“Quello che vedo venire avanti correndo è un continente che tra pochi anni segnerà il mondo e la storia” dice ad un certo punto – da visionario, ma non troppo – Diego Masi nella sua ispiratissima ultima fatica letteraria.
Il nuovo libro: Il Secolo Africano
Il libro del nostro presidente, Il Secolo Africano, è da qualche settimana in vendita in libreria e su Amazon Il Secolo Africano, e Diego ha iniziato pure un articolato giro di presentazioni. Librerie (e non solo) milanesi, ma anche in giro per il nord Italia.

Protagonista del mondo della comunicazione e della pubblicità per alcuni decenni, sia da imprenditore che da manager, ma anche della politica nazionale, Masi ha fondato nel 2006 la nostra ETS, Alice for Children. Avviando un progetto di supporto e aiuto ai bambini e alle famiglie che vivono nelle gigantesche e infernali baraccopoli situate a fianco della più grande discarica di Nairobi, in Kenya e a Rombo, in piena savana Maasai. Vent’anni di esperienze e di fatiche premiate, con tanti ragazzi e ragazze nati ai margini della società che riescono a studiare, formarsi, trovare un lavoro.
Alice for Children oggi significa un sistema che comprende orfanotrofi, asili, scuole primarie e secondarie, accademie dedicate alla formazione digitale, alla ristorazione e all’hôtellerie (attraverso Aifa, l’efficace scuola di cucina italiana che colloca al lavoro, enlla capitale sulla costa ‘italiana’ tutti i suoi diplomati).
Sono i tasselli di un percorso di aiuto che Masi ha immaginato dovesse procedere From Slum To Job. E che cerca di portare avanti, quindi, con un buon successo, creando professionisti della ristorazione e non solo. Il ‘miracolo’ quasi alchemico è quello di far emancipare ragazzi e ragazze dalla terribile filiera del riciclo nelle discariche pestilenziali e dargli un minimo di strumenti e chanches per ritornare arbitri del proprio destino.

Geopolitica ed esperienza sul campo
Con un approccio a metà strada tra il saggio e la testimonianza viva e diretta, tra l’analisi geopolitica e l’esperienza di uno smaliziato osservatore sul campo, Diego racconta la realtà in divenire del continente e traccia pure un’ipotesi di sviluppo prossimo venturo. Non è un positivista ‘sfrenato’ e irrazionale.
Non tralascia nessuna delle guerre in atto, non dimentica i fondamentali ‘difficili’ del continente. Che ha la competenza e la forza di analizzare in tutta la sua vastità. E alla fine si rivela tendenzialmente ottimista. “Quello che vedo venire avanti è un secolo africano dove sono i giovani la vera ricchezza” teorizza Masi. Altro che petrolio, terre rare, oro e pietre preziose. Secondo lui nei prossimi anni saranno “persone, ambizioni, volontà, lotta e ricerca di benessere” a fare la differenza.
La visione
La marea africana che cresce come una sorta di tsunami Masi l’ha vista montare con i suoi occhi: “Ero a Nairobi qualche mese fa – scrive l’autore – e stavo visitando la nostra prima scuola di Korogocho che ospita 1200 tra bambini e ragazzi, quando il direttore li ha fatti posizionare nel grande cortile. Ero circondato e ho visto un’onda venirmi incontro e travolgermi e ho capito che l’Africa come l’avevo conosciuta fino a quel momento sarebbe cambiata”.

Un sistema virtuoso
Il nuovo libro edito da Mimesis nella collana Eterotopie, arriva dopo altri libri da lui dedicati ad argomenti collegati. E sono migliaia i follower che lo seguono sul suo blog, Eurafrica, dove parla di geopolitica in senso ampio.
Ma stavolta l’autore scommette sui giovani e la riscossa dell’Africa. “Quello che vedo venire avanti correndo è un continente che tra pochi anni segnerà il mondo e la storia”.
La demografia, la geografia e l’economia (tra poco più di un decennio solo in Africa ci sarà un saldo demografico robustamente positivo) spingono per una nuova intesa e collaborazione tra i paesi europei e quelli africani. L’autore fa una coraggiosa disamina politica di tutto il continente e poi prova a individuare i Paesi pronti a raccogliere le opportunità che tra poco arriveranno.

Come detto, ne ‘Il secolo africano’ si parla pure delle guerre che attraversano il continente, degli appetiti africani di cinesi, russi, turchi, Emiri, Donald Trump e famiglia. Delle ambizioni del Piano Mattei. E Diego decodifica geometrie e corrispondenze di interessi meno ovvie di quelle che normalmente si vedono allineate nei servizi giornalistici più generici.
In oltre duecento pagine di analisi, racconto, dati e tabelle, spiega come e perché i destini dei popoli che stanno da una sponda e l’altra del Mediteranneo possono tornare ad essere intrecciati. Stavolta in una logica win-win, paritaria, fuori dalle dinamiche coloniali e post coloniali. E con i Paesi africani protagonisti. Regalare questo libro a Natale aiuta Alice for Children.









