Cerca
William Ruto
Alice for Children / News / News Africa / Banca Mondiale riduce le stime di crescita del Kenya, nella morsa del debito

Banca Mondiale riduce le stime di crescita del Kenya, nella morsa del debito

Indice

La Banca Mondiale ha abbassato le stime di crescita economica del Kenya per quest’anno al 4,7%, rispetto alla previsione iniziale del 5%. Pesano sulle performance – secondo quanto dice il documento – le inondazioni, le proteste anti-governative e la inevitabile difficoltà per l’attuale governo di coniugare gli sforzi di consolidamento fiscale con la politica sociale.

La situazione è comunque molto migliore di quella di tanti altri Paesi africani. Il Kenya rimane la principale economia dell’East Africa e uno dei più importanti mercati dell’Africa Sub-Sahariana. Negli ultimi anni il Paese è riuscito a stabilizzare il suo tasso di cambio (lo scellino ‘forte’ è una situazione assolutamente inedita), aumentando le riserve della banca centrale e riducendo l’inflazione. Ma è ancora elevato il rischio di una implementazione ‘fatale’ del debito.

Nel 2023, comunque, il Kenya è cresciuto del 5,6%, ed il 4,7% ipotizzato da Banca Mondiale per il 2024 sarà comunque superiore alla media dell’Africa sub-sahariana, pari al 3,0%. Le previsioni governative rimangono più ottimistiche. Nel discorso alla Nazione di poche settimane fa, il presidente William Ruto ha dichiarato di stimare una crescita del prodotto interno lordo (Pil) rispettivamente del 5% nel 2024 e del 5,6% nel 2025.

La stessa Banca Mondiale, del resto, stima come probabile una crescita del 5,1% nel medio termine “se il Governo riuscirà a gestire le sfide fiscali”.

Governo Ruto

Le proteste contro le nuove tasse di giugno, culminate in disordini che hanno provocato tanti morti tra i manifestanti, hanno costretto Ruto ad abbandonare i provvedimenti fiscali, con gli aumenti delle tasse che avrebbero dovuto raccogliere più di 2 miliardi di dollari di entrate aggiuntive.

Le proteste sono arrivate quasi inevitabili dopo che le inondazioni di aprile e maggio avevano reso il contesto sociale sempre più drammaticamente teso.

L’economia del Kenya è cresciuta del 4,6% rispetto a un anno fa nel secondo trimestre del 2024, dopo un aumento del 5% nel trimestre precedente. Le proteste in tutto il paese hanno provocato oltre che violenze nelle principali città anche interruzioni di varie attività. Il settore agricolo, pilastro dell’economia, è cresciuto a un ritmo più lento del 4,8% nel secondo trimestre, rispetto al 6,1% del trimestre precedente. Anche la produzione è aumentata meno in quasi tutte le altre attività (Fonte: Kenya National Bureau of Statistic).

La Banca Mondiale ha esortato il Governo ad affrontare gli “squilibri strutturali” che “ostacolano l’obiettivo del Kenya di una crescita sostenuta e inclusiva che crei posti di lavoro di qualità superiore per la popolazione”. Un richiamo però per molti versi ‘ambiguo’, quindi, al raggiungimento di performance di difficile coesistenza in questa fase.

Un momento delicato

Uno studio sulla situazione del Paese prodotto da Banca Centrale del Kenya (CBK), Kenya National Bureau of Statistics (KNBS) sostiene che quattro famiglie su 5 nel Paese (81,7%) non sono “finanziariamente sane” e faticano a gestire le spese quotidiane e a programmare qualsivoglia investimento per il futuro. L’indebitamento dei cittadini sta diventando un’importante criticità e c’è anche da considerare che un adulto su 10 in Kenya è ancora escluso da qualsiasi tipo d’integrazione nel sistema economico.

Elezioni 2027 nell’agenda politica

Un equilibrato rapporto tra crescita economica e maggiore inclusione sociale rimane la principale sfida che le persone al governo del Paese sono chiamate ad affrontare. L’Italia rappresenta un partner importante del Kenya dal punto di vista economico-commerciale, come dimostrato dalle relazioni bilaterali caratterizzate da un buon livello di interscambio in potenziale crescita.

Per il governo rimane complicato seguire la ricetta della Banca Mondiale. Anche perché alluvioni e disordini sociali rendono più improbabile qualsiasi politica di stretta fiscale. Specie nella prospettiva delle prossime elezioni presidenziali, previste nel 2027. Ruto in questo momento è impegnato a delineare un nuovo quadro delle alleanze con cui rendere probabile la sua rielezione. Dall’altro lato della barricata, le opposizioni stanno cercando di coagulare posizioni e interessi con l’obiettivo di presentare un candidato unitario opposto all’attuale presidente.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

Per chi fa la dichiarazione dei redditi in queste settimane, il 5×1000 rischia di passare inosservato

CF ALICE FOR CHILDREN
97452480151

Richiedi la tua guida sui lasciti

Leggi l'informativa Privacy