Kenya 2022: i programmi elettorali e le questioni più dibattute

Il prossimo 9 agosto si terranno le nuove elezioni politiche keniane. Le elezioni politiche potranno ridisegnare lo scenario del paese in cui operiamo da più di 15 anni e proprio per questo sono di così particolare importanza per il nostro lavoro e per i bambini che ogni giorno assistiamo.

Abbiamo già dedicato un lungo articolo alla storia politica del Kenya, ma abbiamo anche descritto a fondo i due principali candidati alle elezioni.
Oggi vogliamo parlare dei programmi che le varie coalizioni presentano e quali sono le questioni principali su cui si giocheranno le elezioni.

I programmi elettorali

Una premessa è necessaria. Quando si parla di politica africana bisogna sempre ricordare come la democrazia di gran parte dei paesi non sia particolarmente matura. Anche il dibattito democratico ed elettorale non si concentra quindi molto sulle tematiche concrete che interessano i cittadini e vede sempre gli stessi protagonisti che si presentano alle elezioni in diverse forme e con diverse alleanze.

L’appartenenza etnica costituisce un aspetto spesso molto più importante dei programmi stessi per definire una scelta di voto.

Il capo della coalizione ODM (Orange Democratic Movement) Raila Odinga, supportato dal presidente uscente Kenyatta, ha riassunto in un comizio elettorale tenuto nella Bondo Siaya County le principali tematiche su cui si giocheranno le elezioni:
“Ci sono quattro nemici contro cui i kenioti stanno combattendo: una sanità inefficiente, ignoranza, povertà e corruzione. E io do la mia parola che lotterò duramente contro questi quattro nemici del Kenya. Introdurremo l’istruzione gratuita dalla scuola dell’infanzia all’università.”

La coalizione Kenya Kwanza, capeggiata dall’altro principale candidato alle elezioni William Ruto, ha annunciato un piano di aiuti per I lavoratori informali e sottopagati. Un progetto di circa 420 milioni di dollari statunitensi che promette di aiutare coloro che sono alla base della piramide sociale e che in Kenya corrispondono all’83% della forza lavoro.

Ruto ha anche chiuso alla ristrutturazione del debito, promessa invece da Odinga, e ha annunciato che da presidente renderà pubblici i contratti di cooperazione con la Cina, procedendo all’espulsione dei lavoratori cinesi presenti illegalmente nel paese.

Entrambe le coalizioni parlano di riforma agrarie. La proprietà terriera particolarmente iniqua è un tema ancora molto sentito in un paese a vocazione agricola com il Kenya ed è una fonte di disuguaglianze che ha la sua origine nell’era coloniale.

Come visto, le promesse elettorali riguardano per lo più riforme socioeconomiche per combattere la povertà ancora incredibilmente forte nel paese. Più di un terzo degli abitanti del Kenya vive sotto la soglia di povertà, milioni di bambini e bambine non possono andare andare a scuola ma sono costretti a lavorare.

Sempre più persone affollano le baraccopoli di Nairobi, vivendo in condizioni inaccettabili.
Le promesse elettorali rispecchiano questa condizione economica così difficile che vive il paese; condizioni acuita dalla pandemia e dalle restrizioni che il governo ha dovuto imporre per non far collassare un sistema sanitario non attrezzato adeguatamente.

Considerata la natura della politica keniana, l’inefficienza della sua classe dirigente e le logiche tribali che decidono e decideranno le elezioni, possiamo solo sperare che il prossimo governo, sia esso guidato da Ruto o da Odinga, affronti davvero queste tematiche senza lasciarle lettera morta.

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