Elezioni Kenya 2022: il rischio di violenze durante le elezioni

Continua il nostro viaggio all’interno del mondo politico keniano. Il prossimo 9 di agosto si terranno le elezioni che determineranno il prossimo presidente del paese. Elezioni molto importanti che portano con sé numerose polemiche.

Nel corso degli ultimi giorni abbiamo parlato della storia politica del Kenya, abbiamo visto chi sono i principali candidati e quali sono le proposte principali che apportano al dibattito politico.

Oggi vogliamo parlare di una tematica meno conosciuta ma molto importante quando si parla di politica keniana e africana in generale: il rischio di violenze durante le votazioni.

Il rischio di violenze durante le elezioni

Il Kenya non è nuovo a episodi di violenza durante gli appuntamenti elettorali. Le violenze accadute durante le elezioni del 2007 sono state talmente gravi da provare un migliaia di morti e una crisi politica che si è risolta soltanto con un governo di coalizione e con una riforma costituzionale.

Storicamente l’affluenza alle urne del popolo keniano è molto alta. Nelle ultime elezioni generali, datate 2017, il 78% dei votanti registrati si è effettivamente presentato alle urne. Nel 2013, il dato era dell’86%. Tuttavia, buona parte della popolazione non ha effettiva fiducia nei processi democratici del paese, aumentando il rischio di scontri tra la popolazione.

Un fallito tentativo di ribaltare la costituzione con una riforma di un anno fa illustra molto bene la difficoltà di conciliare lo stato di diritto con le dinamiche tribali della politica keniana. L’attuale patto politico tra il presidente Kenyatta e il candidato presidenziale Odinga contro il deputato William Ruto ben rappresenta questa divisione di natura tribale.

Durante la campagna elettorale, un linguaggio sempre più aggressivo ha cominciato a comparire nel dibattito politico, con forti connotazioni patriarcali che rendono più difficoltoso l’impegno politico delle donne nel paese.

È molto difficile che si verifichino di nuovo delle violenze comparabili a quelle viste nel 2007, sia per intensità che per diffusione all’interno del paese.
Tuttavia, il rischio che in determinate zone del paese esse si verifichino è molto alto.
È uno dei motivi che hanno spinto il governo a chiudere le scuole durante la settimana elettorale e il motivo per cui abbiamo deciso di non far partire nessun volontario nel mese di agosto.

Il momento delle elezioni rappresenta per il Kenya un momento molto delicato. Per questo motivo è compito di tutti gli attori in gioco, dai leader politici alle istituzioni, passando anche per le ONG che lavorano sul territorio, lavorare per l’incolumità di tutti.

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