Grande fermento e festa nel Menstrual Hygiene Day e grande partecipazione dei ragazzi delle nostre scuole, il 28 di maggio. Il viaggio in Kenya dei nostri genitori a distanza è iniziato così (sono atterrati a Nairobi il 27) in un momento topico.
Alla prima vera giornata di permanenza ci sono stati infatti, contemporaneamente, i cortei delle classi Claires e Grapesyard (loro hanno assistito solo a quello della nostra scuola di Dandora).
Paertecipazione collettiva

Le foto, scattate dai “nostri” colleghi dello staff – Sara, Chiara e Cornelius – senza bisogno di alcun commento. Raccontano volti, cartelli, passi, emozioni. Spiegano meglio di qualunque discorso quanto sia sentito il tema.
Raccontano una partecipazione che non nasce da una ricorrenza routinaria e formale da celebrare, ma da un’urgenza quotidiana da riconoscere. Perché qui, nelle scuole di Alice for Children, il Menstrual Hygiene Day non è solo una giornata di sensibilizzazione.
Una sensibilità forte e diffusa

È un momento in cui le ragazze prendono parola sul proprio corpo, sulla propria dignità, sul diritto di andare a scuola senza paura, senza vergogna, senza interruzioni.

Negli slum di Dandora e Korogocho, alla periferia di Nairobi, e nella savana Maasai di Rombo, essere bambina significa spesso crescere dentro una serie di ostacoli invisibili agli occhi di chi non li vive: la distanza dalla scuola, la mancanza di servizi igienici adeguati, la precarietà economica, il peso del lavoro domestico, la paura di muoversi da sole, il silenzio che ancora circonda il corpo femminile.
Barriere
Il ciclo mestruale, in questo contesto, può diventare una barriera concreta. Quando una ragazza non ha accesso agli assorbenti, quando non trova un bagno pulito e sicuro, quando nessuno le ha spiegato cosa sta succedendo al suo corpo, la scuola può trasformarsi da luogo di possibilità a luogo di disagio. E così si resta a casa. Un giorno, poi due, poi cinque. Mese dopo mese, l’assenza diventa ritardo, il ritardo diventa distanza, la distanza rischia di diventare abbandono.

Le cose stanno cambiando
Ma le immagini di questi giorni ci raccontano anche altro. Ci raccontano che qualcosa può cambiare quando una comunità intera decide di non considerare più le mestruazioni un tabù. Quando i ragazzi partecipano, ascoltano, camminano accanto alle compagne. Quando gli insegnanti accompagnano il percorso. Quando la scuola diventa uno spazio in cui parlare di salute, diritti, rispetto, protezione.
Le bambine degli slum di Nairobi non sono fragili. Sono forti, lucidissime, piene di talento e di desiderio. Ma la forza, da sola, non basta. Servono opportunità reali, spazi sicuri, educazione, counselling, dignity pack, sport, leadership femminile, presenza quotidiana.
Ed è questo che proviamo a costruire ogni giorno nelle scuole di Alice for Children: non un aiuto episodico, ma un percorso. Un ambiente in cui una bambina possa sentirsi protetta, rispettata, libera di imparare e di crescere.

Il Menstrual Hygiene Day ci ricorda che la dignità passa anche da qui, da poche cose ‘semplici’: da un bagno sicuro, da un assorbente disponibile, da una parola detta senza vergogna, da una scuola che non lascia indietro nessuna ragazza. Dalle strade di Korogocho e Dandora, in questi giorni, è arrivato un messaggio semplice e potentissimo: il futuro delle bambine comincia quando smettiamo di considerare normale ciò che le esclude.









