Goma a ferro e fuoco. Quasi guerra tra Repubblica Democratica del Congo e Ruanda. L’accelerazione improvvisa di una pressione che dura da molti mesi ha portato a Goma i ribelli dell’M23 e all’uccisione del governatore, tra scontri e violenze incontrollati.
Goma è una città congolese situata nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, sulla riva settentrionale del Lago Kivu. Si trova a pochi chilometri dal confine con il Ruanda e vicino al vulcano attivo Nyiragongo. È il capoluogo della provincia del Kivu Nord. E’ situata a circa 1.500 chilometri a est di Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo.

La sigla M23 sta per Movimento per il 23 marzo. Questo gruppo ribelle ha preso il nome dal trattato di pace firmato il 23 marzo 2009, che doveva integrare i membri del Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo (CNDP) nell’esercito congolese. Tuttavia, quando le promesse di questo accordo non furono mantenute, molti ex miliziani tornarono alle armi nel marzo 2012, dando origine all’M23
I ribelli dell’M23 sono sostenuti dal Ruanda, e il governo della Repubblica Democratica del Congo ha equiparato l’attacco su Goma a una ‘dichiarazione di guerra’. Il Ruanda nega formalmente di fornire sostegno al gruppo, ma le Nazioni Unite, gli Usa e i servizi di intelligence di vari paesi occidentali confermano il legame.
La possibilità di controllare il caos nella regione e ridurre la tensione tra i due Paesi è affidata ad una mediazione del Kenya, con il presidente William Ruto che dovrebbe incontrare molto presto i presidenti in questione, Félix Tshisekedi della Repubblica Democratica del Congo e Paul Kagame del Ruanda. La riunione d’emergenza organizzata dal Kenya mira a trovare un accordo, se non altro, sulla sospensione dei combattimenti.
Goma, cuscinetto instabile
La regione orientale della Repubblica Democratica del Congo, al confine con il Ruanda, è un territorio storicamente instabile. L’M23, in particolare, radicato nelle città di Masisi e Rutshuru, ha esteso il territorio che controlla e all’inizio del 2025 ha completato l’accerchiamento di Goma, occupando Minova e Sake, i due principali centri urbani attorno al capoluogo. L’offensiva ha causato molti morti e migliaia e migliaia di sfollati.
Hutu contro Tutsi, le basi etniche del conflitto
Il Ruanda sostiene l’M23 principalmente per ragioni etniche. I gruppi etnici dominanti nella regione dei Grandi Laghi (che oltre a Ruanda e Repubblica Democratica del Congo comprende Burundi, Uganda, Tanzania e Kenya) sono due, gli Hutu e i Tutsi.
Attualmente il Congo è governato dagli Hutu, mentre è Tutsi l’elite e la maggioranza della popolazione ruandesi. Ferita storica insanabile, il genocidio del 1994 operato dagli Hutu ai danni dei Tutsu, ora da anni al potere in Ruanda. I ribelli dell’M23 sono prevalentemente di etnia Tutsi e rivendicano il ruolo di protettori dei Tutsi congolesi. Già nel 2012 riuscirono a occupare Goma, ma poi il rischio di perdere i finanziamenti americani spinse Kagame a ritirare il sostegno ai ‘ribelli’ che furono costretti a retrocedere.
Incidenti e proteste a Kinshasa
Rispetto al 2012, l’M23 pare orientato ad andare avanti e creare una cellula Tutsi nel Nord Kivu, ricco di coltan, essenziale materia prima dell’era digitale.
La zona è pure uno snodo chiave della regione nei traffici che chiamano in causa Uganda, Ruanda e Kenya.
Il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha ordinato senza successo all’M23 e alle forze ruandesi che lo supportano di ritirarsi.
In queste ultime ore a Kinshasa le proteste hanno portato all’attacco di diverse ambasciate straniere, in primo luogo quelle di Ruanda, Francia e Belgio, ma con le sedi diplomatiche di Uganda e Kenya in posizione di tranquillità molto precaria.

La mediazione del Kenya ha una discreta possibilità di successo, considerando il ruolo di pacificatore che il paese ha già svolto in altre regioni, come nel caso del conflitto nel Tigré. Il Kenya è stato riconosciuto come un mediatore chiave dell’Unione Africana, un player regionale capace di affrontare e risolvere negoziati di pace in situazioni complesse.
Ultim’ora drammatico
Gli ultimi aggiornamenti da Goma della Reuters sono estremamente drammatici. Raccontano che i cadaveri sono sparsi per le strade e gli ospedali sono invasi da feriti da colpi da arma da fuoco e da schegge. I pazienti aspettano nei corridoi per mancanza di letti mentre il parcheggio dell’ospedale è stato convertito in un centro di smistamento.
I ribelli dell’M23 sono entrati a Goma lunedì 27 gennaio scontrandosi con sacche di resistenza dell’esercito e dei suoi sostenitori.









