Secondo i dati più recenti di Frontex, nel 2024 gli arrivi migratori alle frontiere dell’Unione Europea sono diminuiti del 38% rispetto all’anno precedente. Questo rappresenta il livello più basso dal 2021, quando la pandemia di Covid-19 influenzava fortemente i flussi migratori.
La rotta del Mediterraneo centrale ha registrato una riduzione del 59% degli arrivi, principalmente a causa della diminuzione delle partenze dalla Tunisia e dalla Libia. Anche la rotta dei Balcani occidentali ha visto un calo significativo del 78%.
Tuttavia, la rotta del Mediterraneo orientale ha registrato un aumento del 14% degli arrivi, con circa 69.400 persone. Questo aumento è dovuto principalmente a nuovi corridoi dalla Libia orientale, con migranti provenienti principalmente da Siria, Afghanistan ed Egitto.
Cosa fa Frontex
Sede a Varsavia, Frontex è l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. È stata istituita nel 2004 con l’obiettivo di aiutare gli Stati membri dell’Unione Europea a gestire e monitorare le loro frontiere esterne. L’agenzia fornisce valutazioni regolari e dettagliate dei rischi legati alla sicurezza delle frontiere, offre assistenza tecnica e operativa, organizza e coordina operazioni di rimpatrio per gli Stati membri.
Fornisce – infine – programmi di formazione per le guardie di frontiera e i funzionari di frontiera degli Stati membri. In tema migrazioni e Africa, utilizzando anche dati dell’Agenzia, è appena stato prodotto uno studio ricco di informazioni sulle tendenze in atto.
Spinte e controspinte
Le indicazioni di sintesi pubblicate da Africa Center For Strategic Studies sono chiare, e raccontano uno scenario in linea con quello tracciato dall’agenzia. In corso c’è una forte restrizione alla migrazione irregolare extra-continentale.
Questa tendenza, combinata con l’aumento dei fattori di spinta all’emigrazione, nei prossimi anni farà lievitare la necessità di una maggiore innovazione regionale per accogliere i movimenti intra-continentali della popolazione.
Non si sono attenuate le ragioni per lasciare l’Africa, anzi i conflitti si moltiplicano anche in altre aree del continente. Ma per chi ha deciso di partire da irregolare è diventato ancora più complicato raggiungere la propria meta finale, che si tratti dell’Europa o di un altro territorio visto come approdo ideale per far ricominciare le proprie vite.
Sono queste le ‘verità’ chiave del documento pubblicato da Africa Center For Strategic Studies. L’Africa registra una diminuzione della migrazione irregolare fuori dal continente, sia quelle dirette in Europa che nella penisola arabica. Le restrizioni maggiori producono meno viaggiatori e così, sostiene lo studio, decrescono anche le persone intercettate. Il primo dato è eclatante: le 146.000 intercettazioni di migranti africani irregolari che hanno raggiunto l’Europa e i paesi del Golfo nel 2024 sono circa la metà delle 282.000 registrate nel 2023.
Funziona quindi la politica avviata dall’Unione Europea, ma anche singolarmente da alcuni dei Paesi più esposti, volta a finanziare i Paesi capaci di fermare i flussi che impegnano i loro territori, con Libia, Tunisia, Egitto, Marocco, Senegal e Mauritania che hanno siglato accordi di questo tipo.
Per quello che riguarda i flussi verso il Golfo e la penisola arabica, sono citati come indicativi altri dati. Il primo è quello del calo del 54% dell’immigrazione irregolare verso lo Yemen, che rimane il principale punto di ingresso nei paesi del Golfo. Le azioni di contrasto delle guardie costiere per impedire l’attraversamento ma anche il conflitto in atto sui territori di passaggio hanno contribuito al calo.
Complessivamente – tra Europa e Penisola arabica – le morti e le sparizioni di migranti sono diminuite del 15%, ma con ancora 4.465 vittime. Tre quarti di queste sono dovute a tentativi di attraversamento marittimo verso l’Europa attraverso il Mediterraneo e l’Atlantico.
Un calo robusto
Le intercettazioni in Nord Africa e Africa Occidentale hanno contribuito a un calo del 70 percento nelle intercettazioni europee di migranti africani (a 33.500 persone) lungo la rotta del Mediterraneo Centrale, principalmente attraverso la Libia e la Tunisia. La rotta del Mediterraneo Centrale è stata storicamente il percorso di migrazione irregolare più frequentato dai cittadini africani verso l’Europa. Con 36.000 migranti africani intercettati nel 2024, la rotta atlantica è diventata il passaggio irregolare più attivo dall’Africa all’Europa.
Da dove partono i migranti? Mali, Guinea, ma anche Tunisia. I principali paesi di origine della migrazione irregolare fuori dal continente verso l’Europa sono la Guinea per il 2023 (21.700) e il Mali per il 2024 (16.500). Nei tre anni, invece, al primo posto risulta la Tunisia.

Evoluzione prevedibile
Si attenua quindi il numero dei migranti irregolari, ma non mutata il quadro geopolitico che chiama in causa dittature, crisi economiche, repressioni. Che non diminuiscono.
Un aspetto importante, considerati i blocchi alle rotte intercontinentali, è la capacità di assorbimento interno di queste istanze e disagi. Il Ghana garantisce l’accesso senza visto a tutti gli africani. E questa linea della libera circolazione per tutti gli africani viene suggerita dell’Unione Africana, specie dei più giovani, in un contesto in cui la disoccupazione giovanile arriva al 50%.
Uno snodo è ovviamente lo sviluppo del continente e l’affrancamento dai disagi più eclatanti. Un piano della Banca Africana per lo Sviluppo e della Banca Mondiale si prefigge il compito di portare l’elettricità in 300 milioni di case attualmente provviste entro il 2030.
L’Unione Europea sta ampliando le opportunità di visto lavorativo, la Germania – nell’ottica di affrontare proattivamente i problemi legati al basso indice di natalità del Paese – ha fatto accordi speciali con Kenya, Marocco e Nigeria. Ma il problema dell’invecchiamento della popolazione è una realtà in molti dei Paesi del Vecchio Continente, con l’Italia in primo piano. Favorire rimesse nei Paesi d’origine, ma anche una crescita professionale poi sfruttabile anche in patria, sono tra i punti chiave di queste politiche e accordi.









