I presidenti africani coinvolti nel raduno dell’UAC organizzato a Nairobi hanno condiviso il piano per “l’Africa che vogliamo”. Tra i punti nodali – mentre sono d’attualità tante emergenze, a partire da quella più recente a Goma, con la tensione sempre più ‘bellica’ tra RDC e Ruanda – l’operatività della Corte di Giustizia Africana, per avere uno strumento forte nella risoluzione dei conflitti fin qui sempre in atto nel continente.
Presieduto da Moussa Faki, coordinato dal presidente ospitante, William Ruto, l’incontro in Kenya ha prodotto l’idea di creare un comitato di cinque Paesi (all’incontro di Nairobi c’erano i rappresentanti di Comore, Etiopia, Guinea Bissau, Ghana) per coordinare i progetti di rafforzamento del ruolo dell’Unione Africana.

Durante il suo intervento all’incontro, Moussa Faki Mahamat, presidente della Commissione, ha sottolineato l’importanza di passare dalle parole ai fatti e di affrontare le molteplici sfide che il continente africano deve affrontare, come il debito, il cambiamento climatico, l’estremismo violento e l’instabilità istituzionale.
Faki ha anche menzionato la necessità di un nuovo partenariato che possa aprire la strada a un mondo più giusto, promuovendo la pace e la prosperità. Ha invitato alla creazione di un nuovo modello di sviluppo per affrontare il problema dell’emigrazione e trasformare le aree di povertà in spazi di prosperità.
Africa risorsa del pianeta
Incisive anche le dichiarazioni di Ruto: “L’Africa sarà il più grande mercato nel 2050 ed ha già oggi 2,4 miliardi di persone ed una crescita demografica solida che lo porterà a garantire nel prossimi due decenni quasi un quarto della forza lavoro dell’intero pianeta”.
Per il presidente del Kenya sarà necessario riorganizzare la propria architettura delle infrastrutture impegnate a favorire “stabilità, sicurezza” e fare in modo che diventino la “pietra angolare del continente”.
In sostanza si è decisa una strategia in cinque punti. Si prevede di ristrutturare la Commissione dell’Unione Africana (AUC) e altri organi e agenzie specializzate per renderli più efficaci e efficienti. Secondo obiettivo, si punta all’autonomia finanziaria e si discuteranno meccanismi innovativi per il finanziamento sostenibile dell’AU, riducendo la dipendenza da donatori esterni e garantendo l’indipendenza finanziaria dell’unione.
Si è deciso di riformare Parlamento Panafricano e della Corte Africana di Giustizia per migliorarne la funzionalità e l’efficacia. Si è proposto di rafforzare l’architettura di pace e sicurezza dell’AU per garantire stabilità e sviluppo sostenibile sul continente. E, infine, come detto, si è deciso di creare un comitato di cinque presidenti per garantire un’implementazione efficace delle riforme.









