Rombo e il Kilimanjaro come prima tappa. E’ entrato nel pieno del suo svolgimento il primo viaggio in Kenya del 2025 effettuato dai membri dello staff di Milano di Alice for Children.
Come è consuetudine, la ricognizione è fatta per monitorare le strutture e portare avanti i progetti. In pista ci sono la direttrice Valentina Cislacchi, la responsabile del SAD, Francesca Galliulo e il vice-coordinatore sul campo Francesco Barabino.

Il team si è concentrato, nei giorni iniziali, sul progetto Alice for Kilimanjaro. Si trova nell’area rurale di Rombo, vicino al confine con la Tanzania, dove risiede una folta comunità Maasai.

Racconta Francesco: “La prima visita che abbiamo effettuato è stata alla Colin Davies Secondary School, dove sosteniamo a distanza sette studenti (sei ragazze e un ragazzo), che frequentano inoltre – collegandosi a distanza – le lezioni di Alice Digital School. Abbiamo interloquito con gli studenti, l’insegnante e il preside della scuola, in modo da essere sempre tutti allineati sugli sviluppi futuri del progetto e sugli obiettivi da perseguire”.

Secondo step, la visita ad una scuola dedicata a studenti con speciali esigenze educative e che si trovano in condizioni psicologiche e fisiche particolarmente delicate.
“Qui – continua Valentina – abbiamo potuto apprezzare i progressi fatti da un bambino da noi sostenuto che ha iniziato a frequentarla e che adesso ha un luogo sicuro in cui crescere ed essere seguito”.
La primaria per i Maasai
Terzo step, la visita nella Nasipa Primary School, la scuola primaria che serve la comunità Maasai circostante e in cui Alice for Children sviluppa il progetto Alice for Kilimanjaro. Francesco, Francesca e Valentina spiegano: “Abbiamo fatto la consueta verifica di inizio anno, per monitorare il ritorno a scuola degli studenti, la frequenza nelle classi, le condizioni delle infrastrutture e del progetto in generale. Momento chiave, molto importante, inoltre, abbiamo inoltre consegnato a bambine e bambini sostenuti a distanza le lettere e i regali da parte dei loro sostenitori”.

La ricognizione è divenuta completa solo dopo un ulteriore impegno. “Nella zona di aperta campagna che si trova intorno alla scuola primaria – racconta lo staff – abbiamo effettuato delle visite domiciliari per verificare le situazioni familiari più critiche e capire quali sono gli studenti per i quali il sostegno a distanza è più necessario”.
Nei prossimi giorni, dopo il ritorno a Nairobi, sono previste le visite a Grapes Yard – una delle scuole principali vicino Korogocho – e poi a Maranatha, sempre nello stesso slum.









