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Tasse ai super ricchi in Kenya darebbero 900milioni di euro a Ruto

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Tasse ai super ricchi in Kenya. Anche nel Paese dell’Africa Orientale c’è la suggestione di una ‘patrimoniale’. Il governo di William Ruto si trova impegnato con il difficile compito di equilibrare le spese dello Stato con l’oneroso indebitamento (gli interessi gravano già pesantemente sull’economia di Nairobi). Ed è quasi obbligato un approccio creativo alla risoluzione del problema.

Per il grande piano di nuove infrastrutture – mirato (nelle intenzioni) a portare rapidamente il Kenya dal terzo mondo al primo, ‘copiando’ miracoli già avvenuti nel sudest asiatico – si è pensato ad articolate operazioni di finanziamento pubblico e privato, imbarcando con un ambizioso posizionamento geopolitico sia cinesi che americani nelle diverse opere messe in cantiere.

Tasse, Kenya, patrimoniale

C’è un ambizioso piano case, ma anche un progetto articolato per le autostrade, un altro per l’energia, che passa attraverso l’implementazione dell’energia idroelettrica. E ultimamente, Ruto – oltre ad iniziare le privatizzazioni – ha ottenuto soldi dalla Fifa e dall’Arabia Saudita per la costruzione degli stadi sportivi necessari anche a far svolgere secondo i parametri dell’associazione di Infantino la prossima edizione della Coppa d’Africa, quella del 2027. Ruto non vuole toccare troppo la leva della tassazione indiretta (e punta su IVA e tasse sui consumi); quando lo ha fatto le sue misure sono state bollate come impopolari causando gravi disordini e proteste trasversali al fronte politico e sociale. Un consiglio della NTA, già battezzato qualche mese fa, lo ha rilanciato stamane il quotidiano The Standard.

Cosa è NTA

Il Report del National Taxpayers Association propone un piano modulato d’intervento sulle ricchezze più consolidate nel Paese.

Chi è e cosa rappresenta NTA? Si tratta di un’associazione indipendente e apartitica, fondata nel 2006 da un gruppo di 12 organizzazioni (anti-corruzione, mondo degli affari, religione e istituzioni di governance). Ha sede a Nairobi, opera come ponte tra cittadini e Governo per monitorare e tutelare l’uso delle risorse pubbliche.

Tra gli obiettivi dichiarati ci sono quello di promuovere la responsabilità fiscale e garantire che le tasse siano impiegate in modo equo e trasparente. E poi rafforzare la partecipazione civica nei processi di bilancio e spesa pubblica. E quindi sostenere ricerche, advocacy e influenze politiche su governance, equità fiscale e lotta all’illegalità.

NTA è attiva nel monitoraggio della spesa pubblica e analisi delle politiche fiscali in collaborazione con partner come l’Oxfam. Usa strumenti di rendicontazione, tra cui Citizen Report Cards e School Report Cards, per valutare la qualità dei servizi pubblici.

Fornisce consulenza e pareri sul tema della giustizia fiscale (tax justice), ossia la redistribuzione equa delle risorse e l’istruzione alla cittadinanza per contrastare flussi finanziari illeciti. Ha evidenziato che il Kenya perde centinaia di miliardi di scellini ogni anno a causa di flussi illeciti, difetti di trasparenza e corruzione, in alcuni casi in partnership con l’Oxfam. Collabora con entità come la Kenya Revenue Authority e partecipa a conferenze regionali sull’equità e armonizzazione fiscale.

La soluzione di NTA e quella Oxfam

NTA cambia l’approccio fin qui seguito esuggerisce di tassare 7.800 individui molto facoltosi in tre categorie: con l’1,5% i patrimoni fino a 22 miliardi di scellini; del 3% quelli fino a 100 milioni di scellini; del 5% i patrimoni oltre 100 milioni. In questa maniera si ricaverebbero risorse intorno agli 800 milioni di dollari. In tema di patrimoniale, da registrare anche il progetto di Oxfam, che ne propone una più progressiva: 2% per i patrimoni oltre i 5 milioni di scellini, 3% oltre i 50 milioni, 5% oltre il miliardo, con una ‘resa’, in questo caso che, con pochi ulteriori correttivi, potrebbe arrivare a 125 miliardi circa.

La tesi sottostante in entrambi i casi è che il Kenya, che ha cercato di aumentare la propria base di entrate tramite le tasse, potrebbe aver in tutti questi anni trascurato un fondo fiscale altamente vantaggioso. La NTA sostiene che il governo dovrebbe ampliare la base imponibile e rafforzare i quadri attuali per la tassazione degli asset finanziari e le tasse sulla proprietà.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

Per chi fa la dichiarazione dei redditi in queste settimane, il 5×1000 rischia di passare inosservato

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