontare una questione di grande preoccupazione che riguarda il rapporto tra i cittadini e i servizi di sicurezza in un contesto di immense minacce e di intenso dinamismo politico. Sono state fatte numerose accuse di sparizione di persone durante le proteste. Alcuni di questi casi sono stati risolti, mentre altri sono stati smascherati come fake news, minando gli sforzi per trovare casi autentici di persone scomparse. Un buon numero di presunte sparizioni si è anche rivelato essere arresti effettuati da agenti di polizia e, in questi casi, i sospetti sono stati debitamente citati in tribunale.
Devo tuttavia chiarire che non c’è alcun tentativo di giustificare o scusare gli arresti illegali: si tratterebbe di gravi minacce alla vita e alla libertà dei cittadini. Condanno qualsiasi azione eccessiva o extragiudiziale che metta a rischio la vita e la libertà di qualsiasi persona, comprese le sparizioni e le minacce alla vita.
Esorto tutti i kenioti che hanno informazioni su questi casi a trasmetterle alla Direzione delle indagini penali e all’IPOA, qualora sospettino che siano coinvolti membri del servizio di polizia. Sono a conoscenza del fatto che molti dei casi sollevati vengono gestiti dall’Independent Police Oversight Authority, un passo importante verso la responsabilità e la giustizia”
.

Una firma semplice.

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