Cerca
Alice for Children / MyAlice news / Mondiali e Africa. Belle storie e quella esemplare del Congo

Mondiali e Africa. Belle storie e quella esemplare del Congo

Indice

Ai Mondiali americani l’Africa non è più una comparsa esotica, una promessa di cui raccontare le gesta con simpatia prima dell’inevitabile uscita di scena. È una presenza forte, tecnica, fisica, organizzata. Ieri, 30 giugno, una Costa d’Avorio orgogliosa e competitiva si è fermata ai sedicesimi di finale contro la Norvegia di Erling Haaland

Una sconfitta per 2-1, arrivata dopo una partita vera, combattuta, in cui gli ivoriani sono rimasti dentro il match fino alla fine. Non una favola interrotta, dunque, ma il segno di una nazionale ormai stabilmente all’altezza del calcio globale.

Congo e Senegal

Stasera, 1 luglio, tocca ad altre due storie africane provare a spingersi più avanti. La Repubblica Democratica del Congo sfida l’Inghilterra, in una partita dal peso simbolico enorme. Da una parte una delle grandi potenze storiche del calcio europeo, dall’altra una nazionale che porta con sé talento, diaspora, memoria e contraddizioni. Poco dopo, il Senegal affronta il Belgio: altra sfida che racconta bene il nuovo equilibrio del pallone mondiale, perché ormai le gerarchie non sono più immobili e l’Africa non arriva più ai grandi tornei solo per “fare esperienza”.

Nelle prossime giornate toccherà poi ad Algeria, Capo Verde, Egitto, Marocco e Ghana provare a conquistare la qualificazione agli ottavi. Nove su dieci – comunque sia – hanno superato il primo turno. E non è stato un miracolo, anche se nell’aneddotica di questo torneo ha conquistato spazio anche un mitico stregone ghanese. È un dato sportivo, ma anche culturale.

Il continente africano è diventato una potenza calcistica non solo per la crescita dei campionati, delle accademie e delle federazioni, ma anche grazie a una generazione di giocatori nati lontano dai confini dei Paesi dei genitori e che hanno scelto comunque di rappresentarne la bandiera. È una geografia nuova dell’appartenenza: ragazzi cresciuti in Europa, formati nei vivai più competitivi del mondo, che riportano in campo una storia familiare, affettiva, identitaria.

Mondiali americani ecco alcuni dei protagonisti africani

E poi ci sono i fortissimi giocatori di origini africane recenti che vestono le maglie delle nazionali più ricche e vincenti. Anche questo fa parte del quadro: il calcio europeo è pieno di Africa, nelle gambe, nei cognomi, nelle storie di migrazione, nei quartieri da cui sono partiti tanti campioni. Per questo il Mondiale americano sembra raccontare qualcosa che va oltre i risultati: l’Africa non è più periferia del calcio, è uno dei suoi centri vitali.

Ma dentro questa potenza ci sono anche contraddizioni profonde. E forse la situazione della Repubblica Democratica del Congo è la più epifanica. Il presidente Félix Tshisekedi è stato inquadrato in America, presente ai match, mentre sullo sfondo resta il rapporto con Donald Trump, che ha sponsorizzato una pace fragile nell’area del Lago Kivu, legandola anche alla partita strategica delle terre rare e dei minerali congolesi. Un accordo presentato come stabilizzazione, ma che molti osservano anche come un nuovo capitolo della lunga storia di sfruttamento delle ricchezze congolesi.

Donald Trump e Félix Tshisekedi

Nel frattempo, la RDC continua a convivere con una guerra strisciante nell’Est, con l’emergenza Ebola, con un’opposizione osteggiata e con segnali democratici preoccupanti: al leader Delly Sesanga sarebbe stato impedito di lasciare il Paese anche per motivi di salute, mentre il presidente guarda a una modifica costituzionale che potrebbe consentirgli di restare in gioco oltre i limiti attuali. Così il calcio diventa vetrina e specchio insieme: mostra l’orgoglio di un popolo, ma anche le sue ferite.

CONCAF 2027

Sullo sfondo, intanto, c’è già la Coppa d’Africa 2027, organizzata da Uganda, Kenya e Tanzania. Sarà un’occasione enorme per l’Africa orientale. Ma la concorrenza virtuale degli stadi americani, climatizzati, perfetti, ipertecnologici, sarà tremenda: per rispondere non basteranno gli impianti. Servirà raccontare un calcio vivo, popolare, pieno di identità. Quello che, in fondo, questi Mondiali stanno già mostrando.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

Per chi fa la dichiarazione dei redditi in queste settimane, il 5×1000 rischia di passare inosservato

CF ALICE FOR CHILDREN
97452480151

Richiedi la tua guida sui lasciti

Leggi l'informativa Privacy