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Cooperazione sulla sicurezza tra Kenya ed Etiopia

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Sempre più amicizia e collaborazione economica e strategica tra Kenya ed Etiopia e, segnatamente, tra il presidente William Ruto da un lato e il premier Abiy Ahmed dall’altra, grandi amici dichiarati. L’ultima notizia sul tema riguarda il perfezionamento di uno storico accordo in materia di difesa e sicurezza. Un versante in cui l’Etiopia e il Kenya hanno alla fine gli stessi ‘nemici’ o quasi e le stesse sponde e alleanze internazionali.

Cooperazione e sicurezza, il patto tra Ruto e Abiy

La Forza di difesa nazionale etiope (ENDF) ha annunciato che presso il quartier generale del Ministero della difesa nazionale ad Addis Abeba è stato siglato un patto di collaborazione più stretto – DCA – in tema di difesa.  

Etiopia e Kenya, del resto, hanno una storia di cooperazione militare di lunga data, avviata già nel 1963, alla conquista della indipendenza da parte di Nairobi.

Etiopia e Kenya, sicurezza vuole dire esercito, polizia e intelligence

 Il patto ora rinnovato contempla la condivisione di intelligence, esercitazioni militari congiunte, addestramento, sviluppo dell’industria della difesa, antiterrorismo, sicurezza delle frontiere e questioni militari correlate.

L’idea è che assieme, il blocco etiope-keniota possa fare da stabilizzatore di un’area che è divenuta sempre più strategica per lo sviluppo dell’Africa in generale e di quella Orientale in particolare. Tra i nemici comuni ci sono inannzitutto i terroristi di Al Shalab e le forze dell’Isis, ma anche l’Esercito di Liberazione Oromo (OLA) e i pirati del Mar Rosso.

Nel mirino, più in generale, c’è l’economia criminale del quadrante, e quindi il traffico di armi, droga ed esseri umani, l’attività mineraria illegale, i rapimenti a scopo d’estorsione, i pirati. Tra i comuni nemici indicati nel patto anche chi istiga ‘conflitti tribali’.

Grande amicizia personale tra il premier dell'Etiopia ed il presidente del Kenya

Entrambi i paesi vogliono impegnarsi nella lotta al terrorismo nelle regione con, in particolare, interesse comune a stabilizzare la Somalia, sotto l’ombrello dell’Unione Africana (AUSSOM) .

Ruto ha dato pieno sostegno da Ahmed anche nella vicenda della GERD, la maxi diga etiope sul Nilo. Ed è stato protagonista con il premier di Addis Abeba, di un triangolare con Giorgia Meloni in margine ad un incontro Onu sulla sicurezza alimentare tenutosi pochi mesi fa nella capitale etiope. Etiopia e Kenya sono tasselli chiave del Piano Mattei per l’Africa del governo italiano. E vale la pena ricordare il ruolo dell’italiana We Build (ex Salini-Impregilo) nella costruzione della grande diga sul Nilo Azzurro, la più grande diga mai realizzata nel continente africano.

Scegliendo di sostenere apertamente la GERD, Ruto ha però finito per mettersi in rapporti meno scorrevoli e proficui soprattutto con l’Egitto, che si è dichiarato per bocca del presidente Al Sisi, “esistenzialmente” aggredito e danneggiati dall’opera.

La graded diga etiope sul Nilo Azzurro

Buon vicinato e amicizia personale

Frutto anche della buona amicizia personale e l’intesa naturale tra i due leader, Etiopia e Kenya, comunque, hanno recentemente rafforzato la loro cooperazione bilaterale attraverso una serie di accordi che toccano anche che lo sviluppo socio-economico e infrastrutturale.

Nel giugno 2025, sotto l’egida dell’IGAD (Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo), Etiopia e Kenya hanno firmato un accordo per la costruzione di due ponti sul fiume Dawa (a Rhamu e Suftu), la creazione di un One-Stop Border Post (OSBP) e un Centro di facilitazione commerciale, lo sviluppo della connettività digitale transfrontaliera (fibra ottica e servizi digitali).

Più in generale, si auspica una facilitazione del commercio tra i due Paesi e una riduzione dei tempi di attraversamento delle frontiere, Questi accordi si inseriscono nel quadro della Visione 2050 dell’IGAD e dell’Area di libero scambio continentale africana (AfCFTA), con l’obiettivo di promuovere l’integrazione regionale e la stabilità.

Vale la pena ricordare che i due Paesi sono in competizione sul piano economico, sui numeri per lo meno. Secondo le ultime proiezioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI), nel 2025 il Kenya supererà l’Etiopia diventando la più grande economia dell’Africa orientale.

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