Lotta alla corruzione e – segnatamente – al malcostume che spesso impera tra i funzionari degli enti pubblici di ogni tipologia, ordine e grado, non solo a Nairobi. In Kenya è stata recentemente approvata una legge per rafforzare la lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione. Si tratta della Conflict of Interest Act, firmata dal presidente William Ruto nell’agosto 2025.
Questa normativa abroga la precedente Public Officer Ethics Act e introduce regole più rigorose per prevenire abusi di potere e conflitti di interesse. Impone così ai funzionari pubblici (esecutivo, legislativo e giudiziario) di presentare dichiarazioni patrimoniali dettagliate. Dei redditi e non solo. E a partire dal prossimo gennaio scattano i controlli con le nuove norme.

Stop corruption
Un ruolo centrale in questa nuova situazione lo ha la Ethics and Anti-Corruption Commission (EACC), che avrà il compito di verificare la congruità delle dichiarazioni di redditi e proprietà e di vigilare sull’attuazione della legge.
Ovviamente è vietata ogni forma di trattamento preferenziale, interferenze nei contratti pubblici e incarichi secondari che possano compromettere l’imparzialità.

Comanda l’EACC
In sostanza, la EACC diventa l’organo incaricato di controllare la trasparenza e la responsabilità dei funzionari, con poteri rafforzati per indagare e prevenire la corruzione.
Andando più nel dettaglio, secondo l’EACC, tutti i funzionari pubblici devono dichiarare una dichiarazione patrimoniale riguardante – oltre che se stessi – i loro coniugi e i figli di età inferiore ai 18 anni,
La presentazione delle dichiarazioni patrimoniali è responsabilità personale del funzionario pubblico, il quale sarà personalmente responsabile anche dell’accuratezza e della veridicità delle informazioni fornite.
Toccherà poi all’EACC ha affermato analizzare dichiarazione per accertarne la completezza e la correttezza e verificare se solleva possibili questioni di conflitto di interessi, abbia discrepanze o incongruenze.









