Educazione e IA (Intelligenza Artificiale) sono destinate a convivere molto strettamente nei prossimi anni. La conferma arriva anche dall’agenda della Giornata Mondiale dell’Educazione, indetta dall’Unesco e proclamata dall’ONU nel 2018 e che si celebra come ogni anno il 24 gennaio, non poteva non affrontare un tema che coinvolge anche profondi aspetti etici. Da sempre la ricorrenza è mirata a promuovere l’importanza della formazione e dell’istruzione scolastica. E a sottolineare il ruolo cruciale che essa svolge nello sviluppo individuale e, negli ultimi anni, con un’enfasi particolare sui riflessi dell’educazione sulla tenuta e la sostenibilità dei sistemi sociali e di ogni forma di comunità umana. Stavolta l’Intelligenza Artificiale, con i suoi impattanti riflessi etici, non poteva non essere al centro del dibattito.

Un controllo umano ed etico
Quest’anno il tema stesso della giornata “AI and Education: Preserving Human Agency in a World of Automation”, sottolinea come l’intelligenza artificiale debba sollecitare un ruolo attivo delle coscienze, oltre che delle intelligenze individuali.
C’è da mantenere calda e umana – in sostanza, secondo lo stimolo Unesco – la regia ma anche il senso di ogni relazione e attività, in un contesto sempre di più caratterizzato da automazione e algoritmi. Proprio per l’integrazione delle tecnologie avanzate nei processi educativi, l’accento – si suggerisce – deve rimanere sullo sviluppo delle competenze critiche, della creatività e dell’etica. E questo proprio affinché gli studenti possano utilizzare queste tecnologie in modo consapevole e responsabile, senza dipendere esclusivamente da esse.
Altra dimensione critica di questa innovazione, l’intelligenza artificiale deve integrare, piuttosto che sostituire, gli elementi umani essenziali dell’apprendimento, tra cui la coltivazione delle relazioni personali e l’intelligenza emotiva.
Onu e Unesco in campo
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha messo in luce l’importanza di investire nell’istruzione “per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e creare società più equilibrate e resilienti”. La posta in gioco, ma anche la partita ‘politica’ per tutte le istituzioni rilevanti, è sintetizzabile in almeno tre sfide chiave.

© European Union, 2025
La prima è quella di riconfigurare la formazione nell’epoca della Intelligenza Artificiale ed esplorare nuove possibilità per l’insegnamento, l’apprendimento, l’ambiente scolastico, il curriculum e l’organizzazione educativa.
Il secondo obiettivo da raggiungere, è quello di mettere educatori e studenti nelle condizioni di avere le competenze necessarie per comprendere, valutare e influenzare le tecnologie IA. Aspetto cornice, infine, assicurarsi che l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nell’educazione sia trasparente e responsabile, ampliando le capacità umane, mantenendo la dignità e promuovendo giustizia e sostenibilità.
Un evento di un’intera giornata si terrà presso la sede dell’UNESCO a Parigi e sarà trasmesso in streaming per garantire una maggiore portata e inclusività. Per garantire la massima portata e inclusività, le sessioni plenarie saranno trasmesse in diretta streaming e l’interpretazione sarà fornita in inglese e francese.
Education in Africa
In Africa – in tema education – il problema chiave rimane quello dell’esclusione dall’istruzione: La regione sub-sahariana ha i tassi più alti al mondo di assenze dai banchi di studio. Circa un quinto dei bambini tra i 6 e gli 11 anni non frequenta la scuola, e quasi il 60% dei giovani tra i 15 e i 17 anni non è iscritto. Le ragazze sono particolarmente colpite, con 9 milioni di ragazze tra i 6 e gli 11 anni che non andranno mai a scuola, rispetto a 6 milioni di ragazzi. L’esclusione delle ragazze aumenta con l’età, raggiungendo il 36% tra gli adolescenti.
Molti bambini in Africa non hanno accesso a strutture scolastiche adeguate, come bagni, sedie e lavagne. Inoltre, la mancanza di insegnanti qualificati è un problema significativo, con sette paesi su dieci che affrontano una carenza acuta di insegnanti. L’UNICEF e la Commissione dell’Unione Africana stanno lavorando insieme per trasformare l’istruzione attraverso investimenti in infrastrutture, formazione degli insegnanti e l’uso delle tecnologie digitali.
Africa e intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale potrebbe giocare un ruolo essenziale in Africa, offrendo al continente molte opportunità di sviluppo in vari settori, consentendo un recupero sui versanti in cui il ritardo dai Paesi più sviluppati è marcato. Ad esempio, in agricoltura, potrebbe essere fondamentale per affrontare la carenza d’acqua, sia dovuta al cambiamento climatico che a cause naturali (endemiche della zona), e per gestire le variazioni climatiche sempre più estreme. Inoltre, può aiutare gli agricoltori a identificare le malattie delle piante e a intervenire tempestivamente. Si è stimato che l’IA possa contribuire in maniera decisiva alla crescita del PIL africano già nei prossimi cinque anni. In tema di iniziative su questo versante Kenya, Nigeria e Sudafrica sono tra i paesi africani più all’avanguardia.
La Digital School di Alice for Children
Il sistema educativo keniota è nel pieno di un processo di trasformazione innescato dalla recente riforma voluta dal governo di William Ruto.
Le strutture formative di Alice for Children, che vanno dall’asilo alle scuole speciali, passando per le Primary e le Secondary school, attive in Kenya nei dintorni di Nairobi e delle discariche di Dandora e Kogorocho, ma anche a Rombo, hanno come propria filosofia di base l’idea di accompagnare ragazzi e ragazze keniote in un percorso completo di emancipazione dal bisogno, From slum to job.
In questo contesto, uno degli ultimi tasselli, dopo la scuola di cucina italiana e ospitalità, AIFA, è stata l’introduzione della Digital School nel sistema di education. Questo corso, che si tiene al sabato, implementa la formazione che gli studenti ricevono nel corso della settimana nelle Secondary school. Dotata di un moderno laboratorio, la Digital School attrezza i ragazzi che la frequentano di competenze più adeguate alla domanda contemporanea di professionalità. Coordinata in loco da Francesco Barabino, la Digital School di Alice for Children ha pochi giorni fa avviato il secondo anno di studi, avendo come focus centrale di questa fase la conoscenza dei tool e la capacità di produrre contenuti digitali.


L’IA, ovviamente, fa parte integrante di questo processo di implementazione delle conoscenze digitali dei 73 partecipanti alle lezioni. Vale la pena registrare, inoltre, che il governo keniota ha lanciato la Strategia Nazionale per l’IA del Kenya 2025-2030 per affrontare queste sfide e promuovere l’uso responsabile dell’Intelligenza Artificiale.









