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Ministro del Tesoro Kenya: istruzione gratis insostenibile

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Il ministro del Tesoro del Kenya, John Mbadi, ha recentemente dichiarato che l’istruzione gratuita, così come attualmente strutturata, non è sostenibile nel lungo periodo. Questa affermazione arriva nel contesto dell’analisi del bilancio 2025/2026, che ha visto tagli significativi a programmi cruciali come il programma di alimentazione scolastica e il piano di sostegno agli studenti universitari.

John Mbadi ai media: sistema insostenibile

Nonostante le preoccupazioni, Mbadi ha cercato di rassicurare l’opinione pubblica affermando che tutti gli studenti sosterranno comunque gratuitamente gli esami nazionali nel 2025, nonostante i segnali iniziali del bilancio suggerissero il contrario. Il Tesoro invece di finanziare ogni studente della scuola secondaria al livello consigliato di spesa di 22.224 scellini kenioti, ha previsto in bilancio 16.900 scellini per studente.

Kenya e istruzione, fase delicata di cambiamento: con poche risorse

Questa situazione ha generato un acceso dibattito in Kenya, con molti parlamentari preoccupati per le ripercussioni sociali e politiche di questi tagli, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Una scuola di Alice for Children

Mbadi ha proposto alcune misure alternative per rendere più sostenibile il sistema di istruzione gratuita, in particolare per quanto riguarda i costi degli esami nazionali.

Un nuovo modello, non per tutti gratis

Il ministro ha annunciato che in futuro il governo adotterà un modello differenziato, in cui solo gli studenti provenienti da famiglie vulnerabili continueranno a beneficiare dell’esenzione totale dalle tasse d’esame. Gli altri studenti, soprattutto quelli provenienti da famiglie benestanti o che frequentano scuole private, dovranno contribuire al pagamento delle tasse.

John Mbadi giura per il governo Ruto

 Il Ministero dell’Istruzione è stato incaricato di sviluppare una struttura più economica per la gestione degli esami, al fine di ridurre la spesa pubblica e reindirizzare fondi verso settori più critici. Sarà istituito un processo di selezione per identificare gli studenti che realmente necessitano del sostegno statale, evitando che famiglie benestanti beneficino di sussidi pensati per i più poveri. Le reazioni alle proposte del ministro John Mbadi sull’istruzione gratuita in Kenya sono state intense e contrastanti, sia a livello politico che sociale.

Bambini di Alice for Children

Parlamentari dell’opposizione hanno accusato il governo di tradire la promessa costituzionale di garantire l’istruzione gratuita e obbligatoria. Alcuni membri del Parlamento hanno chiesto trasparenza sui costi reali degli esami e sulle spese del Ministero dell’Istruzione, sospettando sprechi o cattiva gestione. Genitori e insegnanti hanno protestato contro la possibilità di dover pagare per gli esami, temendo che ciò possa portare a un aumento dell’abbandono scolastico, soprattutto nelle aree rurali e tra le famiglie più povere.

Il percorso From Slum To Job di Alice for Children

E’ in questo contesto complicato che Alice for Children opera da 20 anni a sostegno del diritto alla scuola e ad una vita accettabile dei bambini del Kenya. Di quelli, più in particolare, che vivono ai margini della grande discarica di Dandora, accanto alla capitale Nairobi, e in piena savana, a Rombo.

L’istruzione per questi bambini non è mai gratis. Si parte da condizioni limite, da ostacoli e condizioni di base così estreme da rendere complicato perfino il recarsi a scuola.

Un impegno speciale se possibile, oltre che alle famiglie più povere, Alice for Children prova a metterlo nell’aiuto alle bambine e poi alle ragazze, che fanno una partita esistenziale ancora più svantaggiata. L’idea poi – dichiarata nel nostro motto – è quella di accompagnare i ragazzi e le ragazze, alla fine, anche nel momento critico dell’ingresso nel mondo del lavoro.

La costruzione della Digital Academy procede spedita

Il sistema dell’istruzione keniota, inoltre, ha in questo ultimo anno dovuto affrontare – oltre che le difficoltà derivanti dalla mancanza di fondi governativi ‘universali’ – anche i problemi inerenti la riforma dell’istituto, con un nuovo disegno di scuole primarie e secondarie e, infine, università.

E’ stato confortante, per Alice for Children verificare come le iniziative di specializzazione degli studi intraprese dalla nostra onlus, con il lancio della Digital School e di AIFA (la nostra scuola di cucina italiana), alla fine contribuiscano a rendere più facile ai nostri bambini e alle nostre bambine il raggiungimento del traguardo di una formazione scolastica efficace, oltre che completa.

Nei prossimi mesi, in particolare, il nostro focus sarà il lancio della implementazione post liceo della Digital School, destinata a formare studenti che poi potranno scegliere di frequentare una Digital Academy. Il digitale, la cucina italiana, una buona formazione, un ambiente più sicuro, assistenza su cibo e salute, lo sport tra le attività extracurricolari sono solo alcuni degli elementi di un impegno volto a cambiare davvero in meglio la vita di questi ragazzi.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

Per chi fa la dichiarazione dei redditi in queste settimane, il 5×1000 rischia di passare inosservato

CF ALICE FOR CHILDREN
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