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Giornata contro la volenza sulle donne. Emergenza web

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La violenza sulle donne dilaga e continua a crescere, nonostante le mobilitazioni della società civile, le pene sempre più severe comminate dai giudici, la definizione di nuovi reati, l’esecrazione globale. Lo dicono le cronache e le statistiche.

Una giornata contro la violenza

Ieri, domenica 23 novembre, gli sportivi hanno giocato con un simbolico segno rosso sul volto. I calciatori, inoltre, sulle maglie indossate hanno scritto il nome di mamme, mogli e fidanzate. Una maniera per celebrare una ricorrenza sempre più importante.

Lotta contro la violenza sulle donne
Lotta contro la violenza sulle donne

In anticipo sul 25 di novembre – data consacrata alla causa dalle Nazioni Unite – è quindi iniziato un lungo periodo in cui si ricorderà il tema della violenza sulle donne. Dopo il momento della commemorazione e fino al 10 di dicembre, giornata mondiale dei diritti umani, dicono le Nazioni Unite, vanno sensibilizzati tutti gli umani ad un rinnovato impegno.

La deriva social

Un argomento caldo ed un problema tutt’altro che in via di risoluzione. E con le dinamiche più malate e patologiche dei social e della società digitale, che hanno amplificato la numerosità e la portata dei casi. Il problema non si attenua, piuttosto si dirama, cambia connotati e diventa in alcuni casi pervasivo sul web.

Tanti, proprio in questo autunno, sono stati i casi di terribili femminicidi. In Italia e non solo. E dilaga poi la violenza più o meno strisciante, ma sempre molto pesante, che colpisce soprattutto le donne nel vasto ambiente di Internet. Ma facciamo un ‘rewind’ e ricordiamo come e quando nasce la decisione di dedicare a questo fenomeno una giornata di ‘lotta’ mondiale.

La storia di questa giornata

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. E’ stata istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in memoria delle sorelle Mirabal (Patria, Minerva e Maria Teresa, successivamente chiamate anche Las Mariposas), tre donne uccise nel 1960 nella Repubblica Dominicana per il loro impegno politico e sociale contro la dittatura di Rafael Leónidas Trujillo.

Secondo le ultime rilevazioni disponibili (ISTAT e Ministero dell’Interno, aggiornate al 2025), in Italia nei primi 10 mesi del 2025 sono stati registrati circa 95 femminicidi, in linea con il trend del 2024 (120 casi nell’intero anno).

Circa il 70% delle vittime è stata uccisa in ambito familiare o affettivo. Nel 90% dei casi l’autore è un partner o ex partner. La media UE è di circa 0,6 femminicidi ogni 100.000 donne, i Paesi con tassi più alti sono Romania, Bulgaria, Lettonia, quelli con i tassi più bassi Spagna, Italia, Francia (grazie a politiche di prevenzione più strutturate). L’ONU stima che nel 2024 siano state uccise circa 89.000 donne nel mondo, di cui 58% per motivi di genere (partner, famiglia).

Un problema angosciante in Africa

E l’Africa? Nel 2023 ha registrato circa 21.700 femminicidi legati a partner o familiari, il numero più alto a livello globale. L’Africa è la regione con il tasso più alto di femminicidi domestici, seguita da Americhe e Asia.  I Paesi con i numeri più alti sono Kenya, Camerun, Somalia, Nigeria e Sudafrica.  In Sudafrica, il tasso è tra i più alti al mondo: da 9,0 per 100.000 donne (2019) è salito a 12,7 per 100.000 nel 2022.

Nel 1991 il Center for Global Leadership od Women (CWGL) avviò la Campagna dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere, proponendo attività dal 25 novembre al 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani. Nel 1993 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la Dichiarazione per l’eliminazione della violenza contro le donne ufficializzando la data scelta dalle attiviste latinoamericane.

donne Africa

La violenza digitale è violenza reale. Esiste #NoExcuse per gli abusi online

La violenza contro donne e ragazze rimane una delle violazioni dei diritti umani più diffuse al mondo. A livello globale, quasi una donna su tre è stata sottoposta a violenza fisica e/o sessuale da parte del partner, violenza sessuale da non partner o entrambe, almeno una volta nella vita.

È una piaga che si è intensificata in diversi contesti, ma quest’anno la campagna per la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne si concentra su uno in particolare: il mondo digitale. La violenza contro le donne sulle piattaforme online è oggi una minaccia seria e in rapida crescita. Aggredire sul web serve pure a mettere a tacere o sminuire le voci di molte donne, soprattutto di quelle con una forte presenza pubblica e digitale in settori come la politica, l’attivismo o il giornalismo.

Si tratta di una forma di violenza in aumento a causa della debole regolamentazione tecnologica, della mancanza di riconoscimento legale di questo tipo di aggressione in alcuni paesi, dell’impunità e della mancanza di responsabilità delle piattaforme digitali. Si moltiplicano, oltretutto, anche le nuove modalità di abusi tramite l’IA. Ma i rete sono debordanti e scorrete anche le azioni dei movimenti contrari all’uguaglianza di genere. E’ un tema serio pure quello dell’anonimato dei responsabili e quello del limitato sostegno alle vittime digitali.

Nel 2025 la campagna UNiTE to End Digital Violence against Women and Girls, vuole mobilitare tutti i membri della società: i governi devono porre fine all’impunità attraverso leggi che la penalizzano; le aziende tecnologiche devono garantire la sicurezza delle piattaforme e rimuovere contenuti dannosi.

L’impegno di Alice for Children

La violenza di genere è un problema che va affrontato integralmente e sotto ogni aspetto, dal momento che non conosce confini e può colpire chiunque, indipendentemente dalla sua posizione sociale o professione.

Per Alice for Children – che opera ai margini della baraccopoli di Nairobi, a Dandora, e nella savana di Rombo, -affrontare il tema della parità di genere vuol dire avere chiare le premesse – economiche, culturali, sociali – della sottomissione femminile in contesti degradati.

Ogni tentativo di risolvere il problema seriamente così non può che affrontare queste variabili: si lavora così sulla cultura, sugli archetipi sociali, smontandoli attraverso un percorso formativo che parte dalle scuole primarie e termina con quelle di specializzazione. E considera lo studio, ma anche lo sport quali strumenti essenziali di empowerment femminile.

L’apprendimento digital, inoltre, ha un focus speciale nel percorso formativo From Slum To Job – che porta idealmente i bambini dall’asilo fino al lavoro – ed è una caratteristica identitaria delle iniziative a sostegno dei bambini e delle famiglie più bisognose di Nairobi e Rombo. Conoscere il digitale – in questo caso –  i meccanismi con cui si creano e distribuiscono i contenuti, le logiche della piattaforme che li distribuiscono, rafforzano le studentesse nel momento di confrontarsi ad alcune delle problematiche più critiche inerenti la violenza e i social.

I piccoli sono accolti e cresciuti come figli nelle strutture dei Alice for Children e accompagnati in un percorso educativo che si completa, dopo il liceo, con la specializzazione professionale. L’organizzazione non profit offre opportunità educative e formative che rendono possibile il riscatto dalle insidiose e difficili dinamiche dello slum, che si trova ad un passo dalla gigantesca discarica di Dandora, aiutando ragazzi e ragazze a costruire un futuro migliore e a contribuire allo sviluppo della loro comunità.

come partoriscono le donne in Africa

Le iniziative condotte con il supporto di Fondazione Milan sul calcio femminile (My Dream, il campionato di calcio per ragazze nell’alveo del progetto della Fondazione rossonera, Sport For Change), i corsi di educazione sessuale stabilmente compresi nel percorso formativo, i corsi di arti marziali, la distribuzione gratuita di assorbenti per attutire il problema della period poverty sono altri elementi di questo impegno al fianco delle famiglie e delle donne e agiscono per creare self empowerment, ma anche una comprensione dei meccanismi che portano alla violenza di genere. La Giornata contro la violenza sulle donne è un momento per ricordare che ogni donna ha il diritto di vivere senza paura e di essere trattata con rispetto e dignità.

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