Sulla costa del Kenya, la stagione turistica è appena iniziata. Nel periodo che per gli italiani va da Natale all’Epifania, in particolare, il numero delle presenze internazionali nel Paese sale repentinamente. Il meteo prevede ancora qualche pioggia breve, ma le temperature nelle zone della costa raggiungono i 30 gradi.
I turisti, con un numero di italiani che quest’anno dovrebbe sfiorare la soglia record di 5000 mila presenze, si affolla soprattutto in località come Watamu, Lamu, Kilifi, Diani e Malindi.
In questi giorni voli charter e prenotazioni alberghiere hanno toccato livelli senza tanti precedenti recenti. Le destinazioni più popolari includono però ovviamente anche altre destinazioni affascinanti. A partire dal Maasai Mara, il Parco Nazionale di Amboseli, il Parco Nazionale dello Tsavo.

Gli aeroporti principali in Kenya sono l’Aeroporto Internazionale Jomo Kenyatta (NBO) a Nairobi, e poi quelli di Mombasa, di Kisumu ed Eldoret. Quello di Malindi è ideale per i turisti che vogliono godersi le spiagge della costa.
Turismo, tanti nuovi arrivi ma anche repeaters
Il Governo sta puntando con grande convinzione sulla promozione del turismo e le previsioni indicano che il numero di visitatori nel Paese potrebbe superare i 3 milioni già entro il 2025. Il Kenya, dicono le statistiche, ha un altissimo livello di repeaters, di turisti cioè che tendono a ritornare nel Paese dopo averlo scoperto.
Secondo le stime più recenti, il Kenya potrebbe raggiungere presto i 5 milioni di turisti annui in meno dieci anni, se il settore turistico continua a crescere a un ritmo costante. Tuttavia, questo dipenderà da vari fattori come le politiche di marketing, l’infrastruttura, la sicurezza e la competitività globale.
Le sfide
Il settore turistico in Kenya affronta diverse sfide. Molti luoghi turistici, specialmente nelle aree rurali, mancano di infrastrutture adeguate come strade asfaltate, alloggi e servizi igienici. La percezione di insicurezza è una delle principali preoccupazioni. Anche se molte aree sono sicure, episodi di criminalità e disordini possono scoraggiare i visitatori.

Sostenibilità e distribuzione dei benefici
Spesso, i benefici economici del turismo non raggiungono le comunità locali, che possono godere di pochi posti di lavoro aggiuntivi, molta precarietà e pochi profitti rimanenti alle comunità.
E restano in primo piano, in un Paese meraviglioso ma dagli equilibri naturali delicati, i problemi connessi al rispetto dell’ambiente e alla gestione sostenibile, protettiva, delle risorse naturali e culturali.

Il discorso vale per il Maasai Mara, destinazione conosciuta per la Grande Migrazione degli gnu e le opportunità di safari. Per il Parco Nazionale di Amboseli, famoso per le sue vedute mozzafiato del Monte Kilimanjaro e le popolazioni di elefanti, mentre il Parco Nazionale dello Tsavo offre una vasta gamma di fauna selvatica.









