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Sanzioni al Ruanda per il conflitto in Congo, con Usa e Ue anche UK

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Sanzioni per il Ruanda. Dopo gli avvertimenti delle Nazioni Unite, le misure di restrizione della Ue e quelle degli Stati Uniti, per il Ruanda – che si sostiene implicato nell’invasione della zona orientale della Repubblica Democratica del Congo – arrivano anche quelle del Regno Unito. Il Ruanda continua a respingere le accuse del Congo, delle Nazioni Unite e delle potenze occidentali, ma senza ottenere risultati.

Paul Kagame, presidente Ruanda

Secondo gran parte della comunità internazionale il governo di Kigali sostiene l’M23, che ha invaso la RDC da Goma e ora sta estendendo il suo controllo nella zona del Lago Kivu. Questo avviene tra grandi spargimenti di sangue che colpiscono i civili e con le drammatiche conseguenze che – tra stupri e violenze – riguardano le donne e i bambini che hanno sollevato la protesta di tutte le associazioni e le organizzazioni internazionali neutrali impegnate in quei territori.

Il Ruanda sostiene che in realtà i suoi contingenti schierati nell’area servono solo a difendere il Paese dalla minaccia di una milizia hutu, che a suo dire sta combattendo con l’esercito congolese, ma intanto le misure sanzionatorie su Kigali prese ad occidente continuano ad estendersi.

Una risoluzione di condanna delle Nazioni Unite

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha recentemente approvato all’unanimità una risoluzione che condanna fermamente le avanzate territoriali del gruppo ribelle M23 nelle province del Nord Kivu e del Sud Kivu, accusato di ricevere sostegno dall’esercito ruandese (RDF). Il testo impone l’immediata cessazione delle ostilità e richiede il ritiro incondizionato delle forze dell’M23 dalle città occupate di Goma e Bukavu. Il Consiglio di Sicurezza ha inoltre chiesto al Ruanda di cessare qualsiasi sostegno al gruppo M23 e di ritirare le sue truppe dalla RDC senza condizioni.

L’UE ha deciso di applicare sanzioni contro il Ruanda per il suo sostegno ai ribelli M23. L’Unione europea ha sospeso il memorandum d’intesa relativo alle materie prime critiche con il Ruanda. Questo accordo, firmato nel febbraio 2024, riguardava l’accesso a materie prime come stagno, tungsteno, oro, niobio e terre rare. Il Parlamento Europeo ha anche chiesto la cancellazione dei Campionati Mondiali di ciclismo previsti a Kigali, la capitale del Ruanda, previsti nel settembre 2025.

Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno adottato diverse misure contro il gruppo ribelle M23 e il Ruanda mirando su precisi obiettivi individuali. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto sanzioni contro James Kabarebe, Ministro di Stato per l’Integrazione Regionale del Ruanda, e Lawrence Kanyuka Kingston, membro anziano e portavoce del gruppo M232. Queste sanzioni includono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio.

Félix Tshisekedi

La posizione del presidente dell’RDC è fragile

Il presidente della Repubblica Democratica del Congo è Félix Tshisekedi. È in carica dal 25 gennaio 2019. Attualmente, Tshisekedi sta affrontando una situazione molto difficile. E non solo perchè il gruppo ribelle M23, sostenuto dal Ruanda, ha preso il controllo di diverse città importanti scatenando una crisi umanitaria. C’è oramai un rischio crescente di golpe e la defezione di alleati regionali come il Burundi e il Sudafrica indebolisce Tshisekedi.

Le sanzioni inglesi

In ultimo, in questo contesto, sono arrivate le sanzioni inglesi. Il Regno Unito ha annunciato che imporrà sanzioni contro il Ruanda in risposta al conflitto nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e al sostegno del Ruanda al gruppo ribelle M23.

Queste sanzioni sono state annunciate dal Ministero degli Esteri britannico e includeranno misure contro individui e entità coinvolte nel sostegno al M231. Le sanzioni mirano a esercitare pressione sul Ruanda affinché cessi il suo sostegno ai ribelli e contribuisca alla stabilizzazione della regione.

Attualmente, ci sono diversi tentativi di mediazione in corso per risolvere il conflitto tra il gruppo ribelle M23 e il Ruanda nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Il processo di Luanda, guidato dall’Angola, mira a facilitare i negoziati tra il governo della RDC e il gruppo M23.

Tuttavia, ci sono state difficoltà nel far riprendere i colloqui, poiché il governo della RDC ha rifiutato di impegnarsi con l’M23. Processo di Nairobi è un’altra iniziativa di mediazione che cerca di coinvolgere tutte le parti interessate per trovare una soluzione pacifica al conflitto. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha espresso il suo pieno sostegno a entrambi i processi di Luanda e Nairobi

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