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Maraga e gli altri avversari di Ruto tornano sui media in Kenya

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David Maraga – ex presidente della Corte Suprema del Kenya e, dal 18 di giugno, ambizioso candidato alle presidenziali del Paese in funzione anti-Ruto – è tornato a comunicare. Lo ha fatto quando sui media del Paese inizia a flettere l’interesse e la sensibilità delle persone per la morte di Raila Odinga. La scomparsa di ‘Baba’, padre della patria e della democrazia multipartitica di Nairobi, mai eletto ai vertici del Paese ma sempre influente sui suoi destini, ha monopolizzato per giorni le pagine dei giornali e gli spazi sui media classici e digitali.

David Maraga

Il mantra di Maraga

Il mantra di Maraga rimane la lotta alla corruzione. Con una idea suggestiva per il popolo degli elettori. Quella della responsabilità ‘economica’ dei funzionari governativi, chiamati a rispondere personalmente – nel caso fosse eletto – di ogni rivolo di denaro pubblico sottratto ai criteri di saggia ed onesta gestione. Maraga ha espresso questi concetti nel corso di un evento presso il fiume Tana, in quello che di fatto è l’avvio della sua campagna elettorale.

Contro Ruto

Nel corso di questi mesi Maraga ha lanciato vari attacchi contro il Presidente in carica, William Ruto, accusandolo di ipocrisia e corruzione sistemica. Maraga sostiene che Ruto non può accusare il Parlamento di corruzione mentre lui stesso è coinvolto in scandali. L’azione governativa – secondo lex magistrato – mostra un deficit clamoroso di trasparenza. Anche l’impeachment del suo ex vice, Rigathi Gachagua, ora divenuto anche lui un potenziale competitor di Ruto alle prossime presidenziali, sarebbe passato – secondo Maraga – per relazioni poche chiare con altri parlamentari. Bocciate anche la legge sull’anti-riciclaggio, Maraga chiede maggiore trasparenza sui fondi distribuiti in scuole, mercati e chiese, che non risultano nel bilancio nazionale.

Per Maraga miliardi di scellini vengono sottratti attraverso reti di corruzione, privando i cittadini di servizi pubblici essenziali. E che anche la brutalità della polizia è una dei temi principali della sua agenda. Ha promesso che non userà fondi per “comprare voti”, ma si affiderà a donazioni volontarie da parte dei cittadini per finanziare la campagna.

Reset, restore, rebuild

Il suo slogan è ‘Reset. Restore. Rebuild’, l’obiettivo cioè di ripristinare l’integrità, ricostruire le istituzioni e reimpostare il corso del Kenya verso giustizia e prosperità. Ha promesso un governo composto da professionisti qualificati, selezionati in base a merito, equilibrio regionale e onestà. Maraga ha anche criticato la nuova Privatisation Bill 2025, definendola una minaccia agli interessi pubblici e chiedendo trasparenza totale nel processo.

Maraga, le credenziali

Durante il suo mandato come Presidente della Corte Suprema del Kenya (2016–2021), Maraga ha avuto un impatto profondo sulla politica keniota. Ha guidato la Corte Suprema nella storica decisione di annullare la rielezione del Presidente Uhuru Kenyatta, citando irregolarità elettorali, rafforzando l’indipendenza del potere giudiziario. Nel 2020, ha consigliato lo scioglimento del Parlamento per non aver rispettato la regola costituzionale del due terzi di rappresentanza di genere.

Durante il processo di selezione come Chief Justice, ha dichiarato pubblicamente di non aver mai accettato una tangente, un’affermazione rara e potente nel contesto keniota. Ha presieduto il Comitato Giudiziario sulle Elezioni, garantendo la prontezza del sistema giudiziario nella risoluzione delle controversie elettorali.

Rigathi Gachagua
Ruto e Gachagua

Il tributo di Gachagua a Raila

Anche Rigathi Gachagua ha rotto il silenzio e ha parlato pubblicamente dopo la settimana di lutto nazionale per Raila Odinga, durante la quale era rimasto in disparte. Il 15 ottobre 2025, Gachagua ha pubblicato un commosso tributo a Raila Odinga, definendolo “Il padre della democrazia keniota”, ma anche “Un eroe della seconda liberazione del Kenya”e poi, infine, “indomabile leone d’Africa”.

Gachagua ha lodato la resilienza e il coraggio di Raila nel fronteggiare regimi brutali, torture e detenzioni, e ha riconosciuto il suo ruolo nella storia del panafricanismo.

“Baba Raila Odinga, riposa in pace. Alla famiglia, a Mama Ida Odinga e ai figli, la mia famiglia si unisce a voi in preghiera. Le mie più sentite condoglianze a voi e al popolo della Repubblica del Kenya.” Questo messaggio ha sorpreso molti, considerando le tensioni passate tra Gachagua e Raila. Alcuni analisti lo vedono come un tentativo di riabilitazione politica o di riconciliazione nazionale, soprattutto in vista delle elezioni del 2027.

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