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Una ragazza di My Dream vola in Norvegia

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My Dream è una bella iniziativa di Fondazione Milan e Alice for Children. Ha appena prodotto una felice storia di empowerment femminile. Confermando come il calcio sia e rimanga uno straordinario strumento di azione nel sociale.

Nato tre anni fa, il progetto My Dream, frutto della collaborazione tra Alice for Children e la Fondazione Milan nell’alveo del progetto Sport for Change, non voleva per forza appiccicarsi medaglie sul petto o creare campionesse.

Le studentesse di Alice for Children giocano al calcio nel progetto My Dream

Ma che da questo seme nascano anche delle bellissime esperienze ‘agonistiche’ è comunque una grande soddisfazione. E questa vicenda vale assolutamente la pena venga raccontata.

Tutto prende le mosse nel 2022. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Milan, molte tra le studentesse delle scuole di Alice for Children (bambine e ragazze tra i dieci e i 18 anni, in sostanza) che sorgono ai margini delle grandi discariche di Nairobi hanno scelto di cominciare a praticare costantemente il calcio.

My Dream, scarpette in volo

Supportate su campi, attrezzature (gli ultimi volontari partiti per l’Alice Village, ad esempio, hanno portato in Africa un prezioso carico di scarpette ‘professionali’ made in Milan di tutte le misure), coordinamento e allenamento, più di un centinaio di ragazze partecipa a Nairobi ad un campionato che è diventato di anno in anno sempre più divertente ed emozionante.

My Dream by Alice for Children e Fondazione Milan attua i valori dello sport

In palio c’è il titolo di un torneo di calcio che coinvolge le baraccopoli della capitale keniota ed ha un finale di stagione molto seguito e popolare.

I sogni si avverano

Ebbene, alcune delle migliori giocatrici di questo torneo si sono più volte segnalate all’attenzione dei selezionatori dei team regionali e provinciali. E poche settimane fa ben 4 giocatrici delle nostre scuole sono state selezionate tra quasi 200 concorrenti per vestire la maglia di una rappresentativa keniota Under 15 nel corso di un torneo che si sta svolgendo in Norvegia e vede la partecipazione di vari team internazionali.

Alla fine, per motivi vari, ma soprattutto burocratici, soltanto una nostra ragazzina (che chiameremo Mary) è potuta partire per Oslo e calcare i campi verdissimi di quel Paese. Ma il risultato si può considerare lo stesso esaltante.

Il successo di ‘Mary’, il suo viaggio, le sue nuove consapevolezze personali e culturali confortano tutte le nostre ragazzine sul fatto che il progetto My Dream fa davvero avverare il sogno principale, che è quello di far diventare le persone ‘migliori’. Lo fa insegnando il lavoro di squadra, il rispetto, la concorrenza leale e tutti i valori dello sport. Si cresce e si matura e, soprattutto, si impara che i diritti, i sogni e le ambizioni che si possono coltivare sono esattamente uguali a quelli dei bambini e dei ragazzi.

Le ragazze keniote alla Norway Cup

Viaggio in Norvegia. Grazie a MYSA

Ma vediamo il contesto in cui tutto è avvenuto. Ogni anno, MYSA – Mathare Youth Sports Association – organizza campionati in tutta Nairobi. E fa selezioni che per tre mesi coinvolgono le giocatrici di diverse fasce d’età che vogliono partecipare alla Norway Cup. Un torneo la cui prima fase è stata intitolata ad uno degli organizzatori venuto a mancare di recente, divenendo così Teddy Moen Memorial Cup.

Quest’anno sono state selezionate specificamente ragazze di 14 anni. Tra aprile e giugno, si è arrivati ad uno screening che da partendo da 189 partecipanti ha identificato le 12 quattordicenni che sarebbero partite per la Norvegia. Nella lista c’erano 4 nostre convocate, due nostre studentesse di Wangu, una di Maua ed una di Claires.

Alla fine, come detto, solo la nostra ‘Mary’ di Wangu è potuta partire ed è in Norvegia dal 7 luglio, ospitata da amici di MYSA. Terminata con prestigiosi risultati la Teddy Moen Memorial Cup, la squadra keniota ora affronta ad agosto la Norway Cup.

Durante la competizione, i partecipanti ricevono trofei, medaglie, buoni per lo shopping e attrezzature da calcio. Inoltre, le famiglie ospitanti – ognuna con un solo bambino – danno supporto di tutti i tipi agli ospiti nella maniera più ‘affettiva’ e familiare possibile.

Mary e la coppa

La Norway Cup, iniziata il 27 luglio, rappresenta un’opportunità unica per queste giovani atlete di confrontarsi con squadre internazionali, ricevere riconoscimenti e vivere un’esperienza culturale arricchente.


Una firma semplice.

Che però semplice non è.

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