Terzo discorso alla nazione del presidente della Repubblica, William Ruto, davanti a deputati e senatori riuniti in Parlamento. Toni pacati, ricerca del dialogo, orgoglio per le cose fatte, con un focus sul ruolo geopolitico del Kenya nel quadrante orientale dell’Africa. Ed una convinzione.
Secondo Ruto il Paese può fare un salto di qualità, smettere di essere un Paese in via di sviluppo e crescere per davvero, come hanno fatto negli ultimi decenni tanti Paesi del sudest asiatico.
Ruto vuole imitare il sudest asiatico
I soldi per accelerare questa espansione il Kenya non li deve cercare soltanto all’estero. Ma devono provenire dalla ricchezza prodotta internamente. E quindi devono per forza aumentare le entrate fiscali, proseguire le privatizzazioni, deve essere implementata la rendita delle risorse naturali, promosse le attività di fondi infrastrutturali.

Il tutto potendo contare – ha rimarcato Ruto – su un’economia in crescita, un’inflazione sostanzialmente sotto controllo e un valore della moneta stabilizzato.
Come accelerare lo sviluppo? Bisogna far crescere la produzione agricola e alimentare e per far questo sarà essenziale fare aumentare le risorse d’acqua. In questo contesto va intesa la creazione di grandi invasi e dighe (50 grandi, 200 medie e una miriade di micro invasi) per riconquistare all’agricoltura 2,5 milioni di acri delle zone aride.
Le dighe sono un elemento chiave anche del capitolo energia: il Kenya dovrà aggiungere 10.000 megawatt di capacità entro sette anni, puntando – oltre che sull’idroelettrico – anche su geotermia, solare, eolico, nucleare. Altro impegno infrastrutturale importante, quello inerente il raddoppio della percorrenza delle autostrade ed il miglioramento dei tratti stradali standard.
Il discorso ha cercato di contemperare, oltre che un orgoglioso elenco dei propri meriti, anche una qualche apertura alle opposizioni sociali e politiche, in un momento di forte pressione interna ed esterna.
Ruto ha aperto l’intervento ricordando che il mandato costituzionale lo obbliga a riferire annualmente sui progressi nel campo dei valori nazionali, della sicurezza e degli impegni internazionali.

Ruto: il governo deve ascoltare e rispondere
Ha sottolineato che il Kenya si trova in una fase di “trasformazione storica”, con cittadini sempre più consapevoli e partecipi, e ha ribadito che il governo deve “ascoltare e rispondere” alle domande della popolazione.
Il presidente ha riconosciuto le difficoltà degli ultimi mesi, tra cui – in primo piano – le pressioni economiche dovute all’aumento del costo della vita. Ha parlato anche delle critiche sulla sanità pubblica, in particolare sul Social Health Insurance Fund (SHIF).
Rilancio economico
Uno dei punti centrali affrontati dal presidente è stato quello del rilancio economico. Ruto ha dichiarato che il Kenya ha registrato una crescita del PIL superiore alle previsioni regionali, grazie a investimenti in agricoltura, energia e infrastrutture. E ha citato l’espansione del programma Hustler Fund, che ha erogato microcrediti a milioni di cittadini. Ma anche il decollo di tanti progetti di energia rinnovabile, con l’obiettivo di raggiungere il 100% di energia pulita entro il 2030. Infine, ha sottolineato quanto fatto in termini di digitalizzazione dei servizi pubblici, per ridurre la burocrazia e favorire la trasparenza.
Sul fronte fiscale, ha difeso l’aumento delle entrate (e delle tasse) come necessario per finanziare istruzione e sanità, ma ha promesso una revisione delle politiche per alleggerire la pressione sui ceti più vulnerabili.
Sanità e istruzione
Ruto ha affrontato le critiche sul collasso delle strutture sanitarie e sulle difficoltà del SHIF. Ha ammesso “sfide operative” ma ha assicurato che il fondo sarà riformato per garantire copertura universale. Ha annunciato quindi nuovi investimenti in ospedali di contea, digital health records per migliorare la gestione dei pazienti, partnership con il settore privato per ridurre i tempi di attesa.
In tema d’istruzione, ha difeso il Competency-Based Curriculum (CBC), promettendo più risorse per la formazione degli insegnanti e il finanziamento dell’istruzione universitaria, tema molto richiesto dalla società civile.
Lotta alla corruzione
Il presidente – molto contestato in patria su questo argomento, specie dalle opposizioni della società civile – ha ribadito la tolleranza zero verso la corruzione, annunciando il rafforzamento dell’Office of the Auditor-General, nuove leggi sulla trasparenza degli appalti pubblici, la collaborazione con agenzie internazionali per tracciare fondi illeciti.
Ha difeso la scelta di formare un governo di coalizione inclusivo, con membri dell’opposizione, come strumento per promuovere unità nazionale e ridurre il tribalismo, pur riconoscendo le critiche di chi lo accusa di cooptazione politica
Sicurezza e diritti umani
Sul tema sicurezza, Ruto ha promesso di indagare sulle accuse di rapimenti e violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell’ordine. Ha annunciato così la creazione di un comitato indipendente di monitoraggio, la riforma della polizia, campagne di sensibilizzazione sui diritti civili.
Ha anche affrontato le polemiche sull’export di lavoratrici domestiche verso Paesi del Golfo, difendendo gli accordi bilaterali come opportunità economica, ma promettendo maggiori tutele e formazione per le donne coinvolte.
La politica diplomatica multulaterale
Ruto ha rivendicato il ruolo del Kenya come hub regionale di stabilità e innovazione, citando la leadership nelle missioni di pace in Africa, gli accordi commerciali con UE, USA e Cina, l’impegno nella lotta al cambiamento climatico, con un modello Kenya vincente.
Ha sottolineato che il Paese è pronto a ospitare il prossimo Summit Africano sull’Energia Pulita, ribadendo la visione di un Kenya protagonista nello sviluppo sostenibile.
Il presidente ha chiuso con un appello all’unità: “Il futuro del Kenya dipende dalla collaborazione di tutti: governo, opposizione, società civile e cittadini”. Ha invitato i parlamentari a sostenere le riforme e ha promesso di continuare a “rendere conto” delle azioni del governo.









