Prosegue il viaggio dello staff di Alice for Children in Kenya. E’ già passata una settimana da quando la direttrice, Valentina Cislacchi, è atterrata a Nairobi. A poche ore di distanza l’ha raggiunta anche Chiara Beneggi, responsabile progettazione e ufficio volontariato.

Nei primissimi giorni Valentina si è dedicata ad una fittissima agenda di incontri e di verifiche. In programma numerosi ‘one to one’ con tutti i membri dello staff locale, oltre a confronti con i manager, gli insegnanti, i collaboratori professionali di tutte le realtà partner. Importantissimi anche gli incontri con i genitori dei ragazzi sostenuti dall’associazione.



Grande attenzione, inoltre, allo stato di avanzamento dei progetti in corso: dai lavori della Riparian Area fino alla finalizzazione delle strutture che ospitano la Digital Academy – comprese le stanze dove alloggiano i ragazzi – la cui costruzione è ormai conclusa.
Viaggio a Rombo
Dopo una prima immersione nelle vicende e nelle dinamiche di Nairobi, quindi, Valentina è partita per Rombo con una squadra formata da Chiara, Florence Oliech (coordinatrice), Francesco Barabino (vice coordinatore), Sara Concas (coordinamento volontari e SAD in loco), Priscah Maina (infermeria) e Iscah Abisage (coordinamento educativo), Cornelius Alisi (coordinamento SAD).
A differenza degli interventi negli slum di Nairobi, a Rombo il lavoro è rivolto alla comunità Maasai, tribù un tempo totalmente nomade che conserva ancora una forte ma anche arcaica identità culturale, in una zona spesso colpita da siccità o alluvioni. Tema ricorrente sono proprio certe tradizioni tribali molto radicate, che penalizzano soprattutto le donne.
In questo contesto, Alice for Children opera sostenendo l’istruzione e la nutrizione dei bambini della Nasipa Primary School, situata in una zona rurale ai piedi del Kilimanjaro.

Oltre al sostegno scolastico, l’associazione garantisce ogni giorno un pasto caldo ai bambini, elemento fondamentale per contrastare la malnutrizione e rendere possibile l’apprendimento. Il contesto resta complesso. Tra le pratiche da contrastare, ad esempio, c’è la tradizione dei matrimoni precoci (spose bambine) e, in generale, l’assenza di un qualsiasi tipo di programmazione familiare.
La risposta dell’associazione passa dall’offerta di un’alternativa concreta, fondata sull’istruzione e sull’autonomia personale.
Nasipa farm
A Rombo è in fase di progettazione e avvio anche un intervento agricolo. In questo senso è stato particolarmente importante incontrare l’intera comunità, a partire da tutti i genitori dei bambini che frequentano la scuola di Nasipa, sostenuta da Alice for Children da molti anni.
All’incontro erano presenti anche vari rappresentanti della comunità di Rombo, incluse le figure istituzionali locali. In un momento di ripartenza delle attività scolastiche, Valentina e lo staff hanno innanzitutto richiamato le famiglie all’importanza della loro responsabilità e collaborazione nel percorso educativo dei ragazzi.

Le priorità individuate sono la stabilizzazione dell’approvvigionamento idrico e l’avvio di un programma agricolo in grado di rendere la scuola più autonoma e sostenibile. I terreni della Nasipa Primary School possono infatti essere coltivati: l’obiettivo è creare un orto capace di garantire autosostentamento, ma anche opportunità di lavoro per le madri e le famiglie del territorio.
Il progetto prevede la costituzione di due commissioni, formate da rappresentanti della comunità, che si occuperanno della gestione delle attività agricole: dalla semina alla piantumazione di alberi da frutto, legumi, cereali e verdure.
Si lavora con la comunità Maasai
In una giornata di sole, in un clima cordiale ed empatico, i leader comunitari e numerosi genitori hanno ribadito l’importanza dell’istruzione e del progetto agricolo di Nasipa. Restano ora da affrontare alcune questioni organizzative: definire chi potrà essere coinvolto, quante ore di lavoro saranno assegnate ai membri della comunità e come strutturare i momenti di formazione.
Nel frattempo, lo staff ha iniziato le visite alle famiglie dei bambini più vulnerabili, che riceveranno un supporto dedicato, anche grazie all’utilizzo delle strutture della Timbila School, dove Alice for Children ha già maturato esperienza nella formazione di bambini con bisogni speciali.










