Più dei dazi di Donald Trump in primo piano quelli di Samia Suluhu Hassan. Marzo si chiude con un’accesa tensione commerciale tra Europa e Stati Uniti, ma anche tra Tanzania e Kenya.
La Tanzania dal 19 marzo 2021 è guidata dalla presidente Samia Hassan, che governa il suo Paese con piglio meno dittatoriale e severo del suo predecessore, John Magufuli, ma comunque autoritario.
La presidente – che affronterà una decisiva verifica elettorale nel prossimo ottobre – ha deciso una stretta ai commerci provenienti da Nairobi.
Il suo predecessore Magafuli, in carica dal 5 novembre 2015 fino al 17 marzo 2021 (quando è deceduto) era noto per il suo approccio rigoroso alla governance e per le politiche economiche volte a ridurre la dipendenza del Paese dagli aiuti esteri.
Verifica ad ottobre per Samia, nel 2027 per Ruto
Samia Hassan – che è la prima donna a ricoprire questa carica nella storia della Tanzania – ha imposto nuove tasse su alcuni prodotti agricoli ‘basici’ provenienti dal Kenya, come uova e latticini, nonché le salsicce e i dolciumi come i biscotti.

Queste misure potrebbero alla fine influenzare le relazioni diplomatiche tra i due paesi, che si erano già riscaldate negli ultimi mesi. Le scelte di Hassan – secondo alcuni osservatori – sono anche influenzate da motivi preelettorali. Samia Suluhu Hassan è stata confermata come candidata presidenziale del partito di governo, CCM, in un congresso speciale tenutosi a gennaio 2025. La decisione è stata letta come una forzatura, visto che è la prima volta che il partito nomina il suo candidato presidenziale così anticipata. Ma nella prospettiva elettorale ravvicinata tante decisioni assumono una lettura ambigua.
Le nuove tasse imposte dalla Tanzania generano preoccupazioni e rilievi riguardo alla tenuta complessiva degli accordi commerciali della Comunità dell’Africa Orientale (EAC). Le tasse della Tanzania, infatti, minano le regole dell’EAC che mirano a promuovere il libero scambio tra i paesi membri. Ma si tratta di provvedimenti che alla fine potrebbero essere provvisori e strumentali, la leggere in una logica di politica interna.
Il settore lattiero caseario è centrale nell’economia keniota
Le tensioni commerciali tra Tanzania e Kenya non sono una novità. Recenti anche le restrizioni imposte dalla Tanzania sull’esportazione di cereali e del the keniota. Ma i produttori kenioti temono un ritorno del protezionismo che danneggia le imprese di entrambe le parti.

Quello lattiero-caseario rappresenta un settore fondamentale dell’economia keniota. Le nuove tariffe protezionistiche tra cui una tassa sullo zucchero di 50 Ksh al chilogrammo sui dolciumi e un’accisa del 25% sulle uova da cova causerebbero un calo di 4,2 miliardi di Ksh nei proventi delle esportazioni del Kenya verso la Tanzania.
L’Associazione dei produttori del Kenya (KAM) ha espresso preoccupazione per il fatto che queste tasse discriminatorie stiano minando il commercio regionale e costituiscano una violazione del protocollo EAC, che consente la libera circolazione delle merci all’interno del blocco.









