La Nigeria è stata ammessa come “paese partner” all’interno del blocco dei Paesi facenti parte dei cosiddetti BRICS, ovverosia di una compagine delle economie in via di sviluppo che comprende però oramai anche Paesi decisamente sviluppati e vuole sovvertire le logiche che portano allo strapotere occidentale e il predominio del dollaro come moneta di sclambio.

Non è un caso che la notizia arrivi il giorno dopo il lungo discorso di insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Il nuovo inquilino di Washington non ha mai citato i rapporti con il continente africano, ma secondo molti osservatori il suo nuovo quadriennio al potere dovrebbe essere – da questo punto di vista – in linea con il precedente sostanziale disinteresse di Joe Biden. Solo alla fine del suo mandato, quando aveva già perso le elezioni, Biden aveva dichiarato l’interesse statunitense per i destini dell’Africa.
Donald Trump ha avuto un approccio piuttosto controverso nei confronti dell’Africa durante il suo primo mandato e sembra che il suo ritorno alla presidenza non debba cambiare di molto le cose. Trump aveva mostrato poco interesse per le relazioni USA-Africa e aveva fatto commenti molto poco lusinghieri su alcuni paesi africani.
Con il suo ritorno alla Casa Bianca, ci sono preoccupazioni riguardo alle sue politiche sull’immigrazione e sui diritti LGBTQ+. Inoltre, ha ritirato gli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi sul clima e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, decisioni che potrebbero avere ripercussioni significative per l’Africa.
In generale, sembra che Trump possa continuare a privilegiare accordi bilaterali piuttosto che impegni multilaterali, il che potrebbe influenzare le relazioni con i paesi africani. Alcuni analisti sperano che possa rafforzare i legami commerciali con l’Africa per contrastare l’influenza crescente di Cina e Russia.
Un terzo del PIL africano nei BRICS
Tornando alla Nigeria e ai Brics, secondo quanto affermato dal Brasile, presidente del gruppo che contempla da anni la presenza anche di Russia, India, Cina e Sudafrica, e vuole funzionare come una sorta di contrappeso al G7, c’è stato il battesimo della Nigeria. Che arriva dopo quello di tanti altri ‘ingressi’ eccellenti nel corso degli ultimissimi mesi. L’anno scorso, il blocco ha aggiunto Iran, Egitto, Etiopia ed Emirati Arabi Uniti e Indonesia e anche l’Arabia Saudita è stata invitata a unirsi.
Turchia, Azerbaigian e Malesia hanno formalmente presentato domanda per diventare membri. Nel perimetro, in prospettiva, ci sono anche Bielorussia, Bolivia, Cuba, Kazakistan, Malesia, Thailandia, Uganda e Uzbekistan.
“Con la sesta popolazione più grande del mondo, nonché la più grande dell’Africa, e una delle principali economie del continente, la Nigeria condivide interessi convergenti con gli altri membri dei BRICS”, ha affermato venerdì il governo brasiliano in una dichiarazione.

I dazi di Trump sono sullo sfondo. L’anno scorso – prima ancora di diventare presidente – Trump aveva minacciato dazi del 100% contro i BRICS se avessero agito per indebolire il dollaro statunitense, dopo che i leader del blocco avevano espresso la loro intenzione di introdurre un sistema di pagamento alternativo che non dipendesse dal dollaro.
Il XVI vertice BRICS si è tenuto a Kazan, in Russia, dal 22 al 24 ottobre 2024, presieduto dal russo Vladimir Putin. È stato il primo vertice BRICS che comprendeva Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia e Iran dopo la loro adesione decisa al 15º vertice del 2023









