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La festa delle mamme e la cura di Alice for Children

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Viva le mamme, le donne, l’energia ed il pensiero femminili, una certa maniera – mite ma pragmatica, accogliente ma anche intransigente se necessario – di intendere il ruolo degli umani nella vita e nella storia. Una parte di sé e della comprensione del mondo che anche i padri, i maschi, gli uomini, possono e devono imparare a coltivare e fare emergere.

Questo aspetto di fondo, essenziale, della festa celebrata il 10 maggio – nel mese che in questo emisfero è quello del risveglio primaverile della natura, ma in Africa Orientale corrisponde con il periodo delle piogge – è molto chiaro in Kenya, a Nairobi, ai margini delle discariche di Korogocho e Dandora, dove da 20 anni opera Alice for Children, ma anche nella savana, a Rombo.

La vocazione di Alice for Children, cosa succede nel second term

E si esprime anche nelle azioni di supporto a bambini e bambine, famiglie svantaggiate, che parte dai nostri asili e termina con i corsi post liceo delle accademie, quella di cucina italiana e quella digitale. In campo c’è il nostro staff, a Nairobi come a Milano e a Rombo prevalentemente femminile, e che schiera psicologhe, assistenti sociali, presidi, insegnanti, volontari, ‘mamies’, infermiere e tante figure di sostegno ancora.

Il piovoso maggio keniota

Nelle ‘nostre’ scuole, intanto, da qualche giorno sono finite le vacanze di aprile e da qualche giorno è iniziato il ‘second term’. Primarie e secondarie marceranno a pieno regime durante quello che è il ciclo di studi più intenso, con solo un breve break alla fine di giugno. Il clima è piovoso, più freddo, e facilita la concentrazione negli studi.

AIFA – la nostra scuola di cucina italiana – è in pausa attiva. Mentre l’accademia digitale è in pieno svolgimento. Su questo versante digital, al primo anno dell’esperienza pilota, tutto procede molto bene, ed è stata ben digerita la parte innovativa della cyber security.

ALICE VILLAGE

Francesco Barabino (nostro vice coordinatore a Nairobi) sottolinea un aspetto particolare: “Gli insegnanti ci segnalano il raggiungimento di un buon livello ‘tecnico’ dei ragazzi, ma anche un diffuso miglioramento sul fronte della crescita personale, della capacità di esporre ed esporsi, in una fase delicata di evoluzione della loro personalità. Si mettono in gioco, sono curiosi, vogliono verificare la correlazione tra quello che imparano e loro esperienze dirette. Si relazionano in maniera più aperta con il mondo e questa è una precondizione importante nel percorso ‘From Slum To Job’.”  

Feste di maggio e tradizioni

A maggio è importante (e ne parleremo più avanti) – in chiusura del mese – il Menstrual Hygiene Day, con la consueta marcia di giorno 28 di studenti, insegnanti e di tutta la comunità di Alice for Children. Ma tutto il mese parla al femminile.

Tornando alla Festa della Mamma, vale la pena ricordare che cade il 10 maggio seguendo una tradizione relativamente recente: solo dal 2001, infatti, il nostro Paese ha adottato la formula della data mobile, allineandosi al modello anglosassone.

In precedenza, si celebrava l’8 maggio, in connessione con il mese mariano e con la figura della Madonna, simbolo universale di maternità.

In Italia la festa si è affermata senza una vera legge formale, ma grazie all’iniziativa di figure diverse: dal sacerdote Don Otello Migliosi, che nel 1957 ad Assisi celebrò ufficialmente la maternità, al senatore Raul Zaccari, promotore di un primo tentativo istituzionale. Ancora prima, nel 1952, la direttrice didattica Emma Lubian Missiaia aveva organizzato celebrazioni scolastiche dedicate alle mamme. Segni di una sensibilità diffusa, radicata profondamente nella cultura italiana, dove la figura materna è stata a lungo considerata l’architrave sociale e simbolico.

La versione moderna della festa nasce però negli Stati Uniti. Nel 1908 Anna Jarvis organizzò una cerimonia in memoria della madre, dando origine a una ricorrenza che nel 1914 divenne festa nazionale per decisione del presidente Woodrow Wilson.

Ma le radici della Festa della Mamma affondano ancora più indietro nel tempo. Gli antichi Greci celebravano Rea, madre degli dei, mentre i Romani onoravano Cibele nei Matronalia primaverili. In Inghilterra, il Mothering Sunday permetteva già nel XV secolo alle domestiche di tornare a casa per visitare le loro madri. Una pluralità di tradizioni che, attraversando epoche e culture, converge verso un’unica idea: riconoscere il ruolo fondamentale della maternità.

In Africa ed in Kenya

In Africa, e in particolare in Kenya, la ricorrenza cade anch’essa a maggio, spesso adottando modelli occidentali ma mantenendo un significato profondamente radicato nelle culture locali.

In Kenya, infatti, la madre occupa un ruolo centrale e altamente rispettato nella società.

Come detto, questo riconoscimento assume una dimensione ancora più intensa nelle baraccopoli di Nairobi e nella savana di Rombo, dove la maternità intesa nella sua versione più generosa non è una ricorrenza ma quasi una condizione permanente.

Qui le donne rappresentano spesso l’unico punto di riferimento stabile: lavorano nei mercati informali o nella discarica, oppure gestiscono entrate e uscite dell’economia rurale, si occupano della famiglia, garantiscono l’educazione dei figli, affrontando quotidianamente condizioni estreme.

Attenzione sensibile e stimolo a fare

L’impegno di Alice for Children sostiene queste madri biologiche; donne che, pur nella precarietà assoluta, continuano a scegliere per i propri figli un futuro diverso, spesso lottando per garantire loro l’accesso alla scuola. L’istruzione diventa il vero dono, il gesto che può interrompere il ciclo del disagio e la prigione della povertà.

Accanto a loro ci sono anche le nostre “mamies”, figure fondamentali negli orfanotrofi, che accudiscono i bambini con una presenza quotidiana fatta di cura, attenzione e stabilità affettiva. E quindi con noi entrano in gioco anche le mamme (e i papà) a distanza, che dall’Italia e da altri Paesi scelgono di sostenere economicamente e moralmente un bambino, rendendo possibile il suo percorso From Slum To Job.

Questo concetto di maternità, nel senso di una forma di cura costante, mite e generosa, orientata al futuro, fa parte del dna di Alice for Children, ed è tra i valori base di una comunità allargata, improntata alla responsabilità condivisa e alla solidarietà concreta.

Viva dunque le madri, tutte. Quelle che crescono i propri figli nei contesti più difficili, quelle che li accompagnano senza averli generati, quelle che li sostengono da lontano.

Una firma semplice.

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