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Mamme Maasai a Utawala: “Ora vediamo le cose diversamente…”

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… È una delle frasi più importanti che ci hanno scritto alcune mamme Maasai di Rombo, in ricognizione all’Alice Village, in visita ai loro ragazzi e ragazze. E’ contenuta in una bellissima e per noi inaspettata lettera di ringraziamento.

Mamme Maasai ad Alice Village

In pullman con ‘Teacher’ John

Un gruppo di loro in pullman, assieme a ‘Teacher John’ – nostro riferimento a Nasipa – la settimana scorsa è andato a Utawala per verificare da vicino la condizione dei loro figli ‘in trasferta’. Si tratta di ragazzi e di ragazze che seguivamo a partire dalla loro formazione, nel cuore della savana, nell’area di Rombo per elementari e medie. E che ora sono con noi nella capitale per fare il liceo, ma anche i corsi di specializzazione della digital school e del versante food and beverage, propedeutici alle nostre due accademie, AIFA e ADA.  

Più di una visita

Per molte mamme non è stata soltanto una visita. Ma la possibilità di verificare dal vivo e capire davvero che cosa succede quando un ragazzo lascia il villaggio, entra in una scuola lontana da casa, cresce, studia, impara a usare un computer, scopre nuove possibilità.

Si sono convinte così della necessità di questa esperienza ‘on board’, di pieno coinvolgimento nelle dinamiche scolastiche. Hanno inteso meglio che l’educazione dei loro figli non riguarda solo un banco, un quaderno o una divisa. Capito cose che forse allargano le loro prospettive e quelle della loro comunità.

Hanno visto dove vivono i loro ragazzi, come vengono accompagnati nello studio, come vengono seguiti nella vita quotidiana. Hanno visto i liceali impegnarsi nei nostri percorsi di formazione digitale e di food & beverage, come stanno costruendo competenze, autonomia, fiducia.

Cara Alice ti scrivo

Alla fine della visita – dunque, come detto in apertura – ci hanno scritto una lettera molto intensa. Parlano di gioia, emozione, tranquillità. Dicono di aver trovato i propri figli curati, incoraggiati, sostenuti. Raccontano di essere tornate a casa con uno sguardo diverso e con il desiderio di portare anche agli altri genitori ciò che hanno visto: l’importanza dell’educazione, della continuità, della fiducia. Per noi queste parole contano moltissimo.

Non perché raccontino qualcosa di “eccezionale” su Alice for Children. Ma perché ci ricordano il senso più profondo del nostro lavoro: creare ponti. Tra la savana e Nairobi. Tra una scuola primaria e secondaria, tra un’accademia professionale e poi il mondo del lavoro. Tra una famiglia ancorata ad una cultura antica e un futuro diverso, collocato senza nostalgie nella contemporaneità.

Educare un bambino o una bambina non significa mai sostituirsi alla sua famiglia. Significa camminare accanto. Significa costruire alleanze. Significa fare in modo che un genitore possa guardare il proprio figlio e pensare: sta crescendo, è al sicuro, ha una strada davanti, devo fare la mia parte.

Ed è forse questo il regalo più grande di questa visita. La conferma di una fiducia essenziale. Il percorso funziona quando tutti sono coinvolti e nessuno resta fuori: né i ragazzi, né le famiglie, né la comunità da cui tutto è partito.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

Per chi fa la dichiarazione dei redditi in queste settimane, il 5×1000 rischia di passare inosservato

CF ALICE FOR CHILDREN
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