I genitori a distanza in visita ai progetti di Alice for Children in Kenya hanno vissuto, questa volta, nel viaggio a cavallo tra maggio e giugno, una vera e propria full immersion. Il gruppo, composto da nove persone, è arrivato a Nairobi il 27 maggio e quasi tutti i partecipanti sono ripartiti – al netto di qualche scelta diversa e di qualche piccolo contrattempo – la domenica della settimana successiva.

Ad accompagnarli sono state le nostre Chiara Sabeddu, coordinatrice del programma di sostegno a distanza in Italia, e Sara Concas, coordinatrice del programma volontariato e del sostegno a distanza in Kenya. Insieme hanno attraversato giornate intense, scandite da un’agenda ricca di incontri, visite e momenti di condivisione.
Gli ultimi giorni del viaggio
Molto belli anche gli ultimissimi giorni del viaggio. I nostri amici hanno visitato prima l’ospedale Neema, con cui siamo legati da una partnership ormai consolidata. Neema è il punto di riferimento del nostro sistema di assistenza sanitaria, che oggi può contare anche sulla presenza di personale specializzato direttamente all’interno delle scuole.

Per noi la salute delle bambine, dei bambini e dei ragazzi non è un tema secondario: è una condizione essenziale per garantire davvero inclusione, continuità scolastica e pari opportunità. Nessun percorso educativo può essere pienamente efficace se non parte dal benessere fisico, psicologico e sociale di chi lo vive ogni giorno.

La tappa successiva è stata a Korogocho, da Tuinuke na Tuendelee Mbele, un self-help group nato dall’idea di Rosemary insieme a un gruppo di madri e donne che vivono in condizioni di grande vulnerabilità.
Tappa da Tuinuke
Rosemary è riuscita a creare uno spazio sicuro in cui le donne possono incontrarsi, ascoltarsi, rafforzarsi e acquisire strumenti concreti per costruire autonomia, fiducia e nuove opportunità. Tuinuke produce e vende accessori e oggetti artigianali realizzati dalle donne coinvolte nel progetto: borse, pochette, piccoli prodotti tessili, articoli regalo e creazioni fatte a mano.

Ogni prodotto è anche uno strumento di autonomia: permette alle donne di imparare un mestiere, generare un reddito e rafforzare la propria indipendenza economica. Con Alice for Children il legame è nato in modo naturale, prima come amicizia e poi come partnership concreta, perché alla base c’è la stessa visione: accompagnare le persone senza sostituirsi a loro, valorizzare i talenti, generare autonomia e dignità.
La sintonia è fatta di fiducia, ascolto e valori condivisi. Insieme, Tuinuke e Alice for Children credono in un cambiamento che parte dalle comunità e cresce attraverso le relazioni.

Queste tappe hanno completato una ricognizione profonda nei nostri progetti e nelle scuole, fatta di momenti – come raccontato nel primo report di viaggio – di grande intensità: la visita alla discarica di Dandora, i passaggi al Baby Care, alle scuole di Claires, Wangu, Maranatha e Grapesyard, le celebrazioni del Menstrual Hygiene Day del 28 maggio.
Il ricordo più intenso
E poi i pranzi, le cene, i giochi, la grande festa dei compleanni del mese e, soprattutto, la giornata emotivamente fortissima degli incontri con le bambine, i bambini sostenuti e le loro famiglie. Momenti che permettono di dare un volto, una voce e una storia concreta al sostegno a distanza. Momenti che fanno capire, più di qualsiasi spiegazione, quanto una scelta di solidarietà possa entrare nella vita reale di una famiglia.

«Lo staff italiano e keniota merita una menzione speciale: definirlo eccellente sarebbe quasi riduttivo. Tutti si sono dimostrati sempre disponibili, pronti ad aiutare, a rispondere alle nostre domande e a supportarci in ogni esigenza. Non mi sarei mai aspettata di trovare un ambiente così accogliente, pieno di sorrisi e di persone capaci di farti sentire a casa nonostante la distanza», ha scritto uno dei genitori al rientro.
Parole che raccontano bene il senso di questo viaggio. La consapevolezza, ancora più forte, anche per noi, di quanto sia importante il lavoro che portiamo avanti ogni giorno. E di quanto sia prezioso l’aiuto dei genitori a distanza.

Perché garantire salute, scuola e protezione significa costruire, giorno dopo giorno, le condizioni perché bambine, bambini e ragazzi possano crescere, imparare e immaginare il proprio futuro con più forza, autonomia e dignità.









