The Great Wealth Transfer, così viene battezzato il fenomeno. Negli ultimi anni, Stati Uniti, Regno Unito e Italia (ma anche tanti altri Paesi occidentali) si trovano alle soglie di una trasformazione epocale: il più grande trasferimento di ricchezza mai registrato.
La generazione dei Baby Boomers, oggi tra i 60 e gli 80 anni, detiene una porzione enorme del patrimonio accumulato negli ultimi decenni, frutto di crescita economica, mercati finanziari favorevoli, aumento del valore degli immobili e trasformazioni sociali che hanno favorito l’accumulazione di capitale privato. Questa immensa ricchezza sta ora iniziando a fluire verso le generazioni più giovani, con implicazioni economiche, sociali e culturali di enorme portata.
Il Great Wealth Transfer negli Stati Uniti e nel Regno Unito
Negli Stati Uniti il fenomeno è già ampiamente avviato e viene definito con un’espressione ormai standard: The Great Wealth Transfer. Tra il 2025 e il 2048 si prevede che oltre 120 trilioni di dollari passeranno di mano, principalmente dai Baby Boomers e dalla Silent Generation verso eredi, beneficiari e organizzazioni filantropiche. Si tratta di una cifra imponente, che non ha precedenti nella storia economica del Paese. I soli Baby Boomers detengono circa metà dell’intera ricchezza nazionale, con un patrimonio che supera gli 80 trilioni di dollari.
Un cambiamento sociale
Questo trasferimento non rappresenta soltanto un passaggio contabile: avrà conseguenze profonde sui mercati e sulla società. Da un lato, gli eredi appartengono a generazioni caratterizzate da valori, priorità e comportamenti finanziari diversi. Millennials e Gen Z investono con maggiore sensibilità verso sostenibilità, impatto sociale, tecnologia e diversificazione internazionale. Dall’altro lato, una quota crescente di famiglie comincia a includere nel proprio piano patrimoniale strumenti filantropici strutturati, come testamenti solidali, fondazioni familiari o donazioni pianificate.
Tra gli anglosassoni
La filantropia, negli Stati Uniti e nel Regno Unito – società a bassa intensità di welfare statale e con network sociali e familiari di una trama diversa da quelli italiani – non è un’appendice marginale, ma un vettore strategico utilizzato da molte famiglie benestanti per consolidare un’eredità valoriale oltre che economica.
Tuttavia, il fenomeno non è privo di complessità, con implicazioni anche psicologiche e emotive rilevanti. Molti ricchi e ‘ultra-ricchi’ dichiarano di sentirsi sopraffatti dalle responsabilità che accompagnano le scelte da fare nel trasferire ai posteri un patrimonio consistente. Ansia, senso di colpa, pressione e insicurezza sono sentimenti frequenti anche tra chi si prepara a ricevere somme importanti. Anche questo aspetto costringe le famiglie più organizzate a introdurre percorsi educativi, advisory specializzati e strumenti di governance per accompagnare ‘professionalmente’ chi lascia i beni e le generazioni più giovani nella gestione dei cespiti ricevuti.
Il trasferimento di ricchezza in Italia: un fenomeno diverso ma altrettanto imponente
Se negli Stati Uniti il Great Wealth Transfer è già entrato nel lessico comune, in Italia il tema inizia ad emergere solo ora con forza. Eppure, le dimensioni del fenomeno sono impressionanti.
L’Italia è infatti uno dei Paesi più “ricchi” al mondo in termini di patrimonio privato, ma anche uno dei più anziani. Il 75% della ricchezza è detenuto da persone con più di 50 anni, e quasi la metà dagli over 65. Questa concentrazione senza precedenti è destinata a generare, nei prossimi due o tre decenni, il più grande passaggio ereditario della storia nazionale.
Le stime variano, ma tutte convergono sulla portata eccezionale del fenomeno: nei prossimi trent’anni verranno trasferiti almeno 2.300 miliardi di euro; altre proiezioni parlano di oltre 3.200 miliardi entro il 2048, e alcuni studi indicano un potenziale massimo che supera i 6.000 miliardi di euro. In ogni caso, si tratterà di un evento capace di ridisegnare il tessuto economico del Paese.
Una delle ragioni che rende questo fenomeno particolarmente rilevante è la struttura stessa del patrimonio italiano. La ricchezza è fortemente concentrata negli immobili, molto più che negli Stati Uniti o nel Regno Unito.
A ciò si aggiunge un quadro fiscale estremamente favorevole: l’imposta di successione italiana è tra le più basse d’Europa, con ampie franchigie e aliquote lievi, che permettono il trasferimento di grandi quantità di ricchezza senza particolari oneri fiscali. Questo ha portato molte famiglie ad anticipare le donazioni, soprattutto immobiliari, con l’obiettivo di semplificare il futuro passaggio ereditario.
Un altro elemento cruciale riguarda la demografia. L’Italia ha pochi eredi per molto patrimonio. L’invecchiamento della popolazione e la riduzione dei nuclei familiari fanno sì che un numero relativamente ristretto di figli erediti patrimoni molto ingenti. Questa concentrazione implica sia opportunità sia rischi: da un lato la possibilità di ripensare gli investimenti e la destinazione dei beni, dall’altro il rischio di bloccare liquidità o immobilizzare capitali in case e proprietà difficilmente gestibili.

Il ruolo crescente della filantropia nel passaggio generazionale
In questo scenario, sia negli Stati Uniti e Regno Unito sia in Italia, sta crescendo l’attenzione verso la filantropia come possibile destinazione di una parte significativa di una quota dei patrimoni. Negli USA si tratta di una pratica consolidata; in Italia, invece, è un fenomeno emergente, trainato soprattutto da due fattori: l’aumento del patrimonio gestito da donne – tradizionalmente più sensibili ai temi valoriali – e l’allineamento ai modelli europei più maturi.
Fondazioni familiari, trust filantropici, lasciti testamentari e donazioni strutturate stanno lentamente entrando nelle strategie delle famiglie italiane, non solo come gesto altruistico, ma come strumento di pianificazione, continuità e identità familiare.

Una trasformazione irreversibile
Il Great Wealth Transfer non è solo una transizione economica, ma un punto di svolta culturale. Ridefinirà il rapporto tra generazioni, il modo in cui le famiglie pianificano il proprio futuro, il ruolo della filantropia e la destinazione del capitale privato. Governarlo consapevolmente sarà fondamentale per trasformarlo non solo in un’eredità finanziaria, ma in un’opportunità di progresso sociale e di rinnovamento economico.









